Costituzione. Il vincolo di mandato. Cosa vuol dire? La sovrapposizione partito-parlamento

di Primo Mastrantoni | 12 novembre 2017

“Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”. Articolo 67 della Costituzione. Questo articolo della Costituzione italiana fu scritto e concepito per garantire la libertà di espressione più assoluta ai membri del Parlamento italiano eletti alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica. In altre parole, per garantire la democrazia i costituenti ritennero opportuno che ogni singolo parlamentare non fosse vincolato da alcun mandato né verso il partito cui apparteneva quando si era candidato, né verso il programma elettorale, né verso gli elettori.
La norma contenuta dell’art. 67 non è un’esclusiva della Costituzione italiana, ma è comune alla quasi totalità delle democrazie. Tale norma fu inserita nella Costituzione francese del 1791 e nello Statuto Albertino del 1848 (1).
Non ci vogliamo dilungare nella spiegazione complessa di un articolo che è ignorato dai più e, in particolare, da quelli che dovrebbero rispettarlo: i partiti. Infatti, con la minaccia di non ricandidatura alle successive elezioni, i partiti hanno sistematicamente violato il dettato costituzionale che, ricordiamo, è stato confermato, a stragrande maggioranza, dal referendum del 4 dicembre scorso.
Imporre i deliberati partitici ai parlamentari significa violare apertamente la Costituzione, oltre a dar prova di evidente antidemocraticità.
Purtroppo, i seguaci della democrazia scarseggiano.

(1) https://it.wikipedia.org/wiki/Articolo_67_della_Costituzione_italiana

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

Segretario ADUC

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