Correte dall’oculista: se avete visto un lavoratore auto-nomo è grave!

Pensare che il più civile, costruttivo e giusto rapporto fra datori di lavoro e la-voratori, si ottenga istigandoli culturalmente, sindacalmente e politicamente a farsi la guerra, è demenziale e devastante.

di Franco Luceri | 9 settembre 2018

Gli umani non sono separabili in due classi sociali indipendenti: chi produce soldi e chi lavoro. Perchè chi ha talento per produrre ricchezza, non produce una mazza se non comprando una prestazione lavorativa o rendendo un servizio; e chi può offrire il proprio lavoro muore per strada se non trova chi lo assume per trasformare il suo lavoro in profitto.
Come dire che lavoratore e padrone sono “interdipendenti”. Gli indipendenti o gli autonomi esistono solo nella fantasia malata di chi ha il potere di progettare a tavolino la vita dei popoli e da millenni tiene gli umani in una guerra fratricida palese o occulta separando ciò che, in qualunque sistema socio-economico, è inseparabile: lavoratori e padroni.
Pensare che il più civile, costruttivo e giusto rapporto fra datori di lavoro e lavoratori, si ottenga istigandoli culturalmente, sindacalmente e politicamente a farsi la guerra, è la più demenziale e devastante forma di autolesionismo mai inventata da l’uomo.
Che si vogliano marcare le differenze fra lavoratori e padroni separandoli in due diverse classi sociali, passi.
Ma considerare “indipendenti o autonomi”, anche solo gli imprenditori e i professionisti, è stupido come pensare che in una automobile, senza alterarne le prestazioni, la carrozzeria possa fare a meno del motore o il motore della carrozzeria.

O peggio, che un locomotore possa conservare la stessa capacità di carico, rinunciando ai vagoni. O i vagoni possono portare a destinazione uomini e merci rinunciando ad agganciarsi al locomotore.

Un popolo come quello italiano istigato sindacalmente e giuridicamente alla guerra classista, progredisce a passo di gambero: piano in avanzamento e veloce in arretramento se non prende coscienza della interdipendenza delle classi sociali.

 

Franco Luceri 

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

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