Contributi ai giornali, ben venga l’abolizione

La competizione fra coloro che ricevono i contributi e chi ne viene escluso perché lo stanziamento è limitato e non viene concesso a tutti i giornali che ne fanno domanda, è impari.

di Roberto Fronzuti | 18 Nov 2018

Fra gli argomenti all’attenzione del nuovo governo M5S – Lega, c’è la questione riguardante i contributi a fondo perduto (legge 62 del 2011), che tutti gli anni lo Stato versa ai giornali (solo ad alcuni). Riesce difficile comprendere la politica di questo governo, ma la decisione dell’esecutivo di ridurre e successivamente abolire questo tipo di “aiuti” è giusta. In linea di principio saremmo favorevoli, se la possibilità di percepire dei contributi di Stato fosse riservata a tutti i giornali (il nostro settore è il più colpito dalla decennale crisi economica e dalla concorrenza di Internet).  Ma così com’è concepito l’attuale meccanismo, che riserva a pochi le cosiddette provvidenze per l’editoria, è giusto che gli stanziamenti vengano aboliti.

Sono 52,5 i milioni di euro versati dallo Stato, suddivisi fra 53 giornali, contro le migliaia di testate edite in Italia. Cosa succede attualmente? Gli editori dei 53 giornali, che ricevono i contributi, vivono una situazione di privilegio rispetto a tutte le case editrici che rimangono all’asciutto.

Così come stanno le cose, la competizione fra coloro che ricevono i contributi e chi ne viene escluso perché lo stanziamento è limitato e non viene concesso a tutti i giornali che ne fanno domanda, la competizione è impari. E allora fa bene il governo a perseguire l’obiettivo di ridurli in prima istanza e abolirli del tutto nel 2020. Noi attendiamo il momento in cui la competizione si potrà svolgere ad armi pari, con 0 aiuti a tutti. In una situazione di concorrenza ad armi pari, sarà la qualità dell’informazione a beneficiarne.

Roberto Fronzuti

Fronzuti Roberto, editore e giornalista. Nel 1967 Inizia l’attività giornalistica collaborando con varie testate. Nel 1968 Fonda e tuttora dirige il settimanale d’informazione “L’Eco di Milano e Provincia”. Ha fondato le riviste di settore mensili, “Stampare” e la pubblicazione “F & C Magazine” tradotta anche in inglese e spedita in altri paesi. Dal 1970 al 1980 ricopre incarichi a livello amministrativo nel Comune di San Donato Milanese, nel ruolo di assessore alle Finanze e Commercio. Nel 1992, su nomina del Presidente dell’0rdine dei Giornalisti, entra nel Consiglio di Presidenza dell’Istituto per formazione al Giornalismo Carlo De Martino. Dal 1992-1997, viene eletto nel Consiglio direttivo dell’Associazione Lombarda dei giornalisti. Dal 1997 ad oggi, è Segretario Nazionale della Associazione onlus “Tribunale per la Tutela della Salute”. Ad oggi, Editorialista del settimanale on-line www.pensalibero.it, dal 1 gennaio 2016 è stato nominato direttore de Il Globulo, la rivista dei Donatori di Sangue dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

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