Considerazioni sul Fronte Repubblicano

Nulla sarà semplice d’ora in poi per fronteggiare l’enorme onda di coglioneria che si è scatenata non solo nel nostro Paese Paese ma che trova qui un humus peronista molto adatto al suo sviluppo.

di Giacomo Properzj | 17 giugno 2018

Leon Blum negli anni ’30 guidava lunghi cortei del Fronte Popolare che lottava, con l’unità di tutti i partiti di sinistra, contro il fascismo dilagante in Europa. Il Fronte Popolare vinse anche le elezioni ma quando si determinò il tragico momento della guerra non fu capace di mantenere salda la Francia intorno a quei principi, anzi in una prima fase, persino i comunisti, alleati in quei tempi con la Germania nazista, non partecipavano alla resistenza e collaboravano al governo di Pétain. Da allora si capì che il Fronte Popolare era destinato alla lunga a perdere così in Francia come in Spagna e in Italia nell’aprile del 1948. I comunisti erano i grandi sostenitori di questa proposta politica perché erano il partito più organizzato e più disciplinato ma, naturalmente, lottavano per i loro interessi e tendevano attraverso il Fronte Popolare a realizzare la società sovietica propriamente detta.

Il Fronte Nazionale è stato l’esempio opposto del Fronte Popolare ma assai meno efficace elettoralmente e disciplinato politicamente: in Spagna, alla fine degli anni ’30, determinò la guerra civile. In Italia non riuscì mai a raggiungere percentuali significative di voto. Esso viene generalmente egemonizzato da gruppi di estrema destra com’è avvenuto a Milano ai tempi delle manifestazioni della Maggioranza Silenziosa che reagiva alle intemperanze e alle violenze studentesche degli anni ’60/’70. In quel caso dopo poche manifestazioni i missini presero la guida dei cortei, provocarono disordini e compromisero politicamente tutta la vicenda.

Non è stato così per il Fronte Repubblicano in Francia nel 2002 quando i democratici repubblicani si unirono intorno a Chirac e contro Le Pen raggiungendo l’80% dei consensi. Agivano nel nome di grandi ideali: l’unità europea, lo stato democratico, la libertà di opinione, in altre parole la Repubblica.

In quell’occasione i francesi superarono i problemi di piccolo momento che li avevano divisi per molti anni e il disegno eversivo di Le Pen padre, non diverso da quello della figlia ne, per dirla tutta, da quello di Salvini oggi, fu battuto.

Ho visto con piacere per il giorno 23 giugno all’Umanitaria una manifestazione di giovani (naturalmente giovani con riferimento alla mia età) che potrebbero iniziare a dar vita a Milano alla nascita di un fronte repubblicano sempre che non vogliano tutti fare i deputati o infilarsi in qualche grande ente di stato. Conosco la maggior parte di questi ex giovani e so che le loro idee sono spesso discordanti ma moderne. O meglio espresse in modo moderno poiché le grandi idee di Max Weber o di Popper per citare i primi che mi vengono in mente, rappresentano il patrimonio del pensiero della nostra generazione e non sono ancora superati.

Nulla sarà semplice d’ora in poi per fronteggiare l’enorme onda di coglioneria che si è scatenata non solo nel nostro Paese ma che trova qui un humus peronista molto adatto al suo sviluppo. I problemi verranno coi problemi economici e finanziari: il Governo dovrà far fronte alle promesse elettorali che vengono nobilitate come il tentativo di aumentare la domanda interna. Purtroppo non ce la faranno perché sono sommersi dai debiti e il coraggio keinesiano di raddoppiare il deficit per produrre lavori pubblici che stimolino la domanda non l’avranno mai. Lo spettro è che alla fine di questo cammino contraddittorio ci sia l’uscita dall’Europa e un misero destino cattoperonista. Sapranno gli ex giovani de”L’Italia che non c’è” fare qualcosa? Fino ad oggi han fatto poco e c’è persino qualcuno che dice han fatto niente.

Giacomo Properzj

Giacomo Properzj Incisa Beccaria di Santo Stefano è un politico, imprenditore e giornalista italiano. E' stato sindaco di Segrate (Milano 2 agli albori dell'avvento del quartiere residenziale realizzato dall'Edilnord di Silvio Berlusconi) e Presidente della Provincia di Milano per il Partito Repubblicano Italiano. Dirigente delle Federazioni milanese e provinciale del PRI è stato anche presidente di AEM (l'azienda elettrica municipalizzata di Milano) e di ATM (l'azienda dei trasporti pubblici del milanese).

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