Confesso: sono stato abbindolato da Bersani!

di Nicola Cariglia | 20 marzo 2013

Bersani si è rivelato solo uno dei tanti automi della nostra politica. Sono professionisti, non hanno debolezze o preferenze. Indossano maschere e interpretano una parte.

pierluigibersaniLo devo confessare. A Bersani avevo fatto davvero credito. Forse il mio era solo un wishfull thinking, ovvero un desiderio compulsivo che ti fa trasformare la realtà, piegandola ai tuoi sogni.  Quando il segretario del PD è partito all’assalto della presidenza del consiglio, ho creduto alle sue parole; soprattutto ho dato credito ad un disegno che era l’unico in grado di reinserire l’ Italia nel solco dell’Europa e nel ruolo dovuto ad un grande paese.

C’era un governo imposto, senza alcuna legittimazione popolare. Secondo me anche controproducente. E questo governo non si sapeva a chi attribuirlo. A Napolitano, certamente. E a tutto il gotha della nostra finanza. Ma per conto di chi? Dei circoli finanziari internazionali e della super- euro- burocrazia con tutta evidenza.

Insomma: eravamo al punto che il popolo veniva consultato per finta e le decisioni erano prese in maniera opaca, non trasparente.

Bersani mi sembrò l’unico in grado di collegarsi alla sinistra europea, di stampo socialdemocratico, per recuperare un minimo di sovranità popolare, superando finalmente tutte le masturbazioni sulla nostra diversità e sulle terze, quarte e quinte vie usate per coprire la vergogna di una sinistra italiana occupata in gran parte dal comunismo.

Del resto potevo permettermelo: possiedo addirittura un DNA anticomunista e antifascista a prova di bomba. Nessuno- pensavo- potrà rimproverarmi se non seguo gli ammonimenti che pure mi vengono rivolti: “guarda, che sono sempre comunisti, e non cambiano mai”.

Ora sono il primo a dirlo. Non è rimasto niente del Bersani che si atteggiava a persona seria, che voleva essere giudicato per i suoi programmi e che, soprattutto, cercava soluzione europea ai problemi italiani e collegamento con le socialdemocrazie francese, tedesca ed europea.

Finge di prendere seriamente le proposte di Grillo, cioè la parte stupida di un movimento che, al contrario, dice cose condivisibili quando denuncia i mali della classe politica. Insomma, fa tutto il contrario di ciò che dovrebbe fare:asseconda le sciocchezze programmatiche per non cambiare, invece di cambiare per ostacolare le sciocchezze. E corteggia la Lega per fare il governo, mentre vota la Boldrini per i suoi “meriti pro-immigrati”, alla Camera.

Da un lato sono contento di poter dire che il comunismo, che sarebbe presente irreversibilmente in Bersani e nei suoi, non c’entra niente. Tiro un sospiro di sollievo: per tutta la vita, non breve, mi sono battuto, senza cattiveria ma con decisione, affinchè il comunismo venisse considerato per quello che era: un tragico errore del proletariato, come lo definiva Giuseppe Saragat  (mentre il fascismo ne era stato la vergogna). Quella battaglia è finita, se Dio vuole.

Perché Bersani si è rivelato solo uno dei tanti freddi automi che caratterizzano la nostra politica. Sono professionisti, non hanno sentimenti, debolezze o preferenze. Indossano maschere e interpretano una parte. Lo fanno con disinvoltura, sono autentici professionisti della commedia italiana. Recitano a soggetto. Dei princìpi, delle scelte, delle priorità, dei programmi non importa loro alcunché.

Ed io, pur avendo dimestichezza sia con la politica sia con il teatro, non avevo considerato, colpevolmente, ciò che ora è anche troppo palese. Le due parti si possono scambiare!

Nicola Cariglia ha svolto un'intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana. Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell'Aeroporto di Firenze. Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

6 commenti

  1. Anzichè starnazzare, rileggete Piero Calamandrei ” Lo stato siamo noi ” edito da Chiarelettere, forse trovate le risposte che oggi ci dovrebbero dare quelli che abbiamo eletto a governare. Ma cosa ci trovate da commentare su quello che propongono? Sarebbero questi gli statisti che l’Italia ha scelto in una fase così complicata, sarebbero questi gli esempi da imitare e da indicare ai nostri giovani?

  2. Gian Franco Orsini

    Caro direttore, Bersani è semplicemente un post-comunista e come tale si comporta.

  3. Giampaolo Mercanzin

    BERSANI DEVE FARE UN PASSO INDIETRO! Altri prima di lui l’hanno fatto, anche se non è servito!

  4. Il rischio però della scelta compiuta (rispondendo a Paolo) per le nuove presidenze parlamentari – sempre e comunque scelte autodirette, cioè dall’interno – è che sia stata fatta nella solita logica del tutto cambi perché nulla cambi. La possibile operazione Grasso attualmente in fieri ne è una palese conferma, neppure troppo indiretta

  5. paolo francia

    Hai ragione Cariglia, anche se tardiva. Questi politiic sono dellle “guignoles”, dei burattini, sempre pronti a recitare una parte che garantisca loro una poltrona.
    Peccato che lo tsunami “Grillo” sia stato ridicolizzato spesso,perché il sentire della gente, da mesi, va in quella direzione, altro che Big Bang, primarie e programmazione, la gente non ci crede piu’ e si è rotta le scatole.
    L’elezione dei due presidenti delle Camere è il segno che finalmente delle persone degne possano andare in alto, scompigliando tutta la politica che gli elettori hanno mandato a casa, tanto per dirlain modo gentile.

  6. Caro Nicola, ho letto con piacere il tuo articolo e apprezzato la sottile ironia su chi conserva il DNA stalinista. Ha ragione Renzi quando invita taluni dirigenti del PD a godersi la pensione smettendola di comportarsi come bambini capricciosi a fare dispetti intollerabili come dichiarare di votare sì all’arresto di Berlusconi o a far dichiarare l’ineleggibilità di chi gode la fiducia e la stima di circa nove milioni di cittadini liberi e democratici. E’ da credere che Bersani parli per conto di altre persone annidate in un potere forte della società italiana. Bersani ha tutto il diritto di costruire una maggioranza che gli dia la fiducia per governare, però non può pretendere di essere solo lui l’arbitro del destino dell’Italia. E’ necessario un governo che risolva i problemi della ripresa del lavoro, della terribile disoccupazione, delle famiglie costrette a elemosinare per vivere, per porre fine subito ai suicidi.
    Gli eletti di 5stelle hanno il dovere di contribuire a formare un governo che rispetti anche le loro richieste.
    Puntare su nuove elezioni è pericoloso. Significa provocare una rivoluzione che metterebbe in discussione la democrazia e la libertà dell’Italia.

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