Cogito

di Fabrizio Amadori | 11 giugno 2018

Io non credo di esser stato

sempre lo stesso, tutt’altro,

e lo sento quando mi volgo

a guardarmi nel passato,

 

e nulla vedo, neppure un volto,

perché i primi a non conoscere

se stessi siamo noi, anche quando

pensiamo, vogliamo pensare,

 

il contrario. Eppure io afferrare

il bambino che ero non posso,

e quando ne vedo uno rimango

colpito, estasiato, da quanto vero

 

egli sembri a me, molto più vero

di quanto io sia stato. E allora capisco

che niente si salva, se non una sensazione

fugace legata al presente, del nostro passato.

 

E mi sento travolto dal senso di vuoto

all’idea che nulla sono, perché nulla

di me è rimasto. E della vita ormai

padrone è, fuggente, l’attimo.

 

Fabrizio Amadori   (in uscita sul numero 43 di “Poeti e poesia”)

 

Genovese, nato nel 1971, diplomato al liceo classico "Mazzini", laureato in filosofia all'Università Statale del capoluogo ligure, ama la letteratura in lingua tedesca e russa. Residente a Milano dal 1999, dopo varie esperienze, prima come responsabile di pizzeria (Germania) e poi come docente in Italia e all'estero (Zambia), si occupa da gennaio 2007 di comunicazione per le aziende (dalle piccolissime alle multinazionali). Al suo attivo ha numerose pubblicazioni - articoli e interviste - su giornali e riviste culturali nazionali ("Filosofia", "Avanguardia", "Poeti e poesia", "Ideazione", etc.). Da ricercatore in ambito letterario ha scritto soprattutto di teoria della scrittura (si veda, ad esempio, il suo breve saggio "Ragionare alla Poe", "Avanguardia" n. 59). Ottenuta nel 2000 una borsa di studio e ricerca da una Fondazione italo-americana per sviluppare il discorso iniziato col suo pamphlet "Giovani e potere" - o "Giovani, sesso e potere" a seconda dell'edizione - (prefazione di Dino Cofrancesco), ha potuto lavorare a stretto contatto, tra gli altri, con Anita Desai e Philip Levine. Polemista, si è occupato per i giornali anche di cultura. Di recente ha iniziato a pubblicare alcune poesie - o "testi rimati" come li definisce lui - sulla rivista "Poeti e poesia". Già membro della segreteria della "Enzo Tortora" di Milano e Consigliere generale della "Coscioni", si è occupato come oratore del referendum per l'abrogazione della Legge 40 portando a casa anche un importante risultato: convincere il quotidiano "Liberazione" - di ispirazione comunista - ad usare come allegato per la campagna il materiale dell'associazione radicale.

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