Cocktail libercomunista, che sballo!

Non sprecare tempo e denaro cercando la giustizia dei poveri, hanno già promesso di inventarla nel prossimo millennio.

di Franco Luceri | 11 settembre 2017

La politica mondiale è deragliata dal comunismo salariale appena appena liberista, al liberismo finanziario comunista quanto basta ad arricchire la classe dirigente comunista prostituita ai paperoni per affamare e uccidere gli esclusi.

Per quanto si tenti di diversificare culturalmente i popoli, nella loro vita lavorativa, i singoli cittadini non possono che confluire in due immense classi sociali: i lavoratori dipendenti e gli indipendenti. Ma a giudicare per come vanno da schifo persino le nazioni super progredite, sarebbe più onesto distinguerli in sfruttati e sfruttatori: O schiavi e schiavisti.

Ed è in quella degli schiavisti, che si registra H24 il massimo traffico di lupi, che corrono da pazzoidi in tutte le longitudini e latitudini a scannare sia gli agnelli del lavoro dipendente, sia i piccoli lavoratori autonomi onesti, illusi dalle mirabolanti promesse del comunismo o da quelle false, truffaldine e persino criminali del liberismo.

Quale che sia l’ideologia per cui dicono di battersi, ogni lupo che si rispetti, squarta e sbrana agnelli per nutrire di contanti freschi il proprio conto bancario, magari in qualche paradiso fiscale o intestato a qualche defunto di fiducia fresco o stagionato esentasse.

Ieri pagava il comunismo e tutti i lupi vestivano di rosso. Ma ora che il comunismo è schiattato e paga il liberismo, tutti vestono double face. Costa di più, ma rende da dio!!!!!

Dove devono fingersi salvatori di poveri, disoccupati, sottoccupati, ed extra comunitari assortiti, cioè nei sindacati e nei partiti di sinistra e destra, geni in politiche finte filantropiche, vestono rigorosamente in rosso.

Ma in un lampo te li ritrovi in nero, se urge promettere a multinazionali, petrolieri e banchieri una cura ricostituente a colpi di appalti truccati, esenzioni, finanziamenti o alleggerimenti del carico fiscale, da scaricare poi sugli schiavi del lavoro dipendente, e sugli schiavetti onesti e sprovveduti del mini lavoro autonomo, (roba di alta macelleria sociale) fino a portarli alla disperazione e alle estreme conseguenze.

È tutta qua la democrazia economica, bellezza!!! Non sprecare tempo e denaro cercando la giustizia dei poveri, hanno già promesso di inventarla nel prossimo millennio. E sfoggiando una imperturbabile faccia da culo, saranno capaci, alla fine di quello, di promettere di reinventarla nel millennio successivo.

Ci vorrebbe un impianto di smaltimento schiavisti e tiranni di tutte le razze, ma nemmeno la scienza, (forse prima e più della politica e giustizia), ha mai trovato la vocazione di scannare lupi per salvare agnelli. Ma sempre l’esatto opposto.

Alla faccia della giungla, dopo tre millenni di super cul-tura filosofica, il salvataggio dei popoli non è ancora in agenda. Chi volesse restare al mondo dovrebbe arrangiarsi da sé e per sé. I pappagalli e i cacasenno della dittatura proletaria maxista salva popoli se so tutti affogati o squagliati o riciclati.

Restano gli economisti liberali salva banchieri e petrolieri, che stanno lavorando alacremente al fallimento della finanza mondiale, e come rotto della cuffia da cui salvare un po’ di paperoni, la “guerra atomica”, che farebbe rivoltare nella tomba per l’invidia, i due più grandi criminali svitati del mondo Stalin e Hitler.

L’umanità sta precipitando, l’afferri per capelli chi può.

 

Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

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