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Il signor Facchino, giovane e aitante di oltre 2 m di altezza (al presidente non piacciono le persone tracagnotte) al secolo Mr. Porter ha radunato le sue cose nel classico scatolone e se n’è andato.

di Oscar Bartoli | 11 febbraio 2018

L’aggrovigliarsi di situazioni pericolose che ingigantiscono il caos della Casa Bianca trova in queste ore ulteriori motivi di preoccupazione per il presidente Donald Trump.

Il signor Facchino, giovane e aitante di oltre 2 m di altezza (al presidente non piacciono le persone tracagnotte) al secolo Mr. Porter ha radunato le sue cose nel classico scatolone e se n’è andato la sera di mercoledì inseguito dalle prime pagine dei media che riportavano un sempre maggior numero di dettagli sulle sue vicende personali.

Il signor Facchino, molto apprezzato sia dal presidente Donald Trump che dal chief of staff, il generale Kelly, per la professionalità, è divenuto il target delle due precedenti consorti le quali hanno rivelato che questo aitante marito era di mano lesta e le prendeva pure a calci.

Grazie ai tabloid inglesi è stata diffusa la foto della prima moglie con un occhio nero causato dal marito durante una vacanza italiana.

La seconda sposa si è dilungata in una lunga intervista data a Anderson Cooper della Cnn, descrivendo Mr.Porter come un personaggio dalla doppia personalità, dolce e gentile e molto professionale, ma all’improvviso violento e terrorizzante.

Mr. Porter si viene a sapere che da qualche mese se la spassava con la signorina Hope Hicks, super avvenente collaboratrice del presidente Donald Trump per i rapporti con i media che spesso e’ stata in conflitto con i funzionari della Casa Bianca di analogo impegno professionale.

Jennie Willougby la seconda ex moglie, andando per il sottile ha definito il suo ex consorte come un mostro, esprimendo forti preoccupazioni per la salute psicofisica della attuale girl friend del signor Porter.

Ma al di là di questi aspetti pruriginosi della vicenda c’è un elemento di grave preoccupazione per Donald Trump: appena diffusa la notizia delle violenze coniugali del suo collaboratore, il chief of staff generale Kelly ha subito fatto un’incauta dichiarazione (sembra scritta dalla signorina Hope Hicks) contenente un mieloso apprezzamento per il giovane Rob Porter.

Quando il solito tabloid inglese ha pubblicato la foto della prima moglie con un marcato occhio nero il chief of staff ha dovuto fare un frettoloso rinculo dichiarando che, sulla base delle nuove accuse, il caso era da giudicare orribile.

Da qui le dimissioni forzate di Mr.Porter.

Il generale Kelly e’ ora oggetto di pesanti accuse per la sua incauta dichiarazione che del resto rientra nella leggerezza con la quale questo apprezzato militare di carriera ha fatto nei mesi scorsi commenti che hanno urtato il suo boss.

A rendere difficile la posizione del chief of staff e dello stesso presidente è la conferma che queste violenze sulle precedenti mogli fatte da Mr.Porter erano a conoscenza dello staff della Casa Bianca.

Chiaramente non sono state tenute nel giusto conto in quanto si pensava che potesse trattarsi di un espediente politico manovrato dai democratici.

Anche in questo caso si parla di possibili dimissioni del generale Kelly così come da mesi si scommette su quelle del ministro della giustizia Sessions che non ha voluto schierarsi apertamente a fianco di Trump nella vicenda Russia elezioni presidenziali.

Si fa poi un gran parlare di Melania, la first-lady, le cui espressioni pietrificate riprese in occasione di eventi ai quali non poteva rinunciare, sono oggetto di analitiche disquisizioni per valutare il livello di infelicità di questa donna.

Melania se può evita di farsi vedere accanto al marito a meno che non si tratti di doverose apparizioni pubbliche.

Pesa sul suo atteggiamento la vicenda di Stormy Daniels la porno star che ha dichiarato di di avere fatto sesso con Donald Trump quattro mesi dopo che Melania aveva partorito il figlio Baron.

Uno degli avvocati del presidente avrebbe consegnato alla professionista del sesso un assegno per il valore di 130.000 $ per garantire il suo silenzio.

 

 

Oscar Bartoli  (letter from Washington)

Oscar Bartoli, Avvocato, giornalista pubblicista, collabora con molti media italiani. Risiede negli Stati Uniti dal 1994 e vive tra Washington D.C. e Los Angeles. Ha lavorato per molti anni nel gruppo SMI,leader europeo nel settore metalli non ferrosi, successivamente nell'IRI come responsabile dei contatti con i media e in seguito direttore IRI USA. Ha insegnato per dieci anni alla scuola di giornalismo della Luiss e per due anni alla Catholic University di Washington DC. Tiene un corso sulla comunicazione nel Master di Relazioni Internazionali dello IULM di Milano. Da giovane, per pagarsi gli studi ma, soprattutto, perche' gli piaceva, ha lavorato come chitarrista - cantante suonando nelle case del popolo, circoli cattolici, night clubs, radio e televisione. Gli articoli per la rubrica Pillole d'Oltreatlantico sono pubblicati dal blog Letter from Washington DC

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