Che succede in Francia?

I partiti italiani, presi dalle loro beghe che non interessano nessuno, sembrano in questa fase ignorare che da Parigi verranno le prossime novità sulla sopravvivenza dell’euro e dell’Unione Europea.

di Tommaso Sessa | 12 febbraio 2017

La situazione in Francia, in vista delle prossime elezioni presidenziali, si fa sempre più complicata. I cugini d’oltralpe sembrano ormai in preda a una vera e propria sindrome suicida, molto simile a quella italiana che travolse la prima Repubblica. Crollo dei socialisti per colpa di un presidente che ha fatto esattamente il contrario di quanto promesso con il suo programma. Dissoluzione dell’area repubblicana e dei gollisti. Scandali a catena e la Le Pen, il leader del Fronte Nazionale, costantemente in testa nei sondaggi. Una sua vittoria porterebbe, con molta probabilità, non solo a un’uscita dall’euro, ma dalla stessa Unione Europea. I partiti italiani, presi dalle loro beghe che non interessano nessuno, sembrano in questa fase ignorare che da Parigi verranno le prossime novità sulla sopravvivenza dell’euro e dell’Unione Europea. Per questo è tempo di cominciare ad analizzare, con serietà, ciò che succede in questo Paese non solo per capire la situazione, ma soprattutto per elaborare strategie politiche, realistiche e non pregiudiziali. Questo vale per il centrodestra e anche per il Partito Democratico, con le sue pulsioni di spostamento a sinistra. Il problema è che tutti i leader, o presunti tali, che vogliono questo spostamento e una chiusura netta allo stesso NCD, non sono in grado di proporre contenuti e programmi veramente alternativi e in sintonia con le necessità della gente. La prossima settimana sarà il caso di aprire un dibattito su questo tema.

Tommaso Sessa

Presidente nazionale di Risalire Italia

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