Certo, si dirà. Diplomazia a sostegno di economia.

E allora stendiamo tappeti rossi a Erdogan.

di Carla Ceretelli | 11 febbraio 2018

Tutti a far salamelecchi a Erdogan, perfino questo strano Papa: quando Berlusconi ricevette Gheddafi venne giù il finimondo.
“Erdogan continua a minare tutti i valori dell’Unione Europea e a punire tutti i suoi oppositori politici, spostando così il suo paese dai valori europei. Ecco perché riteniamo che l’adesione dell’Unione Europea non debba più essere all’ordine del giorno. Invece, concentriamoci su una nuova relazione bilaterale che mantiene stretti legami con i cittadini turchi che sognano più diritti e più libertà”. ALDE Group
 Allora non ci si straccino le vesti e si strappino i capelli in memoria, giusta, di olocausti ai quali proprio ora stiamo assistendo facendo gli struzzi. Nauseabondi. Colui che ha recentemente depenalizzato la pedofilia. Uno dei più sanguinari tiranni della storia attuale. Recente. E forse anche passata.
Non vogliamo certo fare la lista della serva sugli olocausti e le stragi dell’ultimo scorso secolo.
Ma stendere tappeti rossi al tiranno mentre i nostri capi di tutto, chiesa stato governo fanno la ola, fa inorridire. Si, lo sappiamo che il motivo è economico ma fa schifo lo stesso. Occorre essere diplomatici perchè la diplomazia ci protegge, per  buon vicinato. Per vivere sereni. Già, con la spada di damocle del despota oppressore dispotico.  Baluardo dell’islam , si definisce. Vuole entrare in Europa, sostiene con forza e determinazione. Ma l’Europa non lo gradisce. E direi.
Si sta parlando vieppiù di buon senso e moderazione, finalmente. Ma questo passo, a nostro avviso falso, fa ribrezzo.
Si può forse sottomettersi, nonostante    ogni anno si commemorino massacri eccidi stragi, genocidi armeni foibe titine shoah olocausti hitleriani, quando un pseudohitler  un parastalin un paratito lo abbiamo vicino casa e sotto gli occhi? Quando la mia generazione è nata vissuta cresciuta e invecchiata con il martellamento, giusto, di qualcuno che ci ha messo davanti al passato, facendoci anche sentire, incolpevoli, in colpa? Sapendo che simili nefandezze accadono e accadranno sotto i nostri occhi?
Francamente ne abbiamo fin sopra i capelli di parole parate tavoli e foto orribili. Basta andare in luoghi relativamente vicini, girare l’angolo e vedere quello che succede. Le parate e  le giornate delle memorie e dei ricordi non fanno sparire il male nel mondo, quella parte, quel rovescio della medaglia, che è l’uomo e la sua mente. Cerchiamo piuttosto accordi fra noi occidentali, e tutti insieme, anziche sgomitare e disquisire, sconquassarsi,  quando non mettersi in gara e giocare  a chi è più buono o cattivo, facciamo quadrato e difendiamoci da chi è irrecuperabile, almeno nell’attuale millennio.
News. Note a margine. E a perdere.
Dulcis in fundo.
Quando la verità è chiamata razzismo c’è qualcosa che non va. Qualcuno sostiene che
l’unico razzismo evidente è quello nei nostri confronti .Non  migrazioni ma sostituzioni etniche come  gli euopei con gli indiani d’america. Ma non per colpa nostra.
Il resto lo vedranno le generazioni future visto che come vuole la storia rimarremo inascoltati come chi grida nel deserto.
Un sindaco chiede a un partito politico di DICHIARARE pleonasticamente il rispetto di una legge.  Qui si sta farneticando.
Da noi, anche a Pontedera,  si dice mangiare l’uovo in c… alla gallina.
 “La richiesta era irricevibile perché hanno artefatto il modulo in cui si dichiara il rispetto delle leggi sul divieto della ricostituzione del partito fascista e dell’istigazione all’odio razziale”
Nota finale
a margine
l 30 novembre 1946 L’Unità, parlando degli esuli istriani, scrisse: «Ancora si parla di ‘profughi’: altre le persone, altri i termini del dramma. Non riusciremo mai a considerare aventi diritto ad asilo coloro che si sono riversati nelle nostre grandi città. Non sotto la spinta del nemico incalzante, ma impauriti dall’alito di libertà che precedeva o coincideva con l’avanzata degli eserciti liberatori. I gerarchi, i briganti neri, i profittatori che hanno trovato rifugio nelle città e vi sperperano le ricchezze rapinate e forniscono reclute alla delinquenza comune, non meritano davvero la nostra solidarietà né hanno diritto a rubarci pane e spazio che sono già così scarsi».
 GENOCIDI DEL XX SECOLO
1. GENOCIDIO DEL POPOLO ARMENO
I “Giovani Turchi” (ufficiali nazionalisti dell’Impero ottomano) ordinarono tra il 1915 e il 1923 vasti massacri contro la popolazione armena cristiana. Le successive deportazioni di massa porteranno il numero delle vittime a un milione e mezzo circa.
2. GENOCIDIO DEI POPOLI DELLA CINA
Nell’anno 1900, la rivolta dei “Boxer” causò oltre 30 mila morti, in gran parte cristiani. E sono almeno 48 milioni i cinesi caduti sotto il regime di Mao tra il “Grande salto in avanti”, le purghe, la rivoluzione culturale e i campi di lavoro forzato, dal 1949 al 1975.
3. GENOCIDIO DEI POPOLI DELLA RUSSIA
Non meno di 20 milioni i russi eliminati durante gli anni del terrore comunista di Stalin (1924/1953). Esecuzioni di controrivoluzionari e di prigionieri, vittime del gulag o della fame.
4. GENOCIDIO DEL POPOLO EBRAICO
Con l’avvento del nazismo di Hitler in Germania (1933/1945) viene avviato lo sterminio del popolo ebraico in Europa; le vittime di questo immane olocausto sono calcolate in oltre 6 milioni di persone, la gran parte di loro morta nei campi di sterminio.
5. GENOCIDIO DEI POPOLI DELL’INDONESIA
Nel periodo 1965/67, quasi un milione di comunisti indonesiani sono stati deliberatamente eliminati dalle forze governative indonesiane, mentre tra il 1974 e il 1999 sono stati eliminate da gruppi paramilitari filo-indonesiani 250 mila persone della popolazione di Timor-Est.
6. GENOCIDIO DEL POPOLO CAMBOGIANO
Un milione di cambogiani sono morti in soli quattro anni, tra il 1975 e il 1979, sotto il regime di terrore instaurato dai Khmer rossi di Pol Pot.
7. GENOCIDIO DEL POPOLO SUDANESE
Si stima che un milione e novecentomila cristiani e animisti siano morti a causa del blocco imposto dal governo di Khartum all’arrivo degli aiuti umanitari destinati al Sudan meridionale.
8. GENOCIDIO DEI POPOLI DEL RWANDA E DEL BURUNDI
Dal 94 ad oggi, 800 mila civili ruandesi sono stati massacrati nel conflitto scoppiato tra hutu e tutsi; un’analoga cifra è stimata per le vittime del vicino Burundi.
9. GENOCIDIO DEI POPOLI DELL’AMERICA LATINA
Dalla Rivoluzione messicana, ai “desaparecidos” delle dittature militari degli ultimi decenni del XX secolo, sono oltre un milione le vittime innocenti della violenza di Stato dei regimi sudamericani.
Inoltre solo in Amazzonia si calcola che quasi 800 mila indios sono morti in un secolo, per le angherie e i soprusi subiti.
10. GENOCIDIO DEL POPOLO IRACHENO
Un organismo dell’ONU ha stimato nel 1998 in un milione di morti, tra cui 560 mila bambini, gli iracheni morti a causa dell’embargo internazionale e della politica di Saddam Hussein.
Carla Ceretelli
Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l'insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de' Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro "Accademia del Diletto" di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l'opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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