Cercasi segretario: al via il congresso Pd

Ad oggi, i progetti e le idee presentati non hanno nulla di nuovo: il solito appello alla partecipazione e al coinvolgimento popolare tipico dei democratici e sempre meno di appeal.

di Roberto Caputo | 5 novembre 2018

E’ iniziato il congresso del Pd. La data della convocazione non è ancora decisa, ma la bagarre è partita. Ad ora, il candidato alla segreteria più forte risulta Zingaretti, di fatto il primo ad essersi fatto avanti. Il sondaggio di Bidimedia lo attesta sopra il 40 per cento, ma Martina non ha ancora sciolto le riserve su un’eventuale sua discesa in campo e, neppure Minniti, malgrado la sponsorizzazione di numerosi amministratori locali e dirigenti, ha preso una posizione. E’ evidente che se si candidassero, i numeri sarebbero decisamente diversi. Poi, ci sono i candidati minori: il più quotato è Richetti, insieme a Boccia, Damiano e Corallo, questi ultimi tre ben lontani da una soglia di gradimento ottimale, anche se è bene ricordare che il regolamento del Pd prevede l’elezione a segretario con un quorum maggiore del 50 per cento alle primarie, in caso contrario il segretario viene votato all’Assemblea nazionale; di fatto ogni voto risulta determinante, outsider compresi. Non è emerso a tutt’oggi chi potrebbe essere il candidato sostenuto da Renzi, anche se la sua preferenza dovrebbe essere per l’ex ministro Minniti. Renzi, alla Leopolda, ha proposto una nuova organizzazione politica al di fuori del Pd: i comitati di azione civica. Il nome sicuramente non è tra i più felici, infatti così si chiamavano alla fine degli anni Sessanta alcune organizzazioni legate all’estrema destra. E anche il metodo organizzativo ricalca quello del ’94 che diede vita ai club di Forza Italia. Molti sostengono che questa sia la struttura futura per la nascita di un nuovo movimento politico che tenga conto delle storie e delle culture di esperienze diverse, dalla liberale alla riformista.

Anche se vedrà molti candidati, il congresso del Pd si muoverà su binari già fin troppo conosciuti. Si voterà con le primarie che sicuramente potranno dare il riscontro di una presenza reale tra i cittadini. Se ci sarà ancora. Ad oggi, i progetti e le idee presentati non hanno nulla di nuovo: il solito appello alla partecipazione e al coinvolgimento popolare tipico dei democratici e sempre meno di appeal. I congressi regionali e metropolitani si stanno svolgendo nella stessa maniera. Per fortuna con alcune facce nuove, ma con dinamiche correntizie ancora vecchie e molto spesso il tutto all’interno del partito e poco coinvolgendo la società civile. E sì che servirebbe ben altro di fronte a due forze politiche come Lega e Cinque Stelle che non solo oggi sono maggioranza di governo di questo Paese, ma dettano l’agenda e il linguaggio politico.

 

Roberto Caputo

Roberto Caputo è un politico milanese, per più legislature è stato consigliere comunale a Milano e Assessore alla Cultura e allo Sport nella giunta del sindaco Paolo Pillitteri nelle fila del Partito socialista italiano. Ha ricoperto poi la carica di Presidente del Consiglio Provinciale di Milano durante la presidenza di Ombretta Colli e quindi Vicepresidente dello stesso con la giunta di Guido Podestà sino all'avvento della Città Metropolitana. Ha alle spalle anche una intensa attività pubblicistica incominciata prima con le raccolte di poesie, poi con i racconti sulla "Mala" a Milano, infine con una serie di romanzi noir metropolitano che ha scritto a quattro mani con la giornalista Nadia Giorgio.

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