Celeste imperfetto: donne, seduzione e stereotipi d’Italia

di Duccio Rossi | 12 marzo 2018

Con una descrizione analitica e quasi fotografica della realtà, colta nei suoi aspetti stereotipati, terribilmente veri e immediatamente riconoscibili, Fabio Falugiani ci conduce all’interno di una vicenda semplice: la vita di Giovanni Tempesti detto il “Tempa”, un donnaiolo incallito, come molti toscani, ma anche amante delle lettere classiche, qui comunemente chiamate – come si suole dire tra i non specialisti – lettere anticheCeleste imperfetto” è un romanzo scritto con periodi “a fiato corto”, con una sintassi semplice che rimanda, forse volutamente, all’immediatezza descrittiva che spesso assumono i flash della memoria, quando vengono tradotti spontaneamente in parole. Alla memoria, unica vera protagonista della nostra vita, recita infatti – e non a caso – la dedica dell’autore ad inizio romanzo.

Dall’infanzia e dal primo amore, il racconto della vita del protagonista sale su per i gradini dell’esistenza, avendo come leitmotiv la conquista continua del genere femminile. Aveva undici anni, le trecce lunghe, castane e occhi grandi e scuri. Eravamo compagni di classe in prima media alla “Ottone Rosai”, una scuola dalla facciata color arancione situata nella periferia nord di Firenze. Dopo la lezione, lei attraversò il cancello e si incamminò verso il ponte della ferrovia con la sua amica Marta. Lo zainetto sulla schiena su cui ondeggiavano le trecce, un paio di jeans e delle polacchine chiare ai piedi furono il mio primo ricordo di lei. […] Era il 1981, non sapevo niente delle donne, non sapevo niente di quasi nessuna cosa”. Leggi tutto: http://www.toscanalibri.it/it/scritti/celeste-imperfetto-donne-seduzione-e-stereotipi-d-italia_2656.html

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