Cecco Angiolieri, “maledetto” ma non troppo

di Luigi Oliveto | 12 novembre 2017

 Luigi Oliveto

Mi è capitato in questi giorni di rileggere i sonetti di Cecco Angiolieri (sarà lui uno dei protagonisti delle prossime Passeggiate d’autore organizzate a Siena da Toscanalibri.it). Figura significativa della tradizione lirico-giocosa, anti-stilnovistica, purtroppo relegato dalla critica romantica in un ‘maledettismo’ che, per quanto suggestivo, ne ha svilito l’importanza letteraria. Ad esempio non si è sufficientemente detto che tutto quel maledettismo (ritenuto frutto di una sorta di autobiografia) rappresentava in buona misura un genere letterario (quello comico-goliardico) che attingeva a una retorica ben precisa e a temi ricorrenti. Può anche darsi che Cecco abbia vissuto in modo irregolare e dissoluto (e qualche documento in proposito esiste) ma i suoi versi rivelano, dal punto di vista letterario, una persona assai colta e raffinata, in possesso di una notevole tecnica compositiva, di un lessico e di una sintassi di prim’ordine. Si tenga dunque conto di questi aspetti anche quando leggiamo, con divertimento, sonetti come quello in cui l’Angiolieri prende per le rime i suoi dichiarati ‘nemici’ (in tal caso tutti e quattro insieme): il babbo, Becchina, l’amore e la mamma. Dice che sono loro ad averlo preso in trappola come un tordo nella siepe. Leggi tutto: http://www.toscanalibri.it/it/scritti/cecco-angiolieri-maledetto-ma-non-troppo_2606.html

 

 

giornalista e scrittore. Ha pubblicato i saggi: La grazia del dubbio (1990), La festa difficile (2001; 2003; seconda edizione accresciuta), Il paesaggio senese nelle pagine della letteratura (2002), Siena d’Autore. Guida letteraria della città  e delle sue terre (2004). Suoi scritti sono compresi nei volumi collettanei: Musica senza schemi per una società nuova (1977), La poesia italiana negli anni Settanta (1980), Discorsi per il Tricolore (1999). Arricchiti con propri contributi critici, ha curato il libri: InCanti di Siena (1988), Di Siena, del Palio e d’altre storie. Biografia e bibliografia degli scritti di Arrigo Pecchili (1988), Dina Ferri. Quaderno del nulla (1999), la silloge poetica di Arrigo Pecchioli L’amata mia di pietra (2002), Di Siena la canzone. Canti della tradizione popolare senese (2004). Così come è curatore, insieme a Carlo Fini, del libro di Pecchioli Chi la sa non la insegna. Raccolta di proverbi e modi di dire senesi (1995), dell’intervista di Mario Luzi realizzata per il calendario – libro Le Crete e la Val d’Orcia. Un terra di celeste stella (2000), dei volumi Mi guarda Siena con testi di Mario Luzi e immagini fotografiche di Pepi Merisio (2002) e Toscana Mater (2004) con testi di Mario Luzi e foto degli Archivi Alinari. Suoi anche i testi della guida Castelnuovo Berardenga. Storia, arte, natura e tradizioni (2007) e dell’album Indy e Lib (la “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” adatta per i bambini delle scuole elementari) giunto alla terza edizione. Oliveto è anche autore/sceneggiatore del documentario televisivo La città raccontata (2004) e, per la parte dei testi, del documentario Palio (2006) pubblicato in dvd. Nel 2007 ha curato il libro Qui sostò l’eroe. Garibaldi in terra di Siena (2007, primamedia editore). Nel 2011 ha scritto Giosué Carducci.Una vita da poeta e nel 2012 Giovanni Pascoli. Il poeta delle cose (primamedia editore). Da oltre dieci anni tiene una rubrica (Aforismi del giorno dopo) sul Corriere di Siena. Nel 2006 la sua attività pubblicistica trova un significativo riconoscimento con la menzione speciale al Premio giornalistico “Paolo Frajese”. È direttore responsabile di Sienalibri.it, portale di cultura e promozione libraria.

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