C’è qualcuno che legge Le Monde?

Secondo Le Monde, per chi ha meno di trent’anni l’Europa rappresenta un’uni-ca unità politico-amministrativa nella quale si sono mossi fino ad oggi senza mai avere la sensazione di trovarsi in un Paese estraneo.

di Giacomo Properzj | 9 settembre 2018

Il quotidiano Le Monde, che senza leggerlo gli italiani considerano nemico del nostro Paese, ha recentemente analizzato un’inchiesta sul gradimento dell’Europa da parte dei suoi cittadini. Da questo studio, se così si può chiamare, si evince che il rapporto con l’Europa è legato per prima cosa al livello culturale degli interrogati, in tutti i Paesi i cittadini più colti e preparati sono estremamente favorevoli all’Europa unita, anche in Inghilterra. Inoltre i termini del consenso per l’unità europea si manifestano chiaramente se si valutano i dati anagrafici degli interpellati: i cittadini al di sopra dei sessant’anni sono in genere favorevoli all’Europa ma scoraggiati e critici sulle strutture burocratiche che finora essa si è data, molti di loro, anche nell’est europeo, sono europeisti ma molto critici sui risultati finora ottenuti e la lentezza con la quale si è proceduto. I cittadini tra i 33 anni e i 40 sono prevalentemente scettici e sensibili al richiamo di un nuovo federalismo che veda ogni stato tornare nel pieno possesso dei suoi poteri, non così i più giovani. Infatti per tutti coloro che sono sotto i trent’anni di fatto l’Europa rappresenta un’unica unità politico-amministrativa nella quale si sono mossi fino ad oggi liberamente stabilendo collegamenti, amicizie, cercando e trovando lavoro senza mai avere la sensazione di trovarsi in un Paese estraneo alla loro cultura e sensibilità: sono degli europei di fatto, non riescono a immaginare, come fu nel passato, un conflitto fra stati europei e la loro sensibilità può essere avvicinata a quella di un giovane statunitense nei confronti del suo Paese.

Dunque malgrado tutto l’Europa è andata avanti ma, come spesso accade nella storia, nel momento in cui si intravede il risultato nascono e si sviluppano forze contrastanti che ne compromettono la realizzazione: i sondaggi pre-elezioni del 2019 danno una preoccupante ascesa dei partiti antieuropei divisi su tutto ma uniti nell’intento di distruggere quello che è stato fatto fino ad ora per un’Europa unita. Agiscono, per esempio, sui Paesi dell’est Europa le pressioni di Putin che vorrebbe ricostituire l’impero sovietico e, per converso, le preoccupazioni di Trump di natura commerciale e culturale nei confronti della comunità europea in genere e della Germania in particolare. Si è rivista ancora l’arroganza gallica che Macron deve continuamente dimostrare per soddisfare il patriottismo dei suoi concittadini. Si è vista infine la povertà culturale degli elettori italiani e la loro incapacità di distinguere tra politica e propaganda ancora come ai tempi del fascismo. La Chiesa, investita da una crisi profonda, non aiuta. Ancora una volta i giovani con le scarpe da tennis e il sacco in spalla ingenui, sorridenti, appassionati saranno traditi. Ancora una volta il messaggio di Ventotene non troverà riscontro.

Eppure non è il momento di arrendersi per quelli come noi che credono negli Stati Uniti d’Europa. Probabilmente c’è ancora una maggioranza che collega i giovanissimi con gli anziani, per utilizzare le analisi di Le Monde, che può lottare e vincere tenendo conto per il futuro del terreno scivoloso sul quale ci troviamo con questo ricorso costante al confederalismo e agli incontri tra stati. Anche in America questo succedeva e li portò a una guerra civile un secolo e mezzo fa. Noi abbiamo una difficoltà più sottile espressa assai bene dal giovane Casaleggio per conto del M5S qualche mese fa: essi non sono democratici. Il sottofondo rousseauiano li fa ancora una volta confondere tra propaganda e politica, populismo e democrazia.

Tutto ciò è pericoloso e quando settori del Pd incitati dal direttore del Fatto Quotidiano pensano a un governo con loro un fremito ci viene nella schiena e solo il pensiero che la storia ritorna sempre ma non nella stessa forma ci spinge alla speranza.

Giacomo Properzj

 

Giacomo Properzj Incisa Beccaria di Santo Stefano è un politico, imprenditore e giornalista italiano. E' stato sindaco di Segrate (Milano 2 agli albori dell'avvento del quartiere residenziale realizzato dall'Edilnord di Silvio Berlusconi) e Presidente della Provincia di Milano per il Partito Repubblicano Italiano. Dirigente delle Federazioni milanese e provinciale del PRI è stato anche presidente di AEM (l'azienda elettrica municipalizzata di Milano) e di ATM (l'azienda dei trasporti pubblici del milanese).

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