Il caso ” Pisapia ” e il suo centrosinistra mai nato

Pisapia rotolato in un limbo politico incomprensibile ha giocato l’ultima carta per riposizionarsi. Ma non è stato un gran successo.

di Roberto Caputo | 11 settembre 2017

Il suo gesto estremo è stato l’intervista al corsera.  Pisapia rotolato in un limbo politico incomprensibile ha giocato l’ultima carta per riposizionarsi. Ma non è stato un gran successo. La scacchiera è rimasta immobile e non è apparsa nessuna novità per il futuro del suo progetto. Un arroccamento difensivo che aveva due punti ritenuti dall’ex sindaco molto forti : Campo Progressista non partecipa ad elezioni amministrative e regionali ed io sono stato chiamato a fare il leader dal partito di Bersani. Ma non aveva già deciso il nome del nuovo movimento : Insieme ? E poi un leader è tale se lo dimostra , non se viene indicato da un altro leader. Contraddizioni in seno al popolo. Eppure il viaggio era iniziato con rumorosi suoni di tamburi dei giornalisti amici. Il sogno era quello di fare il capo di un nuovo centrosinistra. Come avevano fatto Prodi e Arturo Parisi con l’ aiuto di Di Pietro. Ma lui con Tabacci non ha fatto molta strada. Sperava che si sarebbe ripetuta l’occasione milanese dove la ricca borghesia l’aveva designato, stanca del grigiore morattiano. Ma non è andata così. Milano non è l’Italia. Nella città meneghina la sinistra è passata dal rosso all’arancione. Tutto si è fermato alle mura romane della circonvallazione.Non oltre. Il buon Giuliano aveva proclamato : mai con Alfano .Ma in Sicilia il PD e Orlando hanno fatto l’alleanza proprio con Alfano. Ed allora ? Allora ciccia .Come dice il popolino. La minaccia : faccio un passo indietro. Vedremo. Nella “sinistra sinistra” in affanno e divisa con tanti generali e poche truppe si andrà verso una lista comune di cui Pisapia farà parte. Forse. Ormai è un “caso”. Anche l ‘ attacco a D’Alema è periglioso. Baffino è politicamente permaloso

Roberto Caputo

Roberto Caputo è un politico milanese, per più legislature è stato consigliere comunale a Milano e Assessore alla Cultura e allo Sport nella giunta del sindaco Paolo Pillitteri nelle fila del Partito socialista italiano. Ha ricoperto poi la carica di Presidente del Consiglio Provinciale di Milano durante la presidenza di Ombretta Colli e quindi Vicepresidente dello stesso con la giunta di Guido Podestà sino all'avvento della Città Metropolitana. Ha alle spalle anche una intensa attività pubblicistica incominciata prima con le raccolte di poesie, poi con i racconti sulla "Mala" a Milano, infine con una serie di romanzi noir metropolitano che ha scritto a quattro mani con la giornalista Nadia Giorgio.

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