Il caso Catalogna e l’Europa Unita.

di Enrico Martelloni | 6 novembre 2017

Mancano all’appello  le istanze indipendentiste caucasiche che Putin e la Russia hanno schiacciato nel sangue e nella crudeltà più vergognosa da implorare un processo per crimini di guerra. Cecenia, Abkhazia, Ossezia del Sud, Daghestan, lottano da secoli contro la tirannia russa per l’indipendenza. Qui scorre il sangue. Anche questa è Europa.  Nella Ex Jugoslavia, il separatismo era dovuto da una unione degli slavi, falsa  e coatta che sfociò nella tragedia e nel sangue. Nell’Unione Europea, queste istanze sono oggi fuori luogo. Sono impraticabili. L’indipendenza della Catalogna è un fenomeno anacronistico, sia pur rispettabile come posizione in generis.  Valeva ai tempi del Franchismo, della guerra civile tra monarchici e repubblicani. L’ indipendenza politica, aveva un senso quando sulla Storia, vi pesavano fatti che la reclamavano. Sono trascorsi i tempi degli attentati nei paesi Baschi, come quelli dell’ Irlanda del Nord che ebbero origine nel ‘600 dopo la sconfitta di Giacomo II d’Inghilterra che con l’aiuto dalla Francia passarono in Irlanda contro l’ anglicana Inghilterra di Guglielmo III  appoggiato dalla Scozia. Ormai quei focolai di violenza nei paesi UE si sono estinti, figli di un mondo lontano dove le guerre di religione, o apparenti tali, avevano più o meno dalla ” Riforma” in poi, avuto eco fino agli anni novanta del secolo scorso. In alcuni casi le rivendicazioni, è vero, erano anche più antiche.  Oggi, però, quando il mondo lo giriamo tutti e noi tutti abbiamo amici  almeno in l’Europa, per non parlare oltre, non c’è più bisogno di stare nel proprio guscio. C’è quello, invece, di sapere come unirsi di più. Il caso della Catalogna lo sta dimostrando. Dimostra, che le esigenze popolari vanno in senso contrario; semmai il regionalismo ha sempre più bisogno dell’Europa unita, quella dei popoli per evidenti ragioni pratiche: è necessario conoscere le lingue, per meglio viaggiare. Per conseguenza i modi di comunicare devono essere semplici per tutti. Le barriere, smussate per offrire ospitalità, opportunità commerciali, o per semplice scambio di altro genere, per amore. Sono sempre più necessarie a tutti i livelli interazioni su sicurezza, legislatura, trasposti, interazioni mediche, scientifiche, tra studenti. Oggi non è più possibile né opportuno produrre tutto in “ casa”. Di fatto l’Europa c’è e nessuno può, o trova comodo in verità tornare indietro. E allora perché questo tentativo di indipendenza? C’è chi dice per soldi. Se fosse per i soldi, si risolverebbe il problema. Bastasse pagare…oggi si compra tutto, dalle anime in su, ma a pensarci bene è accaduto sempre. Addirittura Gogol, ne ha scritto su, un celebre romanzo: ” Anime morte”.  I motivi sono altri, in parte possiamo spiegarli, in questa situazione, soltanto col fatto che l’Europa c’è, ma quella politica ancora non esiste. L’Europa corre un grande rischio se si lasciasse trasportare da questo fenomeno anacronistico della frammentazione indipendentista. In senso generale troverebbe scarso riscontro e difficoltà di riconoscimento internazionale, qualora tutte le istanze separatiste in Europa avessero successo. Probabilmente lo avrebbero dal Venezuela, dalla Russia di Putin ed è qui il nocciolo della questione. Una Europa sbriciolata aprirebbe scenari pericolosi per la sua comunità.  E’ evidente l’assoluta impossibilità d’azione efficace della UE, mentre di un governo sovranazionale, se esistesse, non permetterebbe ciò che è accaduto con Puigdemont in Spagna.  Fuggire, poi, in un’altra monarchia! Il catalano, che ha dichiarato “ repubblica”, con la sua azione alla fine ha dimostrato quanto sopra a tutti noi.

Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

Un commento

  1. Alessandro Formichella

    Analisi ben compiuta. Anche se ho opinione un Po,’ diversa su alcuni passaggi.

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