Caro Paulo Manuel Carvalho de Sousa: il suo futuro è altrove

La Sua prima Fiorentina appariva brillante e sbarazzina, faceva punti e divertiva tanto da toccare la vetta della classifica.

MODENA, ITALY - SEPTEMBER 20: Paulo Sousa head coach of Fiorentina during the Serie A match between Carpi FC and ACF Fiorentina at Alberto Braglia Stadium on September 20, 2015 in Modena, Italy. (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images)

di Massimo Sandrelli | 17 aprile 2017

Caro Paulo Manuel Carvalho de Sousa, quando un allenatore comincia a parlare di torti arbitrali, quando chiama in causa la società reclamando protezione “nelle stanze del potere”, quando pensa di poter vincere le partite in base a quanti attaccanti manda in campo, quando si trincera dietro slogan scontati e ormai velleitari come “credo ancora di poter arrivare in Europa”, trascurando colpevolmente la realtà e le lacune che ripetutamente la sua squadra mette in evidenza, ebbene allora bisogna prendere atto che siamo davvero all’ultimo capitolo.

Eppure tutto era cominciato benino, anzi bene. La Sua prima Fiorentina appariva brillante e sbarazzina, faceva punti e divertiva tanto da toccare la vetta della classifica. Il calo di rendimento fu, almeno all’inizio, addebitato alla rosa ristretta, a talune incomprensioni interne, ad un mercato molto risicato e si sperava che con il tempo si riuscisse a migliorare e a costruire qualcosa di più.

Le Sue dichiarazioni, invece, si sono colorite, giorno per giorno, di un senso di sfiducia che man mano è apparso diventare un pessimismo quasi cosmico, come dire “qua non si potrà mai fare nulla di buono”. Certe battute come quella su Bernardeschi il cui futuro Lei vede lontano da Firenze, non hanno aiutato a superare questa impressione, anzi. Bernardeschi è una grande talento, forse è un campione ed è probabile che la tracimante ricchezza cinese lo attragga verso nuovi lidi ma l’inopportunità di quelle parole risaltò e risalta tuttora molto evidente.

Allora, tirando le somme, è chiaro che tutto è finito. Il Suo futuro è altrove. Grazie di tutto ma per favore ci risparmi le Sue moine, le Sue battutine e le Sue moraline che forse potevano andar bene nei calcio minore dove Lei ha fatto la più parte delle sue esperienze ma non sono assolutamente adatte al calcio importante, dove Le auguriamo di trovare altre occasioni, …lontano da Firenze.

Massimo Sandrelli

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1972, professionista dal 1984, Massimo Sandrelli ha collaborato con «Brivido Sportivo» e con il «Giornale d’Italia», è stato caposervizio al quotidiano «Il Nuovo», responsabile dei servizi sportivi di Radiolibera e Telelibera Firenze, caposervizio, vicedirettore e infine direttore del quotidiano «La Città», responsabile della programmazione sportiva di Retequattro (1983), caposervizio, vicecaporedattore e inviato speciale de «La Repubblica» (1988-1994). Dal 1994 al 1998 ha diretto la televisione locale del gruppo Cecchi Gori, Canale 10. È stato responsabile comunicazione di Federcalcio dal 1998 al 2000. Come produttore televisivo ha lavorato per Retequattro (programma Caccia al 13), per la Rai (Lezioni di calcio) e per l’emittente regionale Trv38, oltre che in documentari come La storia del calcio storico fiorentino o Biografia di Giorgio La Pira.

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