Caro Cavaliere, Forza Italia l’è tutta da rifare

La cosa più attrattiva sarebbe quella di un Movimento che risponda ad un Manifesto delle volontà democratiche. Servirebbe un gesto. Solo un gesto. Ma il vecchio combattente ha ancora la forza per farlo?

di Roberto Caputo | 11 Giugno 2018

Con Salvini al governo, la Meloni che si astiene e la scomparsa dei centristi, il centrodestra a livello nazionale non esiste più. Rimane nelle amministrazioni del territorio. Ma ancora per quanto ? Comunque il vero sconfitto è Silvio Berlusconi e la sua creatura Forza Italia. Se si votasse oggi gli azzurri scenderebbero sotto il 10 per cento. Il declino è inesorabile e non si intuiscono segnali di rinascita. Si conclude tristemente la favola iniziata nel 1994,  con la speranza di creare un partito liberaldemocratico di massa che offrisse una casa a tutti gli elettori che avevano perso i punti di riferimento grazie all’ opera della Magistratura.  Fu una corale illusione. Ed oggi dopo ventiquattro anni il re è nudo. Anche se uno spazio politico esisterebbe ancora . Tutto dipende come sempre da chi detiene la proprietà del partito. Berlusconi dovrebbe ribaltare tutto. Cambiare una classe dirigente asfittica, utilizzare le esuberanze del territorio, farsi da parte e governare come un padre saggio con grande distacco le mutazioni fisiologiche. Basterebbe guardare anche oltre i confini italiani ed assumere quelle esperienze positive che sono maturate negli ultimi anni. La cosa più attrattiva sarebbe quella di un Movimento che risponda ad un Manifesto delle volontà democratiche. Servirebbe un gesto. Solo un gesto. Ma il vecchio combattente ha ancora la forza per farlo ? Saranno tempi di scelte rapide. In politica chi non le fa viene ben presto disarcionato.

Roberto Caputo

Roberto Caputo è un politico milanese, per più legislature è stato consigliere comunale a Milano e Assessore alla Cultura e allo Sport nella giunta del sindaco Paolo Pillitteri nelle fila del Partito socialista italiano. Ha ricoperto poi la carica di Presidente del Consiglio Provinciale di Milano durante la presidenza di Ombretta Colli e quindi Vicepresidente dello stesso con la giunta di Guido Podestà sino all'avvento della Città Metropolitana. Ha alle spalle anche una intensa attività pubblicistica incominciata prima con le raccolte di poesie, poi con i racconti sulla "Mala" a Milano, infine con una serie di romanzi noir metropolitano che ha scritto a quattro mani con la giornalista Nadia Giorgio.

Rispondi

Il suo indirizzo e-mail non verrà pubblicatoI campi obbligatori sono marcati *

*