Cambogia: opposizione colpita da uno tsunami autoritario

di Redazione Pensalibero.it | 27 novembre 2017

Tanto tuonò che piovve. Il diluvio di provvedimenti incostituzionali ed autoritari che ha colpito la Cambogia per mano del primo ministro Hun Sen, l’ex membro dei khmer rossi al potere da 32 anni, ha prodotto il risultato lungamente e manifestamente perseguito, ovvero l’eliminazione del principale partito d’opposizione.

L’obiettivo è stato raggiunto attraverso il torbido intervento della Corte Suprema che ha decretato, il 16 novembre scorso, lo scioglimento formale del Partito di salvezza nazionale cambogiano (Psnc). I loro 55 seggi sui 123 all’Assemblea nazionale sono ridistribuiti tra partiti minori che nelle elezioni del 2013 avevano raccolto appena il 6% del voto popolare. E poiché Hun Sen non ha lasciato niente al caso, come se non bastasse, per 118 membri dell’opposizione, a cominciare da Sam Rainsy e Kem Sokha – tutt’ora illegalmente in esilio il primo per “diffamazione” e incarcerato il secondo per “tradimento” – è scattato il divieto di fare politica per cinque anni.

La Corte Suprema è composta da nove membri, tutti politicamente vicini al premier, a cominciare dal presidente che, per legge, avrebbe dovuto dimettersi al compimento dei 60 anni. Oggi ne ha 76.

Neutralizzare il dissenso
Lo tsunami autoritario ha lasciato senza rappresentanza oltre tre milioni di cambogiani su una popolazione di 16 milioni. A tal proposito occorre sottolineare che alle elezioni del 2013 il Partito popolare cambogiano (Ppc) di Hun Sen aveva ottenuto 3.235.969 voti, mentre il Psnc di Sam Rainsy 2.946.176. Numeri che spiegano la viltà dell’azione repressiva dell’inamovibile ex khmer rosso tesa a neutralizzare la marea democratica da cui stava per esser travolto. Leggi tutto: http://www.affarinternazionali.it/2017/11/cambogia-opposizione-tsunami/

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