Black Friday alla matriciana. Le conseguenze: norme violate….

di Vincenzo Donvito | 4 dicembre 2017

Onda lunga ancora in corso del Black Friday (qualcuno credeva che gli sconti si sarebbero fermati?), con la prevista “orgia” post-natalizia a cui si aggiungeranno anche i panettoni 3×1 e cosi’ via. In questi giorni -associazione per i diritti di utenti e consumatori- ne stiamo tastando le conseguenze immediate. Sono numerose le richieste di consulenza che sono arrivate, e continuano ad arrivare, al nostro servizio -mail, telefono e uffici territoriali (1)- per chi in qualche modo ha avuto problemi con gli acquisti in questo giorno di super-sconti. A parte i problemi ricorrenti per gli acquisti in tutti i periodi (2), ce ne’ uno in particolare che e’ emerso per l’occasione negli acquisti online su web italiani: la non disponibilita’ del prodotto dopo che lo stesso e’ stato pagato dall’acquirente e confermato dal commerciante.
Caso tipico. Smartphone a 90 euro. Importo addebitato su carta di credito. Mail di conferma del commerciante. Dopo uno o due giorni, nuova mail del commerciante: “ci spiace, ma il prodotto non e’ piu’ disponibile…. Bla bla… abbiamo esaurito le scorte…. c’e’ stato un problema nel nostro sistema… etc.. le rimborsiamo quanto ci ha pagato”.
A tutti questi consumatori rispondiamo che -a conferma data- il commerciante ha l’obbligo di inviare il dovuto alle condizioni gia’ confermate. Di farsi valere, nel caso, con una diffida (3) e di fare una segnalazione all’Antitrust per pratica commerciale scorretta (4). Senza entrare nel merito dei reconditi motivi per cui un commerciante non e’ in grado di fornire cio’ su cui si e’ impegnato (la furbesca disonesta’, soprattutto online, e’ dietro l’angolo), ricordiamo che, per il rimborso, minimo bisogna aspettare 30 giorni, arrivando anche -di sovente- a dover intimare il rimborso con diffida perche’ anche i tempi indicati dal commerciante vengono sforati.
Addirittura c’e’ una grande catena italiana che -clausola invisibile al momento dell’acquisto e accettazione delle condizioni- indica un periodo di quattro giorni entro cui loro, fatte le dovute verifiche e nonostante la gia’ avvenuta conferma della transazione economica e dell’acquisto, confermano o meno che il prodotto potra’ essere inviato. Una classica clausola vessatoria (5), come se il commerciante avesse una sorta di diritto di ripensamento (che la legge prevede, invece, solo per il consumatore -6).
Un Black Friday all’amatriciana. Visto che le norme di base delle transazioni commerciali vengono serenamente ignorate e violate. Se si va su siti navigati di vendite online (classico esempio: Amazon), fatti del genere non si verificano quasi mai. E crediamo che questo accada perche’ nel nostro Paese non ancora ben abituato alla liberta’ di commercio, quest’ultima viene scambiata come una sorta di “faccio quel che mi pare e piace” e non come dovrebbe essere, liberta’ in un quadro normativo.

1 – https://sosonline.aduc.it/info/consulenza.php
2 – essenzialmente difetti di conformita’: prodotti con caratteristiche diverse da quelle indicate e vendute, a cui deve rimediare il commerciante: https://sosonline.aduc.it/scheda/garanzia+dei+prodotti+due+anni+carico+venditore_14358.php
3 – https://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
4 – http://www.agcm.it/consumatore/55-tutela-consumatore/contact-center/5616-come-segnalare.html
5 – diritto contrattuale concesso solo al commerciante e non a tutti gli acquirenti: http://sosonline.aduc.it/scheda/clausole+vessatorie_15302.php
6 – https://sosonline.aduc.it/scheda/sul+diritto+recesso+ho+appena+fatto+acquisto+ma+ci_9652.php

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

 

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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