Bella religione il multiculturalismo!

Prima che l’uomo sia in grado di cambiare l’habitat, è l’habitat che forma, cambia o stravolge l’uomo.

di Franco Luceri | 15 aprile 2017

Questo scritto di Paola Fusetti trovato su Facebook è da Nobel per la letteratura. Spiega in maniera inequivocabile che l’individuo di cultura media non può sottrarsi al condizionamento de l’habitat in cui vive.

I miei vicini di casa comprarono l’appartamento circa sette anni fa. Nessuno lo voleva, come gli altri cinque, compreso il mio, in vendita da tempo. Lei, una quarantenne francese bellissima e gentile, disse che i francesi erano abituati al multiculturalisno e che non aveva pregiudizi come invece gli italiani.
Dopo quattro anni diventò membro del comitato cittadini del quartiere per chiedere di bloccare il degrado da spacciatori, negozi etnici dalla scarsa igiene, zingari e maghrebini che bivaccano sotto casa a bere birra e mangiare di tutto.
Qualche mese fa, alle dieci di sera la trovai sotto casa a parlare coi carabinieri perché, dovendo usare la macchina, ci trovò gli africani a tagliare le dosi sul cofano.
Ieri sera suo marito mi ha detto che ormai, quando torna dai viaggi di lavoro o dai week end, prova nausea solo al pensiero di rientrare a casa, a causa dello schifo che trova nel quartiere.

L’ultima novità sono una mezza dozzina di nigeriane che vendono polli cotti e crudi conservati in trolley e borsoni. Lungo il corso, tranquille e pure arroganti, che a chi glielo ha domandato hanno berciato che loro hanno la partita IVA e che quindi sono in regola.

Asl non pervenuta. Ufficio igiene neanche. Carica batterica dei polli probabilmente simile a quella dei pesci che in India vendono conservati nel fango. Anzi, probabilmente molto peggiore.
Dite che qualche radical chic di m@@@@a comprerebbe i nostri appartamenti, magari ai prezzi pre-degrado, per venire a farsi un bagno di realtà?”

=======================================

Morale della favola: quattro anni di residenza nella civilissima Italia, hanno fatto di una francesina, con fede incrollabile nel multiculturalismo, una italianizzata quasi eretica e forse alla lunga pure razzista.

Perché è la capacità dei poteri pubblici di governare popolo e Stato, a modificare in meglio o peggio un territorio. Se la politica assicura agli immigrati integrazione dignitosa, è un conto; se li lascia razzolare liberi come galline, (o peggio come cavallette) perché è incapace di governare il millenario e naturale fenomeno dello spostamento dei popoli, garantendo cultura, leggi, lavoro, ordine, sicurezza e giustizia, è un altro conto.

In Italia, i nostri tre poteri pubblici sono incapaci di governare in condominio un pollo e una gallina; pensa tu quanta possibilità ha il multiculturalismo di diventare fede incrollabile, radicandosi pacificamente e produttivamente nel fu Bel Paese.

Insomma, per non farla lunga; prima che l’uomo sia in grado di cambiare l’habitat, è l’habitat che forma, cambia o stravolge l’uomo, facendo un criminale da un santo o un santo da un criminale. La natura, la cultura, il mercato, le leggi, le istituzioni e la magistratura, riescono a produrre a piacimento evoluzione o involuzione sociale.

Chi ha detto che in democrazia “il popolo ha la politica che si merita”, ha sparato una colossale corbelleria, perché il popolo si muove per cambiare lo status quò, solo quando rischia la vita nel caos e ne l’ingiustizia sociale, e non può che farlo in maniera violenta, con scarsa intelligenza.

Solo gli intellettuali, i burocrati e i professionisti hanno la “forza” di migliorare pacificamente il sistema, se e quando hanno la “volontà”. Ma se i “cacasenno” si predispongono ad arricchire legalmente alle spalle del popolo, speculando sul caos e l’ingiustizia a norma di legge, tocca alla massa degli esclusi e sfruttati togliere il potere ai farabutti pubblici e privati, prima che lo faccia un tiranno, più a spese degli innocenti che dei colpevoli.

Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

Hai trovato interessante questo articolo? lascia il tuo commento