Basta con i cazzari pentiti che vengono santificati

Sono questi i comportamenti che fanno dell’Italia un Paese considerato poco serio e senza spina dorsale.

di Nicola Cariglia | 11 settembre 2017

Senza un minimo di pudore, pur di appigliarsi all’ultimo vagone di qualsiasi convoglio sembri condurre dalla parte dei vincitori. Ci mancava persino Tonino Di Pietro. L’ex “eroe” di Mani Pulite,  sommerso dagli applausi in uno studio televisivo non appena ammette di avere fatto e detto tante cazzate. “Ho cercato  il consenso e fatto un partito basato sulla paura e sulle manette e sono stati distrutti partiti assai migliori di quelli venuti dopo”.  Un piccolo particolare, sul quale si è sorvolato e non era proprio il caso: il partito Di Pietro lo ha fondato in quanto politico come logica evoluzione delle manette e della paura, che, però, aveva usato e provocato in quanto magistrato. La gente ha applaudito, come si spellava le mani all’epoca. Opportunisti o coglioni, ieri e oggi? Alla lunga, a quanto pare, le due categorie finiscono con il coincidere, dal momento che le conseguenze appaiono sempre più nefaste per tutti. Pentimento e outing di Di Pietro vengono a 25 anni di distanza dalle eroiche gesta manettare. Se va bene, di anni ce ne vorranno altri cinquanta perchè l’Italia possa riprendersi, politicamente, civilmente ed economicamente dai guai che ne derivarono. Del resto, l’edificante quadretto è andato in scena nello studio del programma televisivo “L’aria che tira” e mai sede fu prescelta in maniera tanto appropriata.

Un’aria, peraltro, che tira perennemente in Italia. Nel 1971 uscì per Feltrinelli, curato da Oreste del Buono, “Eia, Eia, Alalà: la stampa italiana sotto il fascismo”. Impressionante. Ci potevi trovare scritti di quasi tutta (con poche lodevoli eccezioni) la classe dirigente della Repubblica nata dalla Resistenza. Soprattutto di moltissimi intransigenti maestri dell’antifascismo del giorno dopo. Quelli che finita la guerra non marcavano mai visita nell’apparire maestri di democrazia e che, qualche decennio prima, non si erano fatti mancare nessuna fra le più becere proposizioni fasciste, scrivendo sulla necessità di avere l’Impero, la purezza della razza, le inique potenze demo-plutocratiche dell’Occidente, le illuminate intuizioni del Duce, le trame della perfida Albione, etc.

Venne, poi, la stagione dei pentiti del comunismo. Qualcuno formatosi a Botteghe Oscure o alle Frattocchie, tirava appena fuori il capino? Lasciava intuire, senza dirlo apertamente, che insomma, forse, Stalin, i regimi dell’Unione Sovietica e dei Paesi satelliti lasciavano un po’ a desiderare quanto a garanzie di libertà e democrazia? E che il popolo ed i lavoratori da loro governati non stavano proprio in paradiso? Osanna. Osanna nel più alto dei cieli a questi coraggiosi che osavano tanto. E coloro che queste cose le avevano dette da sempre, nelle piazze, offesi, indifesi e villipesi? Fastidiosi testimoni di ogni cattiva coscienza. Guai a discostarsi dalla filosofia del gregge!

L’opportunismo della borghesia, della finanza e della stampa italiane aduse a strusciarsi ad ogni possibile vincitore e certe di farla comunque franca non ha limiti ed ha avuto una sorta di sublimazione con le recenti giornate di Cernobbio. Gli ospiti d’onore dell’ultima edizione del raduno sussiegoso dei nostri principi di danari sono stati nientemeno che il capo della Lega Salvini e l’aspirante presidente del consiglio pentastellato, Di Maio. Hanno biascicato concetti improbabili su Euro ed Europa, per convincere la platea che non faranno mai le cose che dicono per prendere voti (che peraltro arrivano copiosamente). E mica sono stati respinti al grido di bugiardi e buffoni. Macchè, sono stati apprezzati con compiacimento. Hai visto mai che questi al potere ci arrivano davvero!

Sono questi i comportamenti che fanno dell’Italia un Paese considerato poco serio e senza spina dorsale. Sarebbe venuto il momento di dare ragione a chi ha avuto ragione. A chi le ha dette e fatte giuste anche a costo di rischiare impopolarità, insulti, ritorsioni in un Paese che sa essere canaglia. Sarebbe, appunto. Perché costoro, in Italia, sono i Laici, i Liberali, i Soocialisti e i Socialdemocratici. I quali, invece di tentare qualcosa al pari della loro storia, mettendosi tutti assieme (nessuno escluso), litigano in continuazione e si perdono in piccole dispute nominalistiche e/o personali. E al pari della prima, anche questa è una storia poco edificante.

Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un'intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana. Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell'Aeroporto di Firenze. Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

6 commenti

  1. Piero Pizzi

    Condivido in toto l’articolo splendido di Cariglia. Fra la’altro Di Pietro non solo ha contribuire a distruggere i partiti della prima repubblica che hanno fatto la Resistenza e scritto la Costituzione ,ma ha distrutto anche la vita di tante persone ingiustamente accusate e poi assolte. Ricordo che anche a Firenze i casi sono molti . Possibile che nessun magistrato pensi a chiedere scusa a quelle persone accusate , assolte e magari risarcite dallo Stato ?

  2. Caro Valerio,

    vorrei vivere anch’io nel meraviglioso mondo in cui tutti i ” Laici, etcetera”, come tu li chiami, svolazzano ognuno da una parte perchè cercano gaiamente il modo di mettersi d’accordo sui dieci comandamenti in forma di ” dieci puntuali progetti di legge”. Ora che so che tante divisioni derivano da questa affannosa ricerca, mi sento sollevato.

  3. marzio siracusa

    E in tutto questo squallido andazzo non si annusa il tanfo di eterna muffa cattolica?

  4. valerio giannellini

    Quali sono i primi 10 puntuali progetti di legge (non i soliti “punti programmatici”) sui quali gli amici di pensalibero potrebbero chiamare a raccolta i suddetti Laici et cetera?

  5. Franco Guerrazzi

    Caro Nicola , voglio ringraziarti per aver scritto questo articolo. In questo scritto ho rivissuto tutto il mio passato politico e delle sofferenze subite……spero che qualcuno lo legga e ne faccia tesoro di una verità che difficilmente viene pubblicata, di nuovo grazie!!!!!!!!!!!!!!

  6. Caro Direttore, con questo pezzo si è superato. È il più bello letto negli ultimi due anni. È obbiettivo e tagliente come un bisturi che incide un tumore. Sono onorato di collaborare sotto la sua direzione a Pensalibero.

Rispondi

Il suo indirizzo e-mail non verrà pubblicatoI campi obbligatori sono marcati *

*