Basta autoflagellarsi a sinistra!

Non può essere imputata alla maggioranza pentaleghista l’assenza di progetti alternativi. Su valori di libertà, laicità, tolleranza, progresso c’è un mondo che potrebbe ritrovarsi attorno a iniziative e protagonisti nuovi.

di Nicola Cariglia | 14 agosto 2018

Le previsioni per il dopo vacanze sono fosche come non accadeva da anni. La maggioranza pentaleghista, ormai, spaventa più per le cose che tace che per quelle che dice. Il futuro delle grandi opere incerto, se non addirittura negato, il silenzio sulle coperture finanziarie per mantenere, o solo fingere, le promesse elettorali come Flat tax e reddito di cittadinanza, le prime crepe nella maggioranza, i vaniloqui del presidente del consiglio, Conte sono interpretati come annunci di turbolenze sui mercati finanziari. Non minori sono le preoccupazioni per il decadimento della qualità della nostra democrazia, per l’arroganza e l’ignoranza di un ceto politico convinto che detenere la maggioranza in Parlamento autorizzi a stravolgere la Costituzione (gli attacchi a Mattarella per avere difeso le sue prerogative) e, come nel caso delle nomine RAI, ignorare che esistono ruoli definiti, non a caso “di garanzia” che non possono essere decisi dalla sola maggioranza. Ciò che, invece, non può essere imputato alla maggioranza Lega-5Stelle è l’assenza di una opposizione e di progetti alternativi. Qualcosa sta avvenendo sul fianco destro. Forza Italia sembra avere imboccato la via di una polemica nei confronti del governo che potrebbe portare alla definitiva rottura dell’alleanza con Salvini. Dunque, una iniziativa che dovrebbe indurre Berlusconi a differenziarsi da Salvini, alla ricerca dei consensi moderati della ex alleanza di centrodestra. Balbetta, invece, la sinistra. Il PD, ancora l’unica presenza organizzata di rilievo, è paralizzato dalle manovre congressuali. Ma ancora più paralizzato dalla mancanza di una strategia e di un leader legittimato (o, nel caso fosse Renzi, ri-legittimato). E c’è, poi, tutto un mondo sensibile ai valori di libertà, laicità, tolleranza, progresso che potrebbe ritrovarsi attorno a  iniziative e protagonisti nuovi. Pensalibero, allo scopo di cercare di smuovere le acque in questo campo, pubblica tre articoli (ne seguiranno altri) che offrono proposte non collimanti. Ma nemmeno tanto lontane. Il primo, di Umberto Minopoli, di area PD, (fare click qui per leggere l’articolo di Minopoli) intende superare le categorie di centrodestra e centrosinistra per un cammino nuovo e inedito. Il secondo, di Luca Cefisi, socialista con esperienze internazionali (fare click qui per leggere l’articolo di Luca Cefisi) invita a guardare a quanto avvenuto in Portogallo.  Il terzo, di Dario Allamano, socialista, propone attenzione alla prossima conferenza programmatica di Rimini, sulla scia dell’assemblea autoconvocata di Livorno che si svolse il 24 marzo scorso (fare click qui per leggere l’articolo sull’assemblea di Livorno). Chi scrive vi partecipò e pensa che è una buona cosa e lo sarà di più se riuscirà ad aprirsi ad altre presenze.  Francamente, non pare che le diverse sfumature che emergono siano ostacoli insormontabili. Abbandonare vecchi pregiudizi e vecchie chiese e chiesette sarebbe scelta intelligente. Tanto più che le rendite di posizione sono finite.

Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un'intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana. Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell'Aeroporto di Firenze. Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

51 commenti

  1. Franco Guerrazzi

    Il ponte è crollato, di chi sono le responsabilità, ma siamo sicuri che i responsabili vengano individuati ? Io penso di no, faccio un esempio il Ministero delle Infrastrutture hanno uffici pieni di tecnici con i vari direttori, lautamente pagati e il compito di queste persone sarebbe la salvaguardia dei nostri beni e con ispettori ecc dovrebbero controllare, credo che non si possa dare in gestione un bene senza andare a controllare come questo bene venga trattato, cioè se gli interventi dovuti vengono effettuati, se la segnaletica è in ordine ecc ecc. Allora mi viene da pensare, ma questi signori fanno il proprio lavoro, cioè quello per cui sono pagati ? A me viene qualche dubbio e di più vedo i partiti accapigliarsi per racimolare un voto incolpando l’altro…..forse non hanno capito questi impreparati che oggi ci sono e domani può darsi di no, mentre queste persone rimangono, sono stanziali e se io cerco un favore a che lo chiedo ? Cari ministri avete controllato se su questo caso gli uffici preposti a questo scopo sono stati affidabili….prima di urlare verità un po’ di informazioni non sarebbe meglio prenderle ?

  2. marzio siracusa

    E pian piano tutto diventa spettacolo.

  3. kjfdoijfjbàfbf

  4. iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

  5. Pensalibero è un luogo dove a tutti è consentito di esprimersi. Pensate, anche a quelli che hanno preso la rincorsa per salire sul carro “vincente” di oggi con una tal veemenza da essere andati ben oltre il predellino. Tanto da volere vietare di esprimersi e tentare di intimidire, addirittura, chi cura questo luogo di libero pensiero. Che sarà a loro disposizione, come facciamo con tutti, anche quando le fortune dei Di Maio e dei Salvini volgeranno al termine. Come di abitudine, saranno i pretoriani di oggi a lanciare gli strali più avvelenati. E pretenderanno di insegnarci quello che oggi leggono e disprezzano. Non è tanto che qualche pirla ci ha “accusato” di essere teneri con Renzi (noi che lo abbiamo criticato per tutto il suo mandato, anche quando aveva il 41% degli italiani a favore. Non passerà molto che gli stessi scriveranno che siamo troppo Salviniani e/o Grillini. Infine, ci tocca pure leggere di un “governo Conte”: la rana che cerca di indirizzare l’elefante.

    • Paolo Francia

      Non si capisce Nicola, chi intimidisce e vuol zittire? Chi sarebbe pirla? Linguaggio democristiano? Il passo dell’ultimo voto è epocale, e lo si evince dalla paura che avete, voi moderati e responsabili della situazione in cui versa l’Italia, fasulli oppositori e sempre daccordo per spartirsi poltrone, potere e far finta che cambi se si vota DC o sinistra.
      Scrissi che l’esito di questo voto ha rotto definitivamente il giocattolo, e il calcolo dei dadi piu non torna. Non hai capito le ragioni che hanno spinto una massa enorme di italiani a votare 5 stelle e lega, e questo è un grosso problema, e non hai capito neanche che la musica è cambiata, in meglio, qualsiasi sarà l’esito dell’azione politica, perché si è proprio rotto quel giocattolo che evidentemente rappresenta la tua vita e la tua reazione davanti ai cocci lo dimostra.
      Non riusciranno a sistemare l’Italia, perché troppo profondo il cancro che la divora da decenni, ma chissà, da qualche parte si deve pur cominciare. Né regge il confronto col passato consenso renziano, poiché non ha mai vinto le elezioni politiche. Le tzue critiche a quest’ultimo, te l’ho già scritto, erano pacche sulla spalla, non l’atteggiamento che riservi, ingiustamente, a Di Maio e Salvini, non per la loro politica, ma perché responsabili di averti distrutto il giocattolo.

      • Marco Bonavia

        Se da più parti le voci coincidono all’unisono (eccome se coincidono… ) sarà il caso di riflettere, Direttore. Le opinioni politiche vanno rispettate, ma non si offre un servizio utile quando si raccontano fatti a modo proprio, si omettono gli intenti di raddrizzare la baracca e si minimizzano le colpe dei precedenti compagni. Se poi a questo aggiungiamo “iniziative eversive della compagine governativa” del socialista libertario (autodefinitosi tale) siamo al delirio vero e proprio.
        Cordialmente

  6. Un socialista libertario

    Concordo con le considerazioni di Cariglia, e credo sia apprezzabile l’idea di organizzarsi per fare opposizione con ogni mezzo democratico alle iniziative eversive della compagine governativa.
    Paolo Francia scrive: “penso ci sia sempre piu violenza e cattiveria in una cosa detta con garbo che in una sfuriata magari giusta e provocata.” Francia aveva espresso considerazioni simili anche in commenti precedenti: essere “sanguigni”, come lui dice, vorrebbe dire parlare sincero, parlare chiaramente, anche a costo di essere un po’ aggressivi e virulenti. Il ragionamento di Francia, che potrebbe sembrare niente di più che una chiosa estemporanea, è invece interessante per capire la natura o la mentalità dei pentaleghisti: entrambi i partiti esibiscono con vanto un certo disprezzo per il fair play, per il “garbo”, considerati appannaggio degli odiatissimi “radical chic”. Ciò che sembra loro sfuggire è che il modo in cui un discorso viene espresso è cosa diversa dal contenuto del discorso stesso. Il contenuto attiene al concetto che si intende articolare; il tono al modo in cui lo si vuole esprimere. Esprimere un concetto (a prescindere da quale sia il concetto, moderato o estremista ha poca importanza) con toni garbati significa semplicemente avere rispetto per il proprio interlocutore. Essere garbati non vuol dire abdicare all’assertività o rinunciare ad opinioni decise; vuol dire porsi con educazione. Le “sfuriate” tanto care a Paolo Francia sottendono invece l’approccio opposto: conferire al discorso un sottotesto autoritario, stabilire un principio di autorità, cercando in questo modo di attribuirsi un ruolo dominante. Per qualche interlocutore gregario o masochista questi tentativi di prevaricazione potrebbero anche funzionare; per tutti gli altri ottengono l’effetto opposto.

    • marzio siracusa

      ” Ciò che sembra loro sfuggire è che il modo in cui un discorso viene espresso è cosa diversa dal contenuto del discorso stesso. ”

      Caro socialista libertario, sereno nonché equilibrato, Mc Luhan ci ha esattamente insegnato il contrario, ossia che il media è il messaggio, il modo di un discorso è precisamente il suo contenuto. Infatti per settant’anni, e scusami Nicola se ti ricordo il passato che credi esente dall’oggi, per settant’anni il garbo del discorso ha fatto sì che il discorso fosse vuoto di tutto, fosse appunto molto, molto garbato e basta, quindi democratico e in linea con la costituzione, ossia cattolico, e scusami ancora Nicola se ti ricordo dove ti batte il cuore d’incallito democristiano. Ora questo giochetto che ha intrugliato almeno tre generazioni non regge più, lo schiaffo garbato non esiste più, di fronte a problemi non più dilazionabili chi insiste a proporre il farmaco di nonna Felicita, si prenda lo schiaffo vero, e me lo renda sempre più vero, non saranno due guance gonfie a fermare i democratici veri. Poi caro socialista libertario e sereno, non mi interessa entrare nelle tue tasche, ma se avessi la paga d’un operaio o d’un insegnante precari, o la pensione al minimo forse ti preoccuperesti meno di dare schiaffi garbati al rallentatore.

      • Un socialista libertario

        McLuhan si riferiva alla natura del mezzo tecnologico, non certo al tono di voce o al “garbo”!
        Quanto agli schiaffi e alle guance gonfie, la vedo un tantino ossessionato dalla violenza fisica. Si rassegni, non siamo nel Far West, anche se il vostro Trump e il vostro Salvini vorrebbero portarci in quella direzione. Più che ad Arnold Schwarzenegger, queste sue dichiarazioni la rendono simile al pescivendolo del paese!
        Una buona disputa nulla ha a che fare con la violenza: ha a che fare col piacere di conversare, di approfondire una tesi, di confrontarsi anche assertivamente ma sempre con reciproco rispetto. L’ “argumentum ad personam”, come lo chiamava Schopenhauer, o la “sfuriata”, come la chiama Paolo Francia, sono i mezzi di cui si serve chi non ha argomenti. L’autoritarismo è tipico di chi non ha autorevolezza. Si ricordi che persino nella boxe, nel judo, nel karate esiste il fair play. E chi non lo segue, magari sperando di sembrare più forte o dominante, viene cacciato col massimo del disonore.

    • Paolo Francia

      Lasci perdere, non convince nessuno, le dichiarazioni pacate e giuste di Di Maio e Salvini sono state etichettate di “violente” dau bugiardi e arrivisti renziani, allora la violenza è dall’altra parte mi pare.
      L’Italia che Renzi ci ha lasciato con la sua vanagloria è un’Italia che va in bricioli, e mentre le infrastrutture marciscono da decenni, lui si occupava di avere l’aereo figo (a spese dello Stato) e di fare il ganzo.
      Questa è la violenza, infinitamente piu grave e sguaiata di una bella verità detta come si deve! La tipica mentalità democristiana, velenosi ma con garbo, circolate!

      • Un socialista libertario

        Sig. Francia, lasci perdere Renzi. Il fatto che Renzi – politico centrista, neodemocristiano – abbia governato male non giustifica l’avvento di un’estrema destra xenofoba, autoritaria, giustizialista. Come la debolezza dei politici italiani del primo dopoguerra non giustificava l’avvento del fascismo. Lei dovrebbe imparare a ragionare in modo dialettico: si abitui ad analizzare i singoli fatti senza farli soffocare dal contesto, senza farli sussumere dall’universale, ma cogliendo “dall’interno” la loro relazione col contesto. Non ragioni in modo dogmatico, facendosi sedurre dall’idea che il nemico del suo nemico debba essere necessariamente suo amico. Lasci agli ultras questi schemi mentali.
        Si ricordi, infine, che qualsiasi concetto (non importa quale sia la sua parte politica) si può esprimere con garbo o senza garbo. Se lei lo esprime senza garbo, pensando magari di darsi un tono, darà l’impressione di essere un insicuro e un frustrato. E la sua intenzione iniziale – quella di apparire autorevole – si rovescerà nel suo contrario.

        • marzio siracusa

          Gentile Professor Socialista libertario, sereno, equilibrato, saggio, imperturbabile, garbato nonché erudito, tanto da imitare alla perfezione il più collaudato aplomb hollywoodiano. Che il tono di voce, cioè l’ugola, non appartenga alla natura del mezzo tecnologico, è convinzione tutta sua, se emette parole dalla gola, altrimenti non so. Però, visto che per lei una buona disputa è circoscritta al piacere di conversare, tra un sorriso e una pedata sotto il tavolo, ma sempre sorridendo, lei cosa sorseggia? Anisette col selz nel boccione da Vichy anni ’20, oppure gazzosa nazional popolare, anni cinquanta? Io preferisco la gazzosa perché nel tappino ritaglio i musi dei ciclisti e ci gioco coi compagni su piste di gesso nei cortili di casamenti populisti, e ovviamente fascisti. Quelli abitati una volta dai pescivendoli che urlavano e sbraitavano, prima che il surgelato per il cacciucco di massa permettesse loro di accedere alla vita termale nella cui immagine mi sembra lei abbia ritagliato la propria esistenza signorile e giusta tra pescivendoli signorili e giusti che non sorseggiano la volgare gazzosa ma anisette al selz. Bravo, le riconosco la qualifica, lei è un vero socialista.

        • Paolo Francia

          Lei dice un mare di banalità e luoghi comuni ai quali non serve neanche rispondere. intanto in Italia non hanno vinto gli xenofobi e i razzisti, ma ha vinto il popolo, se lei non capisce questa differenza, inutile discutere.

          • Franco Guerrazzi

            Mi sembra di rivivere il dopo guerra, dove tutto quello che era sato fatto nel ventennio andava buttato, io ho sempre militato in un partito, anche quando praticamente è scomparso e mi professo ancora come socialdemocratico, ritornando al dopo guerra , tutte le strutture delle colonie marine e montane furono abbandonato, lo stato non le gesti, e la chiesa sempre più furba ed oculata molte le ripristino diventandone la proprietaria, uno stato serio ed intelligente quelle strutture la avrebbe trasformate in qualcos’altro di accoglienza ma non le avrebbe fatte franare , mancavano le case di riposo, orfanotrofi, strutture ospedaliere, ma invece del fascio il nuovo non volle prendere nulla, e cosi in molte altre cose, allora io voglio arrivare ad una conclusione, ma Renzi ha veramente fatto tutto male ? E’ proprio vero che se la nazione è in queste condizioni la colpa è sua ?, Mi sembra o no che a Maggio il debito dello stato sia diminuito ? Non sarà mica la capacità del nuovo governo, che a giugno era appena partito…”.quando dicevo che destra non aveva mai vinto ma che era la sinistra che aveva sempre perso non mi sbagliavo ” Se Avessimo la capacita di fare una sinistra che riuscisse a valorizzare quello che è stato fatto ed aggiungesse idee nuove , cariche di quella forza da far capire che non è con la menzogna che raggiungono gli scopi ma con la verità ed il sacrificio forse allora qualcosa si potrebbe anche creare, ma se diciamo che tutto quello che è stato fatto e sbagliato e che la sinistra è la colpevole di tutti questi malanni, allora smettiamo…….

  7. Adalberto Scarlino, Firenze

    Ho l’impressione, caro direttore, che il crollo del viadotto autostradale di Genova non sia “colpa” dell’attuale governo; e mi pare che su questo anche tu possa essere d’accordo.
    Quanto alle “pazzie che sono sotto gli occhi di tutti” ( la Torino – Lione, per esempio, o il tunnel TAV progettato sotto Firenze , etc ) sono addebitabili agli anni dei governi precedenti; e non , almeno per ora, ai mesi del governo Conte.

  8. marzio siracusa

    Bravo Nicola, ora che hai dimostrato il tuo aplomb e la tua serena superiorità, scendi dal piedistallo di te stesso, ma attento al gradino, bene così, bravo, e ora spremiti le meningi per rimasticare qualcosa di meno vieto del sol dell’avvenire. Battibecco chiuso per me, tu continua pure.

    • Paolo Francia

      L’iniziativa “moderata” di Nicola, Marzio, avrà come risultato una impennata di consensi ai 5 stelle e Lega, lo si evince leggendo i pezzi che Nicola ci consiglia. Vogliono restaurare la DC, l’unica cosa che conti in Italia, all’ombra del Cupolone. Basta collegarsi su Rai1 e vedere che in onda c’é il cardinale Bagnasco, moderatissimo, e soprattutto credente. Pregare, portare soccorso, e sperare in una vita migliore dopo quella terrena, ma continuare col modello della DC affinché la Chiesa in crisi riottenga la fiducia della gente che (nel loro calcolo) potrebbe di nuovo lasciare loro le eredità, e cosi all’infinito in un circolo vizioso. Ci sarà un bel funerale religioso, una placca di marmo coi nomi, e tutto tornerà come prima fino alla prossima tragedia, mentre Nicola organizzerà la rimonta dei “moderati” contro i tiranni al potere. Che, contrariamente al passato, hanno detto quel che la gente pensa e che altri avrebbero omesso.

      • marzio siracusa

        Paolo, Bagnasco è quel cardinale che tanti anni fa trattando di Gesù ne apprezzò le ” sue sorprese divine “, come se non parlasse del poverino di Nazareth ma di un qualsiasi poetaccio romantico, anche un po’ estroso. Io non credo, ma ho gli occhi sgranati su chi si fa paladino di fede, e meriterebbe solo di vendere lampredotto al mercato. Che poi come giustamente dici, si tenti di ricostruire la DC all’ombra del Cupolone, è sotto gli occhi, e attiene alla storia piccina del cattolicesimo fiorentino del novecento, che fece da apripista agli speculatori dell’alluvione, agli “angeli del fango” che poi diventarono affittacamere grazie alla levitazione cattolica del salvato. Ma guai dirlo, anche questa è bestemmia contro la sacra ” florentinitade “.

        • Un socialista libertario

          Criticare la Chiesa e tacere sui gravissimi comportamenti della compagine governativa è quantomeno curioso. Un governo che viola i trattati internazionali sul soccorso ai migranti, che induce le stesse navi a ignorare l’obbligo di soccorrerli (i profughi saliti a bordo dell’Acquarius avevano visto passare cinque navi che non si erano fermate), che diffonde un clima di odio che favorisce i reati a sfondo razziale, come lo stesso Armando Spataro ha dichiarato il mese scorso (è di ieri la notizia che un dominicano residente a Catanzaro è stato preso a sprangate al grido di “Vai via negro!”)
          La Chiesa è un’istituzione variegata, suscettibile di riforme, con al suo interno componenti sane ed altre reazionarie. Ma Papa Francesco è tra i pochi che ancora mettono al primo posto il dovere di educare all’accoglienza, alla solidarietà, alla fratellanza.

          • marzio siracusa

            Abbia la bontà di comunicarci quando e dove celebra messa, verremo ad ascoltare il pistolotto.

          • Paolo Francia

            quanta ipocrisia socialista libertario, e quanta ignoranza sui fatti, davvero complimenti! Lei utilizza i 3 pesi e 3 misure. silenzio sul muro innalzato ai confini con la Francia da Macron, roba che se l’avesse fatto la Le Pen, sarebbe qui a raccogliere firme e a flagellarsi. Ma mi faccia il piacere, solo Toto’ potrebbe risponderle, lei fa scompisciare. Li accolga in casa lei i migranti invece di perdere tempo qui, deve avere lo spazio sicuramente. Faccia da esempio, apra le sue porte-

          • Marco Bonavia

            Socialista libertario, si è accorto che gli organi di informazione “distrattamente” non rendono noti aggressioni, fatti di sangue e tentativi di violenze ad opera dei clandestini di colore in Italia?…. Mi creda ce ne sono tanti, a meno che non si metta in due trolleys una ragazza, allora lo facciamo sapere!!!
            Le risparmio l’elenco dell’ultima settimana più che altro per problemi di spazio! All’occhio compà

  9. Paolo Francia

    Interessante la storia del moderato estremista, penso che il moderato sia piu estremista perché fa accettare cose piu orribili facendole passare come cosette da nulla, penso ci sia sempre piu violenza e cattiveria in una cosa detta con garbo che in una sfuriata magari giusta e provocata.
    Nicola risulta pero’ patetico nel pezzo e anche nelle risposte a Marzio. Non si capisce per cosa ce l’abbia con i 5 stelle e con Salvini, non sono certo loro ad aver firmato le convenzioni con Autostrade Italiane! Invece queste ultime non hanno fatto la manutenzione dovuta e necessaria per conservare un’opera di ingegnieria architettonica che è stata concepita per il traffico di 51 anni fa! O meglio, ci hanno messo delle pezze, senza spendere in lavori di ampio raggio che avrebbero potuto nel corso degli anni consolidare gli eventi dell’invecchiamento dei materiali unito al traffico e al carico sempre piu pressante per la struttura. Gli abitanti sostengono che ci lavorassero spesso la notte, ma probabilmente era come dare l’aspirina a un morente…..l’Italia che prega, che si adopera nei salvataggi, e la frase del video, probabilmente conoscendo il modo di parlare dei liguri, doveva avere a che fare piu’con la Madonna!
    Ho appena ricevuto un’amica fiorentina che mi ha descritto il degrado in cui versa Firenze, la sporcizia, la negligenza, le strade accanto al tram tutte poggi e buche (almeno potevano rifare tutto) e c’é da chiedersi cosa abbiano fatto i moderati fiorentini!
    Neppure è dato sapere cosa vuole per l’Italia Nicola con la sua riunione dei 4 gatti alla Misericodia di Livorno, solo sbarazzarsi di Di Maio e Salvini?!? Per fare “iccché?!?”
    Mi paiono deliri di mezzo agosto, forse è il caso di ricordare che i ponti e le costruzioni umane hanno una scadenza, che questa scadenza esiste comunque e pende sulla testa di ognuno dal primo giorno di vita, che il rischio zero non esiste quando si viaggia, ma anche che in tanti pensano al profitto invece di occuparsi di prevenire tragedie prevedibili e annunciate almeno dal 2009 come nel caso del “Morandi”.
    Le risposte di Di Maio e Salvini mi paiono appropriate e sagge.
    La pagliacciata di Renzi sul documentario della sua Firenze, una cosa di cattivo gusto e di propaganda da dittatore di serie C (anche per esser dittatore ci vogliono delle doti, lui non ha neanche quelle).

    • Marco Bonavia

      Caro Direttore… qui grandina! Niente niente il populismo da Lei tanto vituperato nasconde in realtà una definitiva rivolta verso una classe politica (alla quale dica il vero, Lei ha strizzato l’occhio in passato) ormai vergognosa e inconcludente?

      • Caro Bonavia,

        un mio professore di Liceo, assegnandoci come compito la critica a qualche scritto, ci invitava, sempre, a “fare concreti riferimenti al testo”. Ecco, mai ho avuto chiaro il significato di quella esortazione come leggendo il suo commento. Che, senza concreti riferimenti al testo, non significa alcunchè.

        • Marco Bonavia

          Direttore, come faccio a rispondere alla Sua capriola per eludere la mia cordiale provocazione dettata dalla Sua pervicace, puntuale e totale critica al governo attuale e mi permetta, rinforzata dal Suo curriculum? Gioca poco sportivo come i cattoocomunisti…

          • Le confesso che sono un modesto giornalista. E che, ancora una volta non ho capito . Certo colpa mia.

  10. Tranquillo, Marzio. Dicono che c’è il sole domani. Vedrai che ti passa…..

  11. Vai tranquillo Marzio. Domani dicono che c’è il sole. Magari ti passa…

  12. marzio siracusa

    I potenti del momento? Hai ragione Nicola, ne sono terroizzato e striscio ai loro piedi proprio come Don Abbondio e pur di non accusare i pentaleghisti d’aver causato il crollo del ponte Morandi in soli tre mesi di governo, sono disposto a pugnale Giulio Cesare. Nicola, dimmi laverità, tu vai a Cognac o Whisky?

  13. E ancora una volta, nei Promessi sposi, mi sono imbattuto in te. Vestito da Don Abbondio, attentissimo, con mille scuse, a non disturbare i potenti del momento, a costo di incolpare di tutto Giulio Cesare. Resta sereno…

  14. marzio siracusa

    E per concludere, caro Nicola, tirate le somme per te la responsabilità non del crollo del ponte ma delle vittime, alla fine è di Grillo, Salvini e Di Maio. I quali però a pensarci bene sono anche responsabili del crollo perché con minor traffico il Morandi sarebbe sì finito male, ma fra dieci anni. Bene, bene, Nicola, l’Italia ha proprio bisogno di gente che ragiona come te. Comunque ti ringrazio per averci mostrato come la moderazione serva a un unico scopo: nascondere la faziosità. Da cui deriva il compitino in classe che propongo ai lettori di Pensalibero:

    DESCRIVETE PERCHE’ UN MODERATO E’ IL VERO ESTREMISTA.

  15. Più ti leggo, Marzio, e più mi rafforzo nelle mie idee. Tu citi la tragedia di Genova e te la prendi con l’incolpevole Morandi, progettista del ponte. Cioè scavi fino a sessanta anni fa. E a me, invece, viene da arrabbiarmi per gli irresponsabili che si sono opposti virulentemente al tracciato alternativo di cui, a Genova, si parla da troppo tempo. Erano sostenuti da Grillo e dai suoi. Probabilmente la tragedia si sarebbe verificata ugualmente. Ma sicuramente, grazie a costoro, ce ne saranno ancora di più. Aspettavamo tutti più capacità di decidere. Non sapevamo di spianare la strada al decisionismo del no. Io non mi rassegno ed evoco gli attuali governanti chiamandoli per nome. Evitare di farlo, come fai tu, appartiene proprio a quella mentalità e a quei vizi che vorresti fustigare. Lo devi fare con i protagonisti di oggi, non con quelli di ieri. Nella categoria del borghese piccolo piccolo, non ti ci vedo. Almeno una sbirciatina al presente, suvvia…

    • marzio siracusa

      Dovessi dirigere il remake dei Promessi sposi, caro Nicola ti vedrei a pennello nella parte dell’azzecca garbugli.

  16. marzio siracusa

    Caro Nicola, dare di passatista a me fa davvero sorridere. Parlo del passato perché non è passato affatto come tu credi, siamo in un paese dove per decenni tutti, dico tutti, compresi tu ed io, abbiamo mentito su tutto, principalmente a noi stessi, quindi abbiamo avvelenato il contesto privato e poi quello pubblico. Ti ricordo una piccolissima, ma significativa cosetta proprio di ieri, che tu giudicherai insignificante, ma che per me è un faro che illumina. Nelle testimonianza filmata del crollo di Genova, l’autore grida ” Dio, dio ” e poi un ” Porca puttana! “, ebbene i gaglioffi cattopolitically correct dell’informazione, hanno cancellato il ” Porca puttana ” perché parolaccia sconveniente. In questa miseria di bigotti è racchiusa la storia d’Italia degli ultimi sessanta anni che si riflette irrisolvibile nell’oggi, la falsità e la menzogna su tutto, il barare di tutti con tutti. Come fu scelto il progetto del signor Morandi, a quale cordata apparteneva? E ciò vale per ogni opera pubblica, per ogni concorso dalla magistratura all’università, dai miserabili eletti nei parlamenti nazionale e regionali per decenni, dall’informazione dove intere famiglie si sono insediate per diritto di nascita, dal bisnonno nell’Eiar al bisnipote nella più periferica sede Rai. Come puoi Nicola eludere gli effetti di tutto questo, e ridurre l’oggi alla polemichetta contro i pentaleghisti, semplicemente perché dalla giovinezza t’eri adagiato nell’idea che parole come socialdemocrazia o liberalismo esaurissero per l’eternità la politica umana senza il rischio di esserne invece consumate e cassate? Io insisto sulla seconda metà del XX secolo perché da lì viene ancora la metastasi dell’oggi. Ma che dire di chi come te è abbarbicato al XVIII secolo come uno yankee qualsiasi, con storia e studio addomesticati?

    • In effetti per trovare una alternativa all’attuale situazione politica occorre un cambio di passo e un critica radicale ad almeno 70 anni di politica.
      Se dal 93 la politica è, in tutta Europa, diventata serva dell economia e dal 45 serva degli USA (salvo il coraggioso tentativo del gollismo francese prima maniera, autentico antifascismo), non ci si può lamentare dell attuale momento storico nel quale i popoli stanno tentando di ribellarsi, anche alle furberie della politica e dell economia.
      Certo, in tutta Europa, mancano soggetti politici maggioritari in grado di fare questo, se non a parole. Per questo penso andrebbe criticato alla radice il sistema economico (capitalista) e quello politico (delega senza possibilità di autorappresentanza).
      Per approdare alla democrazia e all’ autogestione.
      Una civiltà che ponga al centro essere umano ed ecosistema.
      Una civiltà che definisco “dell’Amore”, oltre le vecchie ideologie e contro i totalitarismi.

      • Un socialista libertario

        Non credo affatto che il momento storico in cui vincono i Trump, gli Orbàn, i Salvini sia un momento nel quale i popoli tentano di ribellarsi. Prima di tutto: la nozione astratta di “popolo” è antistorica: non è dato sapere quali classi ne facciano parte e quali classi ne siano escluse, e in base a quali criteri. Nella concezione pentaleghista sembrerebbe che il “popolo” siano la piccola borghesia soffocata dall’invidia sociale e alcuni strati del sottoproletariato. Di certo non il proletariato, visto che i 5 stelle hanno sempre proposto soluzioni di tipo corporativo, antisindacali, filopadronali, negando sistematicamente la lotta di classe, tentando di conciliare esigenze inconciliabili; quanto alla Lega e alla sua flat tax, stendiamo un velo pietoso.
        Anche Hitler affermava che il motore del nazismo era il popolo che si ribellava alla politica del passato; ma la verità è che quel popolo tanto blandito non era che una vittima dell’orrore nazista, delle sue manipolazioni, della sua propaganda. La democrazia rappresentativa, vituperata dai populisti, serve anche a evitare tutto questo: a evitare che alcune fasce meno istruite della popolazione (ebbene sì, queste fasce esistono, non lo sapevate?) vengano strumentalizzate dai leader autoritari, dalla loro macchina del consenso. Com’è avvenuto con la Gran Bretagna e con quella tragedia chiamata Brexit.
        Infine ricordo che il Partito Comunista di Marco Rizzo, di cui Bagatin non perde occasione per tessere gli elogi, è un partito che si autodefinisce staliniano. Credo che siano noti a tutti i crimini dello stalinismo – in nulla diversi da quelli del nazismo; né credo sia necessario ricordare che lo stalinismo, autoritario e dogmatico, nulla ha a che fare né col comunismo, né col marxismo, né con la dialettica.

  17. “La tragedia del ponte crollato oggi a Genova è il corollario dello scempio del progresso italiano interpretato per sessanta anni dai cattolici d’ogni risma e banda, le forze politiche che nella prima repubblica hanno dissanguato il paese sono tutte colluse nella costruzione di una grande falsità, l’Italia nuova. ” Caro Marzio, mi rendo conto di me e pure di te, visto che scrivo articoli e leggo i commenti da una quindicina di anni, su Pensalibero. Ecco: non le stesse parole che ho messo tra virgolette e vergate da te. Ma questo stesso concetto l’ho letto almeno cento volte. Poco male: tutti siamo portati a ripeterci: insomma, ci affezioniamo a noi stessi. Ma il fatto è che sei tu a non accorgerti di quanto sia mutata la situazione. Parli del passato e non hai niente da dire sulle pazzie sotto gli occhi di tutti che sono frutto dell’azione di questo governo? Perchè non parli di costoro invece di prendertela ancora con Pio nono e, forse ancora di più, con la rivoluzione francese? Fai una capatina nel XXI secolo, così, tanto per vedere l’effetto che fa.

  18. marzio siracusa

    ” Piu’ viva che mai: progresso, ottimismo, fiducia nella scienza e nell’innovazione contro il regresso e il pessimismo reazionario dei populisti, di ogni colore. Io, in ossequio alla nostra cultura piu’ bella, quella dei liberali in rivolta contro il medioevo, la chiamo prospettiva” repubblicana”. Ma i nomi non contano. Bastano i fatti. Occorrerebbero ( nelle vecchie “destra e sinistra” moderate) federatori di queste bandiere che tentassero un “nuovo cammino”. Magari non breve. Ma che liberi l’Italia dalla muffa. E annunci qualcosa di inedito. E non ennesimi deja-vu del secolo che e’ passato. Federatori, battete un colpo! ”

    Caro Nicola, ci raccomandi la lettura dell’articolo di Minopoli ma davvero non so come la muffa possa liberarsi dalla muffa di parole come progresso, ottimismo, scienza. Ma dove si vive? Nel 1890, coi sussulti del positivismo contro l’irrazionalismo? La tragedia del ponte crollato oggi a Genova è il corollario dello scempio del progresso italiano interpretato per sessanta anni dai cattolici d’ogni risma e banda, le forze politiche che nella prima repubblica hanno dissanguato il paese sono tutte colluse nella costruzione di una grande falsità, l’Italia nuova. L’indulgenza e la connivenza hanno messo in piedi un paese di cartapesta sotto la verniciatura del progresso e dell’innovazione, e ciò vale in ogni settore pubblico e privato, dalla magistratura all’imprenditoria, dalla ricerca. alla cultura, all’università, dalla politica al varietà e allo spettacolo, dai sindacati alla forza armata, questo è un paese dove ogni istituzione dovrebbe essere azzerata nei vertici. C’è una parte politica capace di esigere questo, e non il bolso ritorno all’alleanza Renzi Berlusconi, come fai tu? Ma Nicola, ti rendi conto a cosa aspiri?

    • Marco Bonavia

      Cosa vogliamo fare? Che so… rileggiamo IL CAPITALE, riesumiamo “La proprietà privata è un furto” e via di questo passo? Le affettuose parole di Marzio Siracusa cercano di richiamare alla realtà contemporanea coloro i quali asiprano ad un dolce stil novo fatto di federatori, rivoluzionari e giacobini vari… Purtroppo i rivoluzionari sono quelli che oggi cercano di smontare un sistema tumorale magnificamente descritto dall’amico Marzio, ma che si scontrano con istituzioni occupate da oscuri figuri ora sinistri ora di destra. Sorretto dall’ultimo anelito di respiro socialista, devo comunicarvi purtroppo che l’unico PC in circolazione è quello che avete sulla scrivania!
      Cordialmente Marco

  19. Le iniziative “che sta portando avanti il Partito Comunista di Marco Rizzo” saranno sen’altro “Le uniche che, comunque la si voglia pensare, penso meritino di essere prese in considerazione”. Ma, nella percezione della gente non riescono ad uscire dal recinto del folclore. Qualche problema temo che ci sia. Ovviamente, senza niente togliere all’impegno e alla passione di chi le condivide.

    • Folclore ?
      Non credo davvero, visto che trattano di temi contingenti, seri e concreti e le dichiarazioni di Rizzo – quando i media le fanno passare (molto poco purtroppo) – ricevono sempre apprezzamenti da persone peraltro di colore politico spesso diverso.
      L’unico problema è che purtroppo i media fanno passare altro (come ad esempio il presunto populismo di Salvini…che magari fosse autentico), aspetto che negli anni denunciarono a più riprese i radicali (oggi forse hanno smesso di farlo perché alla Bonino si riservano spazi decisamente maggiori e sicuramente maggiori rispetto all’ingiustamete bistrattato Marco Pannella).
      Come sai io non ero comunista. Faccio fatica ancora oggi a dirmi comunista, perché sono un teosofo e quindi non sono materialista né sono ateo (per fortuna almeno il Partito Comunista della Federazione Russa di Zyuganov ha superato il concetto di ateismo da tempo e anche sotto questo profilo lo ritengo il Partito Comunista più interessante al mondo). Ho scoperto per caso il PC frequentando piuttosto i bassifondi e le periferie rispetto ai quartieri alti. Ho conosciuto giovani e giovanissimi dai 18 ai 25 anni. Persone dalla mente molto più aperta e finanche curiosa rispetto a molti cosiddetti “liberali” che ho conosciuto nella mia vita (come racconto spesso all’amico liberale Massimiliano Giannocco). Ciò ha riattivato quell’entusiasmo che avevo perso per una politica italiana, quella sì, che trovo folcloristica da almeno vent’anni (infatti preferisco comunque interessarmi di politica estera e rimango iscritto a un movimento metapolitico socialista rivoluzionario francese).

  20. Personalmente non vedo nulla di nuovo sotto il sole. Ovvero vedo continuatismo, salvo qualche provvedimento interessante come ad esempio la lotta alle delocalizzazioni e il tentativo di arginare una immigrazione incontrollata, facendo uscire allo scoperto tutte le contraddizioni di una Unione Europea che al contempo non vuole gli immigrati (però sino all’antro giorno puntava ipocritamente il dito contro il Governo italiano…sic!) e non vuole uscire dal capitalismo, producendo nuova immigrazione e nuovo sfruttamento di massa e continuando a depredare il continente Africano.
    Se il centrosinistra e il centrodestra italiani erano pessimi, non si può dire che l’attuale governo sia facendo qualche cosa di veramente incisivo.
    Non vedo nessuna iniziativa seria, in Italia, salvo quelle che sta portando avanti il Partito Comunista di Marco Rizzo. Le uniche che, comunque la si voglia pensare, penso meritino di essere prese in considerazione.

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