Banche: parliamone seriamente

Uno degli errori è stato quello di credere che il nostro sistema industriale, formato prevalentemente da piccole e medie industrie, sarebbe stato più elastico e avrebbe resistito meglio alla crisi: è stato il contrario.

di Giacomo Properzj | 27 novembre 2017

La situazione delle banche italiane e, più in generale, la struttura del credito in Italia è ancora molto critica e preoccupante perché il sistema a poco a poco cerca di scaricare i prestiti incagliati ma le banche sono costrette ad appesantire le loro posizioni nei Titoli di Stato e i Titoli di Stato rischiano con la prossima fase di affievolimento del “quantitative easing” di produrre un rialzo consistente dei tassi del nostro enorme debito pubblico.

La ripresa debole ma confermata rappresenta la speranza di poter sanare, in tempi non biblici, la nostra situazione finanziaria. In effetti lo Stato è intervenuto nelle situazioni più gravi (MPS per es.) e i privati sono intervenuti sulla Carige e speriamo che lo facciano ancora per altre situazioni di piccole e medie banche che sono state messe in difficoltà dalla crisi economica. Le ragioni di tutto questo stanno ancora una volta nella lentezza burocratica dell’amministrazione del nostro Paese che è intervenuto con grandissimo ritardo rispetto agli altri paesi europei in aiuto del sistema bancario vacillante in ragione della crisi economica.

Uno degli errori è stato quello di credere che il nostro sistema industriale, formato prevalentemente da piccole e medie industrie, sarebbe stato più elastico e avrebbe resistito meglio alla crisi: è stato il contrario. Le piccole industrie, in genere familiari, hanno chiuso i battenti per salvare appunto il patrimonio familiare, il mercato immobiliare è crollato e le banche si sono trovate prive di garanzie e di liquidità.

Giorgio la Malfa e Paolo Savona in un recente articolo sul Mattino del 12 novembre (http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2017-11-11/la-commissione-d-inchiesta-che-serve-225834.shtml?uuid=AEoJ3Q9C) hanno articolato 4 proposte per consolidare la situazione dei nostri mercati finanziari e del nostro credito superando le polemiche pre elettorali circa la Banca d’Italia e lo scontro con la Consob, tutte cose che non fanno altro che indebolire sul mercato europeo la nostra posizione e non incoraggiare investimenti dall’estero.

Data l’importanza degli argomenti si sarebbe potuto pensare che la stampa e le televisioni dell’ultima settimana sarebbero state inondate di interventi, osservazioni, polemiche sull’argomento: niente di tutto questo.

Gli argomenti invece che sembra abbiano maggiormente interessato gli italiani nelle ultime ore (non ho alcun preconcetto contro i giornalisti che sono costretti a scrivere quello che interessa i loro lettori) sono stati l’esaltazione in morte di Totò Rina e le analisi sulla sua possibile successione nonché l’esame del suo carattere catoniano. Moltissimo spazio poi hanno preso sui media le notizie sulla vita sessuale del regista Fausto Brizzi noto soprattutto per i suoi film panotettone e, d’ora in poi, per le sue avance non del tutto solo sentimentali nei confronti di aspiranti attrici.

Insomma la distinzione che a mio modestissimo avviso dovrebbe esserci ancora tra le cosiddette banche d’affari e le banche “retail” dovrebbe essere anche applicata ai giornali tra quelli che si interessano della cronaca rosa e nera e quelli che invece danno notizie di politica internazionale ed economica. La confusione di questi argomenti fa si che l’opinione pubblica arrivi completamente impreparata alla soglia di crisi che hanno risvolti talvolta personali dove i risparmiatori vengano coinvolti in situazioni che mettono in pericolo anche piccoli patrimoni costruiti con fatica e poi gestiti senza la necessaria prudenza. Così masse di modesti risparmiatori si sono trovati in mano pezzi di carta che gli erano stati dati a fronte dei loro risparmi senza capire che una banca è anch’essa una società per azioni legata a un rischio d’impresa. D’altronde pare che si stia preparando una legge per facilitare la denuncia di grosse cifre in contanti che parrebbe che molti cittadini tengono in casa, nel tradizionale materasso. Attenzione però, non sono sempre così innocenti, spesso lo fanno per evitare il fisco (leggi IVA per es.).

Giacomo Properzj

Giacomo Properzj Incisa Beccaria di Santo Stefano è un politico, imprenditore e giornalista italiano. E’ stato sindaco di Segrate (Milano 2 agli albori dell’avvento del quartiere residenziale realizzato dall’Edilnord di Silvio Berlusconi) e Presidente della Provincia di Milano per il Partito Repubblicano Italiano. Dirigente delle Federazioni milanese e provinciale del PRI è stato anche presidente di AEM (l’azienda elettrica municipalizzata di Milano) e di ATM (l’azienda dei trasporti pubblici del milanese).

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