Bail-In. Non tornare indietro

di Primo Mastrantoni | 14 maggio 2017

La normativa sul cosiddetto bail-in prevede che, in caso di fallimento (detto, eufemisticamente, “risoluzione”) di una banca, a pagare siano gli azionisti, gli obbligazionisti e i correntisti (per valori superiori a 100 mila euro). Nei giorni scorsi alcuni economisti, e lo stesso presidente della Consob, Giuseppe Vegas, sono intervenuti chiedendo una modifica della normativa, in particolare quella che riguarda gli obbligazionisti, suggerendo una soglia di 100 mila euro da salvaguardare. Siamo nel 2017, la discussione sul bail-in risale al 2010, la norma e’ stata approvata dall’Italia nel novembre 2015, a due mesi dall’entrata in vigore, stabilita al 1 gennaio 2016. Arriviamo (o meglio, arrivano i nostri governanti) sempre in ritardo. All’epoca l’informazione ai diretti interessati difettò. La vicenda di alcune banche testimonia il danno subito da ignari risparmiatori. Ora si vuole cambiare. Noi crediamo sia meglio informare.
Coloro che hanno azioni o obbligazioni bancarie dovrebbero recarsi presso la propria banca e chiedere informazioni sui rischi che si corrono con i titoli acquistati. Siamo certi che riceveranno assicurazioni e sorrisi ma la fiducia non esclude il controllo. Comunque, sul nostro portale c’e’ una sezione che si chiama “Investire Informati”. Una visita non fa male.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

Segretario ADUC

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