Vincenzo Andraous

Catanese, nato nel 1954, ergastolano, ha ottenuto dopo decenni di carcere ristretto la semilibertà. in precedenza ha usufruito di percorsi premio e lavoro esterno, svolgendo attività di tutor-educatore presso la Comunità “Casa del Giovane” di Pavia. E’ stato animatore del Collettivo Verde del carcere di Voghera, impegnato in attività sociali e culturali con televisioni pubbliche e private, Enti, Scuole, Parrocchie, Università, Associazioni e Movimenti culturali di tutta pa penisola. Ha al suo attivo numerose collaborazioni a tesi di laurea in psicologia e sociologia, collabora con riviste e giornali laici e cattolici. Ha pubblicato libri di poesia, di saggistica sul carcere el devianza nonché una autobiografia.

Soltanto gli indegni toccano i bambini

Come può un educatore con tanta esperienza agire così diseducativamente e non comprendere che le punizioni corporali tolgono valore a qualsiasi buon esempio. Le sequenze di quei bimbi maltrattati, offesi, umiliati, percossi addirittura con i piedi sulla testa, dentro le sacre stanze di quell’asilo nido,  dove tutela e garanzia dei minori sono miseri dettami andati sfrattati, sarebbe fin troppo facile ...

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A volte è troppo tardi

Nel nostro paese oramai è consuetudine l’accettazione di uno stato che veste il grembiule da oste, vendendo e anche svendendo alcol  sottobanco, come se fosse del tutto naturale vedere un minore sbomballato di beveroni dai mille colori. Uno stato che veste i panni del biscazziere, di colui che fa giocare d’azzardo ma con voce suadente avverte grandi e piccini di ...

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Tutt’intorno stanno gli indifferenti

Gli organi di informazione, i saggi ed i sapienti da salotto buono, coloro che guidano e conducono le danze, ci costringono con le spalle al muro, peggio, ci obbligano a ragionare con la pancia, mai con la testa, fosse mai con il cuore. Quando il dibattito è inerente al carcere, c’è sempre conflitto di interessi, di corporazioni contrapposte e divergenti, ...

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13 giugno 1984, l’uomo e la sua autorevolezza

Stavo chiudendo l’ufficio per fare ritorno a casa, quando l’occhio s’è imbattuto sul calendario appeso alla parete, la data odierna un impatto inaspettato, improvviso, mi ha catapultato nell’era del ferro e del fuoco, epoche cretacee, jurassiche, risvegliandomi ricordi che credevo sepolti ormai perduti nel tempo. Il 13 giugno di tanti anni fa, del 1984, secoli esplosi e implosi letteralmente, scomparsi,  ...

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Quest’anno il bambino è nato a casa mia.

Non sarà il solito Natale in vendita, ma un monito a difesa di chi ha bisogno, di chi rimane indietro, di chi è in difficoltà, non ci sarà bisogno di recarsi al mercato delle bugie per acquistare un altro po’ di quella speranza indignata, essa sta dietro ogni croce piegata, ogni fossa scavata malamente, ogni fallimento del cuore, non del portafoglio.

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Dietro l’angolo il rischio estremo.

Coma etilico a 13-14 anni, ora i ragazzi tacciono, riflettono sull’intorno reale, l'assenza di qualcuno che manca all’appello incute timore, dunque, c'è necessità di istruire trasmettendo nozioni, affiancando l’arte dell’educare, tirando fuori e costruendo insieme, intuizioni, passioni e ideali nuovi, perché questo disagio non abbia a decantare lodi all’imbocco dei vicoli ciechi.

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Sul concetto di giustizia e illegalità

Spesso FB è un inceneritore di risorse, nel senso che brucia la ragione delle tante ragioni di ognuno e di ciascuno, spinge sull’ammasso più che sul ripensare, lo fa perfino sul concetto di giustizia e legalità. Sull’illegalità rammento un incontro in università, dove uno scienziato del diritto mi fece trasalire con una affermazione sulla giustizia a dir poco incredibile: “altro ...

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Nel nome del popolo italiano

Carcere

Me ne stavo disteso in piscina rilassato e tranquillo, acqua blu, un cielo ribaltato ai miei piedi. Una giornata di sole e di riposo domenicale, ci voleva proprio, un bisogno feroce di staccare la spina, la necessità di rimanere in scia a quel dipinto tra le dita. A pochi passi dal mio lettino, una coppia con qualche anno adagiato nei ...

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Pasqua di resurrezione e di rispetto

Forse il mondo ha ereditato il suo inizio dal rispetto per il pianto di un bimbo, per il bene che non è mai scontato, per le parole che chiamano per nome. Rispetto che non tradisce, mai scompare, neppure quand’è oppresso dalla cecità della rabbia, dalle rese annunciate dei padri e delle madri, dei popoli che disconoscono i carichi delle disattenzioni, ...

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Pugni nello stomaco

Sulla ragazzina di 12 anni picchiata a Genova Un altro video della serie ” violenza e giovanissimi straccioni dell’umanità”. Un altro video da fare vedere o nascondere, non sia mai che crei emulazioni o nuovi atti di imbecillità disumana. Un altro video da decidere se prenderlo a esempio su quanto abbiamo costruito in questi anni di bullismo sociale, oppure assemblarlo ...

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La corda e il silenzio

Carcere

In carcere si continua a morire malamente, si muore e tutto finisce lì, senza interrogativi, senza timore di incorrere in una riflessione che faccia male. Una signora mi ha chiesto se in carcere si muore ancora? Qualcuno le ha detto che il sovraffollamento come problema endemico dell’Amministrazione Penitenziaria è stato debellato. Che la totale chiusura di movimento all’interno degli istituti ...

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Terrorismo o peggio ancora

Qualcuno si ostina a dire che non bisogna offendere il Dio degli altri, tanto meno provocare  quel Dio tanto protetto e osannato. Qualcuno sarebbe ora tacesse. Tra i piu’ interessanti e stringenti interventi elaborati sul massacro di Charlie Hebdo, quello dell’amico Erri de Luca m’è parso il più eloquente nel mettere sull’avviso qualunque tentativo di manomissione della verità:  “Morire con ...

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Terra di odio e vendetta

Ci risiamo, proprio come ieri, donne, uomini, bambini, trucidati in una sinagoga, in autobus, altri suicidati su una trave, altri ancora in galera, dentro le proprie case polverizzate. Ci risiamo, come ieri, avanti Cristo, dopo Cristo, quella Croce offesa, umiliata, annientata. Ognuno a rivendicare ragione, diritto, giustizia, ciascuno a fare nel sangue la propria assoluzione da vincitore. Terre inzuppate di ...

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Gaza e gli scarponi chiodati

Quando a terra, da ambo le parti, ci sono i corpi feriti e dilaniati di donne, vecchi e bambini, ciò sta a significare una violenza ottusa e conclusa. Ritorno sgangherato alle armi, ai proiettili che sbattono a terra, alle parole che fanno male, scavano crateri, delimitano le fosse. Forse ci vuole più memoria, non tralasciando chi è troppo giovane per ...

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Donne e bambini dimezzati

Noi continueremo a parlare di colpa inusitata, di inasprimento delle pene, di fiamme dell’inferno senza possibilità di comprendere questi comportamenti. E’ un tempo vestito rosso scarlatto, di tragedie e angoli bui, un tempo in cui non è salutare per niente rimuovere per dimenticare, dunque sarà bene ricordare fino all’ultimo pugno nello stomaco. Donne a morire, a lasciare spazi vuoti, momenti ...

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