Valerio Parigi

Gli alberi, i monumenti …

Mai vista tanta attenzione, sensibilità, impegno civile dei fiorentini che per decenni hanno snobbato l'inquinamento e gli alberi come scemenze da radical-ecologisti, o le preoccupazioni per i marmi bianchi e le sculture sotto la loggia dei Lanzi come cazzate di gente fuori dal mondo. Ormai migliaia di fiorentini, scossi dai colossali ingorghi del traffico (da 30 anni, oggi causati dalla tramvia ...) stanno vendendo o rottamando 2 delle 3 auto per famiglia, per non contribuire allo smog che respirano loro stessi e i loro figli, e anche le/gli amanti clandestini che vanno a trovare quando il marito è a giocare a calcetto o la moglie in palestra (*). Moltitudini di cittadini assediano Palazzo Vecchio per farsi piantare alberi davanti a casa, al posto di brutti parcheggi, che comunque non servono più, dopo la rottamazione di gran parte del parco auto in possesso ai fiorentini (71 ogni 100 abitanti, vertici mondiali assoluti, fra il doppio e il triplo di città europee), che li ha portati a livelli europei dimezzando o più il numero di auto in circolazione e in sosta. Anche il tema "cambiamento climatico", finora snobbato su larga scala, è diventato argomento di discussione a tavola in famiglia, fra amici al bar e dal barbiere. A monte di questa incredibile e massiccia sensibilizzazione di notai e avvocati, macellai, idraulici, casalinghe, signore ingioiellate, ragazzotti di periferia, c'è un orrore che distrugge Firenze: la tramvia. Gli esperti di psicologia sociale sono strabiliati: l'abbattimento di alberature storiche e loro sostituzione lungo i binari o alle fermate, è riuscito a ribaltare il comune sentire che da decenni se infischiava dello smog, e avrebbe magari visto di buon occhio l'aumento dei parcheggi al posto di qualche inutile leccio o platano. Persino le interminabili code in ogni parte della città, un tempo ritenute normali o inevitabili, e ora nel carniere delle tramvie, hanno scatenato movimenti popolari contro lo smog, per aria più respirabile. Addirittura l'ultradestra fascistoide si è allontanata dai modelli Trump e Bolsonaro, che raderebbero al suolo ogni centimetro di foresta pluviale al grido "è un complotto ecologista per instaurare il comunismo galattico!" Improvvisamente la Frega ExNord e i cespuglietti a braccio teso hanno scoperto la loro anima ecologista. Un risultato strabiliante, impensabile solo qualche anno fa. E poi qualcuno dice che la tramvia è inutile o addirittura anti-ecologica!

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Storia e contemporaneità, quale Firenze?

Firenze ha un enorme patrimonio storico, architettonico, culturale, artistico, di rilevanza mondiale, risalente soprattutto al  Rinascimento (di cui è stata la culla), con radici medievali in gran parte “coperte” dalla trasformazione durante periodo di maggiore splendore mondiale, e dalla Firenze Capitale e risorgimentale. Un patrimonio che ci hanno lasciato in eredità élite cosmopolite e al centro del progresso universale, dalla geopolitica alla scienza. ...

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Buoni e cattivi esempi, cosa non fare (ma usuale a Firenze)

L’elencazione di tutte le magagne, gli sfondoni, le follìe della in-ciclabilità fiorentina, famose nel mondo, richiederebbero ponderosi tomi. Solo qualche accenno, iniziando con un esempio lodevole: Strano ma vero, l’anello dei viali(del 90!!) è forse l’unica valida realizzazione di infrastruttura ciclabile a Firenze: continuità, separazione dal traffico, ecc. Nonostante alcune successive geniali pensate dei burocrati del peggioramento. Pessimeinvece le piste ciclabili in promiscuo ...

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Una mobilità intermodale e integrata per uscire dalla paralisi

Firenze è attanagliata da decenni da un traffico da terzo mondo, che è alla base di molte problematiche: l’inquinamento è solo uno. La paralisi quotidiana, fino all’immobilità, sottrae ai cittadini ore al giorno e quote di reddito. L’alta incidentalità, forte su bambini e anziani, l’incidenza di malattie da smog, gli alti costi sanitari per l’intera comunità, e l’impatto sulla vivibilità ...

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