Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l'insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de' Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro "Accademia del Diletto" di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l'opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

Ma il Dibba non doveva essere in giro per il mondo?

Alessandro Di Battista

La calunnia è un venticello ma questo è un uragano.

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Après moi le déluge!

Luigi XV. Alias giggino o' compare o' guappo . Giggi', statt'accuorto. Bignamino a puntate.

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Ora i piddini hanno scoperto che opposizione è bello.

(Ovvero dal doppiopetto al loden alla camicia alla felpa alla giacchettina e cravattina. Ma l’abito fa il monaco?) C’è da crederci? O qualcosa non quadra. Del resto  hanno capito, forse, che dedicare tempo a battaglie inarrestabili  estenuanti e infinite su diritti civili per  pochi tralasciando quelli che interessano i più è stato un errore madornale. Chi fa politica deve capire ...

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Alla ricerca di un governo perduto. Eventuali e varie.

Se ne vedranno delle belle, oltre che delle balle. Ma sappiamo bene che la carica istituzionale deve essere super partes. Ce lo ha insegnato la presidenta.

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Zibaldone postelettorale.

Ovvero mescolanza di cose diverse, miscuglio o mucchio confuso di persone.

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Cuore che va cuore che viene. Cuore e il sentimento nazionale

Il mondo di Edmondo. Nihil novi sub sole. E di Massimo D’Azeglio che, in tempi non sospetti, recitava “Abbiamo fatto l’Italia, si tratta adesso di fare gli italiani” E la parodia del Titanic. E delle scarpe di Lauro.

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Zibaldone elettorale

Quando sarà letto questo quaderno di appunti e abbozzi annotati senz'ordine saremo già oltre. Chissa se i sogni rimarranno desideri?

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Pare il gioco dell’oca

A una prima occhiata veloce il lenzuolone elettorale appare ridicolo. Ma questo passa il convento e con questo bisogna sfamarsi.

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L’uomo è portato ad abbarbicarsi a una realtà che appare immutevole

Il cambiamento si fa dentro la cabina elettorale con la matita in mano ( Paolo Borsellino).

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Certo, si dirà. Diplomazia a sostegno di economia.

E allora stendiamo tappeti rossi a Erdogan.

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Non credo di saper fare il parlamentare….

Ognuno dovrebbe  fare quello per cui è portato. Lo penso e lo dico e lo ripeto spesso. Tanto da guadagnarmi,   talvolta,  l’accusa di  antigiovanilismo. Infatti oggi, specialmente  i giovani, ma non solo,  per ambizione sfrenata si buttano a corpo morto ovunque ci sia da sgraffignare. Ma, ubi maior, ecco  di gran carriera il calendapensiero. Ohibò, finalmente qualcuno  di buon senso ...

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