Beppe Facchetti

Beppe Facchetti è stato deputato al Parlamento e responsabile economico del PLI. E’ attualmente vicepresidente di Confindustria Intellect, che federa le associazioni della comunicazione e della consulenza. Ha sempre lavorato, in aziende, associazioni e istituzioni, nell’ambito della comunicazione d’impresa, materia che ha insegnato all’Università di Perugia e attualmente di Milano. Editorialista di politica economica per “L’Eco di Bergamo”, ha ricevuto nel 2015 la medaglia dell’Ordine per 50 anni di attività pubblicistica. Già membro della Giunta esecutiva dell’ENI, vicepresidente di Sacis Rai, ASM Brescia. Consigliere comunale, provinciale di Bergamo, candidato alla presidenza della Provincia per il centrosinistra.

Casse Rurali: la revisione preoccupa

L’accenno del presidente del Consiglio Conte ad una “revisione” della riforma delle Banche Popolari e delle BCC è stato un vero e proprio sasso nello stagno, per una questione in parte già definita (tra le Popolari mancano solo due Banche) e in parte molto vicina alla conclusione (Casse Rurali). Comprensibile la reazione critica degli interessati, in particolare di Iccrea, che ...

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La difficile comprensione della crisi

Nella presente crisi post voto, quella che è a rischio è la reputazione degli opinionisti, o meglio di quella parte che non si limita a raccontare le cose e ad interpretarle, ma pretende di orientarle. Nell’indotto della politica, cioè in quello spazio specialistico, in cui si muovono esperti, osservatori e misuratori delle scelte elettorali, ci sono stati tempi duri per ...

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Sulla sicurezza il Pd è disarmatobe

Tutti apprendisti sociologi, dopo il voto del 4 marzo.  E tutti sulla cattedra a spiegare, soprattutto al Pd, quali sono i problemi veri del Paese, tutti a insegnare il mestiere alla sinistra, che non avrebbe capito nulla di come vanno le cose nel mondo reale e va un po’ rieducata. E giù grandi dissertazioni sulla povertà, sulle periferie, sulla solitudine. ...

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Se le parti sociali scoprono la produttività

Hanno fatto bene, i vertici di Sindacati e Confindustria, a siglare un accordo di 16 pagine sulla nuova contrattazione del lavoro (da ratificare il 9 marzo), mettendolo al riparo dai venti elettorali e anzi inviando un messaggio neutrale alla politica tutta. E anche un buon esempio, perché i compromessi raggiunti sono al rialzo, segno di visione e buona volontà. Qui ...

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