Beppe Facchetti

Beppe Facchetti è stato deputato al Parlamento e responsabile economico del PLI. E’ attualmente vicepresidente di Confindustria Intellect, che federa le associazioni della comunicazione e della consulenza. Ha sempre lavorato, in aziende, associazioni e istituzioni, nell’ambito della comunicazione d’impresa, materia che ha insegnato all’Università di Perugia e attualmente di Milano. Editorialista di politica economica per “L’Eco di Bergamo”, ha ricevuto nel 2015 la medaglia dell’Ordine per 50 anni di attività pubblicistica. Già membro della Giunta esecutiva dell’ENI, vicepresidente di Sacis Rai, ASM Brescia. Consigliere comunale, provinciale di Bergamo, candidato alla presidenza della Provincia per il centrosinistra.

Il Ministro non ha letto il contratto

Se il “cambiamento” è quello di Tria, certo non è una rivoluzione, a cominciare dalla fede nell’euro affermata fin troppo (excusatio non petita?), e rafforzata dall’impegno a non consentire neppure le premesse di un’uscita.

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Casse Rurali: la revisione preoccupa

L’accenno del presidente del Consiglio Conte ad una “revisione” della riforma delle Banche Popolari e delle BCC è stato un vero e proprio sasso nello stagno, per una questione in parte già definita (tra le Popolari mancano solo due Banche) e in parte molto vicina alla conclusione (Casse Rurali). Comprensibile la reazione critica degli interessati, in particolare di Iccrea, che ...

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Europa: era meglio dire le cose chiare!

Peccato, perché la questione europea merita davvero riflessioni non da comizio elettorale e ora rischia di radicalizzarsi senza oggettivi progressi. Buttata come un osso ideologico sui tavoli di partito, rischia di irrigidirsi e diventare indiscutibile per alcuni e feticcio da abbattere per altri. E può solo peggiorare.

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Salvare l’ILVA tema nazionale

Fermare l’area a caldo significherebbe mettere a rischio il reddito di 14 mila famiglie e di un indotto ancor più rilevante sul piano sociale ed economico, che riguarda mezza Italia.

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Tim cambia ma i dubbi restano

Elliot è un fondo dichiaratamente speculativo e non possiamo certo aspettarci, come italiani, benevolenze superiori a quelle che ci ha riservato il “pirata” bretone ora (forse) sconfitto.

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La difficile comprensione della crisi

Nella presente crisi post voto, quella che è a rischio è la reputazione degli opinionisti, o meglio di quella parte che non si limita a raccontare le cose e ad interpretarle, ma pretende di orientarle. Nell’indotto della politica, cioè in quello spazio specialistico, in cui si muovono esperti, osservatori e misuratori delle scelte elettorali, ci sono stati tempi duri per ...

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Il capo politico il professore ed il doppio programma

Chi, non solo in Italia, ha preso sul serio i populismi, resta quanto meno sconcertato, di fronte alle giravolte del programma dei 5 stelle, capovolto dopo il 4 marzo.

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Sulla sicurezza il Pd è disarmatobe

Tutti apprendisti sociologi, dopo il voto del 4 marzo.  E tutti sulla cattedra a spiegare, soprattutto al Pd, quali sono i problemi veri del Paese, tutti a insegnare il mestiere alla sinistra, che non avrebbe capito nulla di come vanno le cose nel mondo reale e va un po’ rieducata. E giù grandi dissertazioni sulla povertà, sulle periferie, sulla solitudine. ...

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Il PD e il bello di essere in minoranza

Lo spazio c’è: è europeo, è riformista, fa tesoro delle esperienze di illusioni massimaliste alla Tzipras, che non hanno insegnato nulla a tanti italiani.

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La resurrezione del Centro può essere antropologica

Antonio Polito ha definito anomalo il bipolarismo del 4 marzo, ma a noi sembra innanzitutto malato, o piuttosto falso: nei contenuti, il polo è uno solo.

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Una tenaglia stringe l’Europa

E’ minacciata all’interno dall’insorgenza populista e sovranista e dall’esterno dalla minaccia protezionista che viene dal suo partner naturale, gli USA.

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