Beppe Facchetti

Beppe Facchetti è stato deputato al Parlamento e responsabile economico del PLI. E’ attualmente vicepresidente di Confindustria Intellect, che federa le associazioni della comunicazione e della consulenza. Ha sempre lavorato, in aziende, associazioni e istituzioni, nell’ambito della comunicazione d’impresa, materia che ha insegnato all’Università di Perugia e attualmente di Milano. Editorialista di politica economica per “L’Eco di Bergamo”, ha ricevuto nel 2015 la medaglia dell’Ordine per 50 anni di attività pubblicistica. Già membro della Giunta esecutiva dell’ENI, vicepresidente di Sacis Rai, ASM Brescia. Consigliere comunale, provinciale di Bergamo, candidato alla presidenza della Provincia per il centrosinistra.

Confindustria propositiva tra paradossi e libri dei sogni

Ribattezzato Manifesto della “ragione”, ha il pregio di ricordare che in questo 2018 ci giochiamo ben più di una improbabile maggioranza parlamentare, ma la scelta tra rafforzare o indebolire il Paese, in un momento chiave del riposizionamento mondiale delle forze economiche.

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Investimenti pubblicitari e libertà di stampa

I grandi investitori di pubblicità stanno facendo spending review di dimensioni da far invidia a un Cottarelli.

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La panchina lunga della Repubblica

A seconda del risultato più o meno positivo del proprio schieramento di provenienza, è abbastanza facile intuire che personaggi come Maroni e Letta per il centrodestra, Calenda o Prodi per il centrosinistra potranno attirare l’attenzione.

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Flat tax e reddito di cittadinanza

L’impressione è che gli elettori non abbocchino ma apprezzino comunque di più chi ti vuol far sognare rispetto a chi, burbero e pignolo, ti fa notare che i conti non tornano.

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Salvate il soldato Jobs Act

Non ci sembra uno sfracello sociale se dopo il jobs act i contratti a tempo sono il 12,5 del totale (prima erano il 10,1) e se, vigente l’art. 18, i posti fissi riguardavano l’86,5% dei lavoratori e oggi l’83,7.

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Economia: la priorità vera e quelle mediatiche

Molto dipende dalla rappresentazione dei problemi. Per risolverli, non è questione di ottimismo o pessimismo. Ma di mettere in fila le priorità vere, tutte spinose, che richiedono proposte serie.

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La disuguaglianza non si supera con la paga di Stato

Occorre incrementare un ambiente di concorrenza pro-consumatori, e comunque star lontani dal dirigismo.

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Banche: pensare al futuro dopo il polverone

Sarebbe ora di guardare al futuro, anche con ulteriori interventi legislativi, in particolare nel campo della vigilanza, perché in Commissione almeno questo è emerso chiaramente.

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Legge elettorale: un budino dal sapore incerto

Difficile dire dove l’elezione è davvero assicurata, cosa di per sé democraticamente anche positiva. C’è il paracadute proporzionale, ma il tripolarismo cambia tutto.

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Web tax: miliardi irlandesi e velleità italiane

La questione è europea, e infatti la legge in discussione sposta già al 2019 la sua validità. Come dire: multinazionali del web, non preoccupatevi, stiamo facendo finta….

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Chi paga i sogni dei benefattori elettorali

L’accumulo di promesse nella preparazione del voto di primavera è davvero pirotecnico e fantasioso. Difficile persino fare il totale del costo delle varie proposte.

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