Enrico Cisnetto

Editorialista economico e opinion leader, da anni studio e descrivo i processi di cambiamento del capitalismo italiano e internazionale, soprattutto in relazione alle dinamiche politiche. Già direttore di diverse testate della Rusconi, vicedirettore del quotidiano l’Informazione e vicedirettore del settimanale Panorama, svolge un’intensa attività di editorialista per Il Messaggero, Il Foglio, Il Gazzettino di Venezia, La Sicilia di Catania, Liberal e Il Mondo. Cura una rubrica quotidiana nella trasmissione radiofonica Zapping (Rai Radio1) ed è spesso ospite delle trasmissioni di approfondimento e telegiornali di Rai, Mediaset, Sky, La7. Presidente di “Società Aperta”, è direttore responsabile del quotidiano on-line TerzaRepubblica.it

La protesta del fronte (compatto) dei produttori di ricchezza dovrebbe indurre Salvini e la lega alla svolta. Prima che sia troppo tardi

Siamo al punto di svolta. Ci riferiamo, ovviamente, alla legge di bilancio e al braccio di ferro con l’Europa sulla minacciata procedura d’infrazione, il cui esito oscilla tra il tragico e il farsesco, ma anche, e forse soprattutto, alla svolta che sta maturando sul piano politico, grazie alla pressione – tanto inedita quanto straordinaria – del mondo produttivo. La partita ...

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Se il “vento del nord” spinge il “partito del PIL” a scendere in piazza e darsi soggettività politica forse il caso Italia è alla svolta

Mentre il governo è esclusivamente impegnato nel dialogo “recitato” con Bruxelles, ormai molto più farsa che dramma, e mentre il G20 riunito a Buenos Aires mette all’ordine del giorno dei lavori il “caso Italia”, inteso come potenziale miccia che potrebbe innescare una nuova recessione, l’infittirsi del calendario delle manifestazioni di protesta (e di proposta) del “partito del pil”, dislocato prevalentemente ...

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Il compromesso con l’Europa è quasi impossibile

Non prendiamoci in giro. Ammesso, e non concesso, che ci siano margini per l’Italia di ricucire con l’Europa ed evitare la procedura di infrazione ormai avviata, non è semplicemente un compromesso purchessia quello che oggi serve al paese. E comunque, il primo dei nostri problemi non è il contenzioso con la Commissione Ue. Alla vigilia dell’incontro tra Conte e Juncker ...

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Il baratro si avvicina ma a Torino (e Roma) è nata la speranza di una “rivoluzione silenziosa”

C’è una distanza siderale che separa la piazza di Torino colma di italiani “normali” finalmente disposti a dismettere i panni di “maggioranza silenziosa” per dire la loro, e il governo Salvini-Di Maio-Conte (in ordine decrescente) perennemente sull’orlo di una crisi di nervi. La prima offre dell’Italia un’immagine fatta di gente educata e competente che lavora, produce, crea ricchezza. E che ...

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Roma e Bruxelles litigano sulle previsioni di crescita dell’economia italiana mentre il vero rischio è tornare in recessione

Juncker e Moscovici sono drastici nel chiedere al governo italiano di riscrivere completamente la manovra finanziaria altrimenti la Ue sarà costretta, con un atto senza precedenti così come è definita senza precedenti la “sbandata” di Roma, a sanzionarci pesantemente. Conte e Tria, d’intesa con Di Maio e Salvini, parlano senza mezzi termini di un’analisi “non attenta e parziale” dei provvedimenti ...

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Siamo nel mezzo di una crisi che è tutta italiana e che solo noi (con le elezioni?) possiamo smontare

Autolesionismo. Non c’è altra definizione per descrivere la situazione in cui ci siamo cacciati. E non inganni la decisione meno sanzionatoria di quanto si potesse temere di Standard & Poor’s, arrivata in tarda serata, speculare a quella della settimana scorsa di Moody’s: perché se non è stato abbassato il grado di affidabilità del nostro debito, che in questo caso rimane ...

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Mentre tutti ci bocciano evocare spettri che non esistono significa solo rendere certo l’unico pericolo che dovremmo temere: la deriva argentina

La “troika”, pur in versione informale, boccia l’Italia senza appello. In una sola giornata il presidente della Bce, Mario Draghi, ha detto senza mezzi termini che per i paesi fortemente indebitati è necessaria la “piena adesione” al patto di stabilità Ue, ma il Fondo Monetario certifica che stiamo andando in direzione esattamente opposta e il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, suggella il ...

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E se il cortocircuito manovra-spread-rating-deafult fosse il grimaldello per far saltare l’eurosistema?

C’è un mistero intorno alle politiche di bilancio del governo che la (tardiva) presentazione dei dati mancanti del Def, arrivata una settimana dopo i festeggiamenti grillini dal balcone di palazzo Chigi, non chiarisce. E non ci riferiamo ai conti che non tornano, visto che conosciamo i saldi del deficit rispetto al pil dei prossimi tre anni (2,4%, 2,1% e 1,8%, ...

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Il monito di Draghi aiuta Tria a resistere ma per la nostra economia non basta non fare niente

Tria, che con l’uscita a suo favore di Draghi e la reiterata copertura di Mattarella, ha mostrato di non essere solo, dovrà attingere al miglior riformismo socialista che per una vita ha frequentato.    “Le parole in questi mesi sono cambiate molte volte, e sfortunatamente abbiamo visto che hanno creato qualche danno; ora aspettiamo i fatti”, sentenzia il presidente della ...

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La svolta moderata del Governo per ora è solo una “svoltina” finalizzata alle future mosse politiche di Salvini

Qualcuno l’ha chiamato “ravvedimento operoso”, mutuandolo dalla terminologia fiscale. Altri, più prosaicamente, hanno parlato di un furbesco mettersi a vento. Sta di fatto che negli ultimi giorni il linguaggio del governo, e in particolare di Salvini e Di Maio, sia sulle scelte di politica economica che ci si accinge a fare sia su Europa, euro e mercati, è improvvisamente e ...

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Se l’andazzo è questo e prima che lo spread ci sotterri meglio la crisi di Governo (anche al buio)

Meglio una crisi di governo che un governo che produce crisi. E se alla morte dell’esecutivo dovesse seguire anche quella della legislatura, pazienza. Non è, il nostro, né un auspicio né un’esortazione stile “tanto peggio, tanto meglio”. È una constatazione, per quanto amara: di fronte all’aggravarsi della situazione e in vista di scadenze, ormai prossime, di vitale importanza, è preferibile ...

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Il disastro di Genova certifica il declino dell’Italia ma può scuotere le coscienze della minoranza operosa per un nuovo Risorgimento

Genova, Italia. La sconvolgente tragedia di Genova, tanto nelle sue cause quanto nelle conseguenze e nelle reazioni che ha suscitato, appare la nitida fotografia dell’Italia, del suo ormai trentennale declino e della crisi di sistema che stiamo drammaticamente vivendo. Se vogliamo, anche per onorare le vittime e rendere un po’ meno inutile la loro morte, trarre una lezione da quanto ...

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Tra gli inciampi della politica e gli affanni dell’economia andiamo in vacanza con un’unica certezza: l’incertezza

Andiamo in vacanza, ma rischiamo di non godercela. Alla vigilia delle ferie, infatti, prevale un senso di incertezza per quello che potrà accadere al nostro ritorno, e forse già in agosto. Due le cose che più di altre ci generano ansia: la tenuta del quadro politico e l’andamento dell’economia. Che finiscono con l’essere insieme causa e conseguenza l’una dell’altra. Il ...

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L’Europa si divide sui migranti e non si accorge che l’economia frena e la politica muscolare non paga.

Siamo sicuri che l’Italia e l’Europa stiano affrontando le loro vere priorità? C’è grande pathos intorno al tema dei migranti e della loro accoglienza (o meno), cui è stato dedicato il tanto atteso Consiglio europeo, che non sembra aver prodotto alcun risultato significativo, tanto che le regole del gioco cosidette di Dublino sono destinate a rimanere pressoché intatte. Nonostante i ...

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PERCHÉ NON POSSIAMO SENTIRCI TRANQUILLIZZATI DALLO SCAMPATO PERICOLO DELLE ELEZIONI ANTICIPATE

Qualcuno non sarà tentato dal mettere in conto la brevità di questa esperienza di governo, considerandola – come ha scritto Massimo Franco sul Corriere della Sera – una sorta di taxi elettorale per cui si faranno un po’ di leggi in deficit per poi utilizzare le reazioni severe di Bruxelles e di Berlino come vessilli da sventolare nella nuova orgia elettorale?

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LA MEDIOCRITÀ CHE CI SOMMERGE È FIGLIA NOSTRA, MA SE LA CRISI DA POLITICA DIVENTA ISTITUZIONALE È LA FINE DELLA REPUBBLICA

La conseguenza di questi errori è adesso sotto gli occhi di noi tutti. L’Italia la sera dell’ottantaduesimo giorno dal voto non ha ancora un esecutivo, mentre uno scontro furibondo imprigiona le due forze che, rompendo la geometria delle alleanze e delle ostentate solitudini elettorali, hanno sovvertito dettami e prassi costituzionali per arrivare a stipulare un contratto di governo, e con loro un presidente del Consiglio incaricato venuto dal nulla e il Capo dello Stato, strattonato tra chi gli intima di rinunciare (di fatto) alle prerogative che gli articoli 92 e 95 della Costituzione gli attribuiscono e chi gli rinfaccia di non farle valere a sufficienza

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Il Governo Di Maio – Salvini parte carico di contraddizioni e rischia di fermarsi già a marzo in vista delle elezioni europee

A caldo, subito dopo il voto del 4 marzo scrivemmo qui “preparatevi alla disgregazione”, specificando che sarebbe stato un bene perché l’unico frutto che era sperabile potesse dare la nuova legislatura consisteva proprio nella frantumazione dei partiti e delle alleanze che si erano presentati alle elezioni e che da esse erano usciti tutti sconfitti, anche se distinguibili tra nettamente perdenti ...

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L’unico modo di uscire dall’emergenza istituzionale è un’assemblea costituente. Chiedere al Prof. Della Cananea

Ma l’avranno capito i Di Maio, i Salvini, i Berlusconi, i Renzi e i loro rispettivi oppositori interni, che sono destinati a uscire non solo sconfitti ma addirittura massacrati politicamente da questo passaggio della vita della Repubblica che giustamente Michele Ainis ha definito di “emergenza istituzionale”? Temiamo di no, e forse è proprio questa loro insipienza a determinare l’alto grado ...

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Altro che Terza Repubblica, siamo ancora nel pieno di una crisi infinita della prima. Tre le condizioni per uscirne.

Se questa è la Terza Repubblica, Dio ce ne scampi e liberi. No, il problema non è il mese che è già passato dalle elezioni e le settimane, o mesi, che ancora dovranno passare prima di scoprire se avremo un governo, e quale. Ma le modalità con cui si sta affrontando il problema della formazione di una maggioranza e dunque ...

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La distanza siderale tra realtà e promesse elettorali spingerà tutti verso un governo di unità nazionale

Fateci caso: tanto è tambureggiante il susseguirsi di indiscrezioni circa le frenetiche mosse e contromosse che le forze politiche stanno facendo per trovare un qualche accordo di governo, o per acconciarsi al meglio ad una nuova eventuale campagna elettorale, quanto è assordante il silenzio circa il profilo programmatico che dovrebbero avere i diversi esecutivi su cui si sta almanaccando. Eppure, ...

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Altro che Terza Repubblica, questa sarà la legislatura in cui partiti e alleanza si disgregheranno (e sarà un bene)

Preparatevi alla disgregazione. Non c’è solo tattica, ma sarebbe meglio dire bassa cucina, in ciò a cui ci tocca assistere in queste ore dedicate alla ricerca dei presidenti di Senato e Camera – che, giova ricordarlo, sarebbero la seconda e la terza carico dello Stato, costituzionalmente parlando – tra presunti vincitori delle elezioni che pretendono di farla da padroni e ...

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