Enrico Cisnetto

Editorialista economico e opinion leader, da anni studio e descrivo i processi di cambiamento del capitalismo italiano e internazionale, soprattutto in relazione alle dinamiche politiche. Già direttore di diverse testate della Rusconi, vicedirettore del quotidiano l’Informazione e vicedirettore del settimanale Panorama, svolge un’intensa attività di editorialista per Il Messaggero, Il Foglio, Il Gazzettino di Venezia, La Sicilia di Catania, Liberal e Il Mondo. Cura una rubrica quotidiana nella trasmissione radiofonica Zapping (Rai Radio1) ed è spesso ospite delle trasmissioni di approfondimento e telegiornali di Rai, Mediaset, Sky, La7. Presidente di “Società Aperta”, è direttore responsabile del quotidiano on-line TerzaRepubblica.it

Mentre tutti ci bocciano evocare spettri che non esistono significa solo rendere certo l’unico pericolo che dovremmo temere: la deriva argentina

La “troika”, pur in versione informale, boccia l’Italia senza appello. In una sola giornata il presidente della Bce, Mario Draghi, ha detto senza mezzi termini che per i paesi fortemente indebitati è necessaria la “piena adesione” al patto di stabilità Ue, ma il Fondo Monetario certifica che stiamo andando in direzione esattamente opposta e il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, suggella il ...

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E se il cortocircuito manovra-spread-rating-deafult fosse il grimaldello per far saltare l’eurosistema?

C’è un mistero intorno alle politiche di bilancio del governo che la (tardiva) presentazione dei dati mancanti del Def, arrivata una settimana dopo i festeggiamenti grillini dal balcone di palazzo Chigi, non chiarisce. E non ci riferiamo ai conti che non tornano, visto che conosciamo i saldi del deficit rispetto al pil dei prossimi tre anni (2,4%, 2,1% e 1,8%, ...

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Il monito di Draghi aiuta Tria a resistere ma per la nostra economia non basta non fare niente

Tria, che con l’uscita a suo favore di Draghi e la reiterata copertura di Mattarella, ha mostrato di non essere solo, dovrà attingere al miglior riformismo socialista che per una vita ha frequentato.    “Le parole in questi mesi sono cambiate molte volte, e sfortunatamente abbiamo visto che hanno creato qualche danno; ora aspettiamo i fatti”, sentenzia il presidente della ...

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La svolta moderata del Governo per ora è solo una “svoltina” finalizzata alle future mosse politiche di Salvini

Qualcuno l’ha chiamato “ravvedimento operoso”, mutuandolo dalla terminologia fiscale. Altri, più prosaicamente, hanno parlato di un furbesco mettersi a vento. Sta di fatto che negli ultimi giorni il linguaggio del governo, e in particolare di Salvini e Di Maio, sia sulle scelte di politica economica che ci si accinge a fare sia su Europa, euro e mercati, è improvvisamente e ...

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Se l’andazzo è questo e prima che lo spread ci sotterri meglio la crisi di Governo (anche al buio)

Meglio una crisi di governo che un governo che produce crisi. E se alla morte dell’esecutivo dovesse seguire anche quella della legislatura, pazienza. Non è, il nostro, né un auspicio né un’esortazione stile “tanto peggio, tanto meglio”. È una constatazione, per quanto amara: di fronte all’aggravarsi della situazione e in vista di scadenze, ormai prossime, di vitale importanza, è preferibile ...

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Il disastro di Genova certifica il declino dell’Italia ma può scuotere le coscienze della minoranza operosa per un nuovo Risorgimento

Genova, Italia. La sconvolgente tragedia di Genova, tanto nelle sue cause quanto nelle conseguenze e nelle reazioni che ha suscitato, appare la nitida fotografia dell’Italia, del suo ormai trentennale declino e della crisi di sistema che stiamo drammaticamente vivendo. Se vogliamo, anche per onorare le vittime e rendere un po’ meno inutile la loro morte, trarre una lezione da quanto ...

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Tra gli inciampi della politica e gli affanni dell’economia andiamo in vacanza con un’unica certezza: l’incertezza

Andiamo in vacanza, ma rischiamo di non godercela. Alla vigilia delle ferie, infatti, prevale un senso di incertezza per quello che potrà accadere al nostro ritorno, e forse già in agosto. Due le cose che più di altre ci generano ansia: la tenuta del quadro politico e l’andamento dell’economia. Che finiscono con l’essere insieme causa e conseguenza l’una dell’altra. Il ...

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L’Europa si divide sui migranti e non si accorge che l’economia frena e la politica muscolare non paga.

Siamo sicuri che l’Italia e l’Europa stiano affrontando le loro vere priorità? C’è grande pathos intorno al tema dei migranti e della loro accoglienza (o meno), cui è stato dedicato il tanto atteso Consiglio europeo, che non sembra aver prodotto alcun risultato significativo, tanto che le regole del gioco cosidette di Dublino sono destinate a rimanere pressoché intatte. Nonostante i ...

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PERCHÉ NON POSSIAMO SENTIRCI TRANQUILLIZZATI DALLO SCAMPATO PERICOLO DELLE ELEZIONI ANTICIPATE

Qualcuno non sarà tentato dal mettere in conto la brevità di questa esperienza di governo, considerandola – come ha scritto Massimo Franco sul Corriere della Sera – una sorta di taxi elettorale per cui si faranno un po’ di leggi in deficit per poi utilizzare le reazioni severe di Bruxelles e di Berlino come vessilli da sventolare nella nuova orgia elettorale?

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LA MEDIOCRITÀ CHE CI SOMMERGE È FIGLIA NOSTRA, MA SE LA CRISI DA POLITICA DIVENTA ISTITUZIONALE È LA FINE DELLA REPUBBLICA

La conseguenza di questi errori è adesso sotto gli occhi di noi tutti. L’Italia la sera dell’ottantaduesimo giorno dal voto non ha ancora un esecutivo, mentre uno scontro furibondo imprigiona le due forze che, rompendo la geometria delle alleanze e delle ostentate solitudini elettorali, hanno sovvertito dettami e prassi costituzionali per arrivare a stipulare un contratto di governo, e con loro un presidente del Consiglio incaricato venuto dal nulla e il Capo dello Stato, strattonato tra chi gli intima di rinunciare (di fatto) alle prerogative che gli articoli 92 e 95 della Costituzione gli attribuiscono e chi gli rinfaccia di non farle valere a sufficienza

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Il Governo Di Maio – Salvini parte carico di contraddizioni e rischia di fermarsi già a marzo in vista delle elezioni europee

A caldo, subito dopo il voto del 4 marzo scrivemmo qui “preparatevi alla disgregazione”, specificando che sarebbe stato un bene perché l’unico frutto che era sperabile potesse dare la nuova legislatura consisteva proprio nella frantumazione dei partiti e delle alleanze che si erano presentati alle elezioni e che da esse erano usciti tutti sconfitti, anche se distinguibili tra nettamente perdenti ...

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L’unico modo di uscire dall’emergenza istituzionale è un’assemblea costituente. Chiedere al Prof. Della Cananea

Ma l’avranno capito i Di Maio, i Salvini, i Berlusconi, i Renzi e i loro rispettivi oppositori interni, che sono destinati a uscire non solo sconfitti ma addirittura massacrati politicamente da questo passaggio della vita della Repubblica che giustamente Michele Ainis ha definito di “emergenza istituzionale”? Temiamo di no, e forse è proprio questa loro insipienza a determinare l’alto grado ...

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Altro che Terza Repubblica, siamo ancora nel pieno di una crisi infinita della prima. Tre le condizioni per uscirne.

Se questa è la Terza Repubblica, Dio ce ne scampi e liberi. No, il problema non è il mese che è già passato dalle elezioni e le settimane, o mesi, che ancora dovranno passare prima di scoprire se avremo un governo, e quale. Ma le modalità con cui si sta affrontando il problema della formazione di una maggioranza e dunque ...

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La distanza siderale tra realtà e promesse elettorali spingerà tutti verso un governo di unità nazionale

Fateci caso: tanto è tambureggiante il susseguirsi di indiscrezioni circa le frenetiche mosse e contromosse che le forze politiche stanno facendo per trovare un qualche accordo di governo, o per acconciarsi al meglio ad una nuova eventuale campagna elettorale, quanto è assordante il silenzio circa il profilo programmatico che dovrebbero avere i diversi esecutivi su cui si sta almanaccando. Eppure, ...

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Altro che Terza Repubblica, questa sarà la legislatura in cui partiti e alleanza si disgregheranno (e sarà un bene)

Preparatevi alla disgregazione. Non c’è solo tattica, ma sarebbe meglio dire bassa cucina, in ciò a cui ci tocca assistere in queste ore dedicate alla ricerca dei presidenti di Senato e Camera – che, giova ricordarlo, sarebbero la seconda e la terza carico dello Stato, costituzionalmente parlando – tra presunti vincitori delle elezioni che pretendono di farla da padroni e ...

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Disgusto, paure e ansie all’orgine di un voto autolesionista. Ma per fortnua non ha vinto nessuno

Invece di analizzare il voto e i suoi molteplici perché, il dibattitto politico post elettorale è subito virato verso le sue conseguenze più stringenti: dalla nomina dei presidenti delle due camere alla scelta del presidente del Consiglio incaricato, passando per gli equilibri interni ai partiti e alle coalizioni. Questo senza tener conto di due elementi. Il primo, è che si ...

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Per chi voterebbe il PD ma considera Renzi un ostacolo insormontabile, l’unica alternativa è Bonino

Cari lettori-elettori, dopo aver esaminato logiche e conseguenze del voto al centro-destra, formalmente unito in coalizione ma più che mai diviso e destinato a scomporsi ulteriormente dopo le elezioni con la sempre più probabile spaccatura della Lega (destinata però a prendere più seggi di Forza Italia), e dopo aver ragionato intorno al dilemma astensione o voto ai 5stelle, questa volta ...

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Senza Grillo e nonostante scandali e dilettantismi conclamati i 5 Stelle saranno comunque primi ma (per fortuna) sono destinati a spaccarsi e diventare altro

Dopo aver esaminato, la settimana scorsa, i pro (pochi) e i contro (molti) di un voto dato al centro-destra, e in attesa di fare altrettanto, tra sette giorni, con il Pd e il centro-sinistra, stavolta analizziamo logica e possibili conseguenze di una scelta a favore del movimento 5stelle. Intanto, partiamo da un assunto. Fin qui il voto ai grillini è ...

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Votare Berlusconi, magari turandosi il naso? Occhio perché il centrodestra è un algoritmo impossibile e lo schema tedesco ci aspetta

La Germania si avvia, quasi cinque mesi dopo le elezioni e al termine di una trattativa tanto serrata quanto seria, ad avere un governo. Sarà un esecutivo forte, sia sul piano politico che parlamentare, destinato a durare per l’intera legislatura. Lo compongono forze che in campagna elettorale si sono contrapposte senza mai, però, delegittimarsi reciprocamente. Non a tutti in Germania ...

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Saremo costretti a eleggere un parlamento “devitalizzato” ma a fare la partita dopo il voto saranno il capo dello stato e le riserve della repubblica

Aridateci le correnti. Di fronte al nauseante spettacolo della formazione delle liste elettorali – cui, chi più chi meno, non si è sottratto nessuno, neppure le vestali della democrazia diretta – con scelte che porteranno  a Camera e Senato soldatini ciecamente obbedienti, creando un parlamento “devitalizzato”, divampa in noi la nostalgia del tempo che fu, quando i partiti – che tali ...

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Diamo il voto solo a chi dice fin d’ora se e con quali forze dopo le elezioni farà patti di governo

Gira e rigira, si finisce sempre lì. Anche in queste elezioni, come per tutte quelle che si sono succedute dal 1994 in poi, il dilemma riguarda il grado di contrapposizione delle diverse forze in campo. È più opportuno che la lotta politica e il contrasto delle identità sia massimo, esaltato fino allo scontro (per quanto verbale), oppure è preferibile che ...

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Se la campagna elettorale sarà solo ricette miracolose e promesse mirabolanti il risultato è già scritto: vinceranno i populisti doc.

Scoraggiante, deprimente, irritante. Sono molti gli aggettivi che si possono usare, senza timore di esagerare, per descrivere la campagna elettorale che ci accompagnerà al voto del 4 marzo prossimo. Poche settimane, ma saranno più che sufficienti a darci la misura del livello di indecenza a cui è scaduta la politica italiana. Gli italiani, che da un lato sembrano rassegnati a ...

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2017, bilancio modesto legislatura, ennesima occasione mancata. Per fortuna c’è Mattarella

Con un atto di saggezza istituzionale e di intelligenza politica di Sergio Mattarella si è (finalmente) chiusa la 17ma legislatura repubblicana, il cui bilancio è disastroso sotto il profilo parlamentare, politico e strategico, mentre è buono – ma solo apparentemente – per quanto riguarda la salute economica del Paese, nel confronto tra quella da prognosi riservata di inizio mandato e ...

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Il veleno Berlusconi-Salvini è solo l’anticipo dei guai che rischiamo. L’antidoto? 18 mesi di larghissime intese

Invece di ingegnarsi a parlare al Paese della concretezza dei problemi e di come risolverli – approfondendo l’analisi, fin qui inesistente o nel migliore dei casi superficiale, e dando un  po’ di respiro strategico alla proposta programmatica, per ora approssimativa e viziata dal populismo – i leader politici si apprestano ad animare l’ennesima campagna elettorale all’insegna della delegittimazione, che ai ...

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Il censis dice che siamo rancorosi? Per forza, la politica abdica, per governare ci vuole un generale dei carabinieri e le alleanze si fanno dal notaio

La nuova legge elettorale comincia a far danno prima ancora di essere usata. La quota maggioritaria, pur pesando solo per un terzo rispetto a quella proporzionale, ha indotto a riesumare le vecchie coalizioni che il combinato disposto del tripolarismo che ha soppiantato il bipolarismo della Seconda Repubblica, del ciclone Renzi che ha rotto la grande rete ulivista a sinistra e ...

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La pericolosa contraddizione tra l’economia che va meglio (grazie a Draghi) e la politica sempre peggio rischia di aprire le porte al commissariamento europeo

Mentre la campagna elettorale è ormai in pieno svolgimento, il bollettino della congiuntura economica offre armi alle diverse fazioni per continuare la stupida guerra della delegittimazione reciproca. Da un lato, l’aggiungersi di qualche decimale alla previsione di incremento del pil, che potrebbe chiudere l’anno a +1,6% (sicuramente +1,5%), consente alla maggioranza di governo, e in particolare al Pd, di affermare ...

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Una brutta (ma inevitabile) fiducia partorisce una legge “usa e getta” che farà male a chi l’ha voluta e lascerà il paese senza governo

È una fiducia mal posta e malriposta quella che il governo ha chiesto e la Camera ha dato alla quinta legge elettorale degli ultimi venticinque anni? A parte ogni (inutile) commento sul ritmo di una diversa normativa ogni legislatura, vero e proprio record mondiale, la risposta è affermativa per entrambi i quesiti. Con una differenza sostanziale: mentre la scelta di ...

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Il quarto governo Merkel si farà, e senza scandalo mentre la “urnocrazia” italica rischia di rendere impossibile a Roma ciò che a Berlino è normale

Merkel

I giudizi – quasi unanimemente impropri – che in Italia sono stati espressi sull’esito delle elezioni tedesche, hanno rianimato i sacerdoti dell’urnocrazia (il copyright è di Davide Giacalone), cioè quella particolare religione che venera il dogma secondo cui a seggi appena chiusi si debba subito sapere chi ha vinto e chi ha perso le elezioni e chi di conseguenza governerà, ...

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Gli Italiani alla guida del governo vogliono un “moderato dirompente” ecco perché il mediatore Gentiloni deve diventare anche decisionista

Tra i tanti sondaggi inutili che quotidianamente ci inondano, ce n’è uno, realizzato dalla Ipsos, sui risultati del quale è invece opportuno soffermarsi. La domanda più interessante riguarda il tipo di leader che servirebbe in questo momento. La risposta divide a metà il campione interpellato: il 51% dice soprattutto “moderato”, il 46% “dirompente”. Vince dunque il desiderio di una guida ...

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I populisti a Cernobbio sono il segno che il nostro establishment non è meglio della politica

Per chi confondesse l’attuale “ripresina” economica con il ritorno ad una solida e duratura crescita strutturale – che avevamo perso ben prima della crisi mondiale del 2008 – e coltivasse l’infondata speranza che l’Italia abbia smesso di scivolare sul piano inclinato del declino (politico, sociale, economico e culturale), consigliamo una lettura e una riflessione. La prima riguarda un articolo scritto ...

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Nonostante la ripresa economica nella valigia delle vacanze pessimismo e sfiducia, più di quanto la politica (miope) non creda. A tutto vantaggio dei populisti

Gli italiani vanno in vacanza, e TerzaRepubblica con loro, guardando alla politica con lo stesso distacco e disgusto di sempre. Nonostante un presidente del Consiglio rassicurante – condizione necessaria ma non sufficiente, anzi sempre meno sufficiente – e non più un presunto premier arrogante e dividente, nonostante un clima economico indubbiamente meno cupo, la sensazione più diffusa è che il ...

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