Enrico Cisnetto

Editorialista economico e opinion leader, da anni studio e descrivo i processi di cambiamento del capitalismo italiano e internazionale, soprattutto in relazione alle dinamiche politiche. Già direttore di diverse testate della Rusconi, vicedirettore del quotidiano l’Informazione e vicedirettore del settimanale Panorama, svolge un’intensa attività di editorialista per Il Messaggero, Il Foglio, Il Gazzettino di Venezia, La Sicilia di Catania, Liberal e Il Mondo. Cura una rubrica quotidiana nella trasmissione radiofonica Zapping (Rai Radio1) ed è spesso ospite delle trasmissioni di approfondimento e telegiornali di Rai, Mediaset, Sky, La7. Presidente di “Società Aperta”, è direttore responsabile del quotidiano on-line TerzaRepubblica.it

Siamo ad un bivio drammatico e ci arriviamo schiacciati tra un partito che non c’è più e uno che non c’è ancora

Chiuso definitivamente con il referendum il più che ventennale periodo maggioritario e bipolare, impropriamente chiamato Seconda Repubblica, della storia politica post bellica, l’Italia è entrata in una fase di transizione, una zona grigia in cui quel che resta del sistema politico è vittima tanto del partito che “non c’è più” quanto di quello che “non c’è ancora”. Il primo, naturalmente, ...

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Il declino di Renzi, l’ascesa di Macron, le chances di Schulz e il “Partito che non c’è”

Cercano risposte a problemi complessi, e non fanno credere ai francesi e ai tedeschi che basterà la loro personalità per risolverli.

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Un’alleanza populista Grillo-Salvini-Meloni è un pericolo più che reale. Guai a chi lo favorisce

Mentre, per fortuna, s’infittisce e cresce di autorevolezza la schiera di coloro che si rifiutano di pensare che la soluzione dei problemi nazionali stia nell’anticipare di un anno le elezioni politiche, qualcuno ha ragionato su quale potrebbe essere l’effetto della (infausta) decisione della Corte Costituzionale di non cassare il premio per chi raggiunge il 40% dei voti? Fermo restando che ...

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Altro che elezioni subito qui c’è da fronteggiare la resa del nostro capitalismo e la fuga del risparmio.

Ai fini del governo del Paese, è più importante la decisione della Corte Costituzionale sulla legge elettorale, di cui tutta la politica e buona parte dei media sembrano occuparsi in modo spasmodico al fine di indicare o pronosticare la data delle prossime elezioni, oppure le conseguenze dello spread a 175-180 punti, sui massimi dal 2015, di cui nessuno parla, e della ...

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E’ venuto il momento che Gentiloni parli al paese e definisca l’agenda (come suggerisce Calenda)

Avviso ai naviganti: se dopo aver buttato via il 2016 per colpa del referendum, ora l’Italia dovesse far rotta nel mare periglioso e inquinato di una lotta politica basata sul ritorno o meno di Matteo Renzi, e relativa guerra interna al Pd, dividendosi su legge elettorale – la prossima settimana dovrebbe arrivare il giudizio della Corte Costituzionale sull’Italicum – e ...

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Il “caso banche” passaggio decisivo per Gentiloni (se vuole durare)

Anno nuovo, (cattive) abitudini vecchie. Quando la politica italiana fatica a risolvere i problemi, vuoi per mancanza di soluzioni vuoi per incapacità di metterle in atto quando ci sono, puntualmente si rifugia nell’ammuina mediatica intorno al tema del “perché” ma soprattutto del “per colpa di chi” i problemi medesimi si sono creati. Ora, se analizzare la genesi di una questione ...

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Sarà pure un “Renzi Bis” ma il vero nemico del Governo Gentiloni è proprio Matteo Renzi

Non avendo per nulla metabolizzato la sconfitta, né per quanto lo riguarda personalmente né per il più generale significato di spartiacque tra un prima e un dopo che il referendum è destinato ad avere nella politica italiana

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C’era una volta il ceto medio

Il Paese cambia, ma chi lo “legge” usa occhiali vecchi e chi lo dirige applica modelli superati

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Per scegliere tra Sì e No è più utile giudicare quello che è stato fin qui piuttosto che pronosticare gli scenari del “dopo”

Gli italiani, pur con tutta la buona volontà, non ce l’hanno fatta a diventare dei costituzionalisti in erba. Anche perché, se ci fossero riusciti non ci sarebbe un numero rilevante di persone che vota Sì asserendo, in nome del cambiamento purchessia, che una riforma vale l’altra e che comunque una qualunque riforma (nella fattispecie questa) è meglio dello status quo. Ma ...

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Gli erorri in sincrono di Berlusconi e Renzi che rischiano di compromettere l’unica soluzione possibile per il dopo referendum

Matteo Renzi e Silvio Berlusconi

 Che errori. Sarà che un po’ si somigliano, ma in questa concitata fase pre-referendum, Berlusconi e Renzi stanno sbagliando in perfetta sincronia. E a far loro prendere delle cantonate è, more solito, l’ego ipertrofico di cui sono entrambi ampiamente dotati. Clamoroso – ma non inaspettato, almeno per noi – è il comportamento del fondatore di Forza Italia nei confronti di ...

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La vittoria da Trump spiana la strada (indirettamente) al No nel Referendum

I nostri lettori con i capelli bianchi ricorderanno che negli anni Settanta un intellettuale di cui oggi si è perso lo stampo, Alberto Ronchey, parlava di “rivoluzione delle aspettative crescenti”, che più tardi finì per descrivere come una vera e propria “schiavitù”.

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