Attenti ai surrogati dell’oppio teologico.

di Franco Luceri | 16 ottobre 2017

Se il sapere laico fosse riuscito a saziare il bisogno di capire degli umani, più del sapere religioso; almeno gli ultimi secoli di filosofia liberale democratica avrebbero dovuto indurre nei popoli, una maggiore libertà di pensiero e capacità di autogoverno. Invece, dal neonato al moribondo brancoliamo tutti nel buio pesto del caos naturale e culturalmente indotto.

La cultura occidentale ha liberato i popoli dagli “oppiaci teologici”, (dalla millenaria schiavitù clericale); non per farli più indipendenti, ma più dipendenti e sfruttarli, inducendoli a scimunirsi di oppiacei filosofici, (tipo comunismo, fascismo, nazismo), e ora ad offrirsi da vittime sacrificali ai nuovi produttori industriali di menzogna ottundente, spacciata per verità liberale nella scuola, stampa, mercato, finanza strozzina, politica ladra e giustizia incubo o latitante.

Tanto è, che trovare un collezionista di lauree che abbia capito tanto da poterlo spiegare al gregge dei poco istruiti, o quanto meno alle tre razze di finti pastori: professori, padroni e politici, che “come ciechi conducono i ciechi“, direbbe Henry Miller, è un avvenimento mondiale.

Tre razze di pastori sbronzi di oppiacei filosofici e matematici, che si sono inventati la quarta razza intermedia dei burocrati o tecnocrati con funzione di cane da pastore, per addossargli la responsabilità delle pecore sociali che finiscono nel burrone, in bocca al lupo, non figliano, non fanno latte o lo fanno già scremato, acido o avvelenato: insomma dello spappolamento sociale crescente fino alla classe media, del crollo della produttività economica e relativa crescita esponenziale di poveri.

70.000 italiani perdono la casa ogni anno, Maurizio Belpietro su RAI TRE.

Invece la colpa è esclusiva dei  pastori stupidi o ladri:

1) Quelli che sanno insegnare ma non sanno fare, e si limitano ad impedire ai popoli di capire, degradandoli alla condizione di gregge sfruttabile e macellabile per padroni negrieri e politici rosatellum. Come dire, accecano di cultura idiota i cittadini critici ed esigenti, per convertirli in sudditi rassegnati alla finta democrazia culturale, e vera alla tirannide economica.

2) I padroni della borsa altrui, sfruttatori, negrieri, affaristi, galoppini, corrotti, esattori e strozzini, provetti borseggiatori di popoli.

3) E i politici, finti democratici, che avviano il gregge di scimuniti allo sfruttamento e impoverimento, a colpi di leggi, decreti, regolamenti, rapine finanziarie e tributarie, fino allo sfascio e a l’inevitabile guerra civile.

Vedi popolo italiano uno e indivisibile da 150 anni, ma per fare miliardario il nord e mafioso il sud, pur avendo professori, giornalisti e burocrati doppi o tripli rispetto al nord.

Insomma, quelli che SANNO (i sacerdoti della cultura), non hanno altra funzione che rendere i cittadini dipendenti e rassegnati al sapere scientifico, al progresso tecnologico e alla truffa delle leggi elettorali incostituzionali; insomma per impedirli di capire e difendersi dagli abusi di chi HA e di chi PUO’: dai padroni negrieri, dai banchieri strozzini e dagli utili idioti della politica loro stupidi o corrotti procacciatori d’affari.

Ora voi vi starete chiedendo, e in tutto questo porcaio, i giudici che ruolo hanno? Nessuno. Da fauna pubblica, anche loro sono allevati a gustosi croccantini, come gatti da salotto, per non disturbare le mandrie di pantegane domiciliate o residenti nei parmigiani della ricchezza nazionale, e indefessamente impegnate a svuotarli a spese di quel fesso di Pantalone.

E se mai qualche gatto giudiziario malato terminale di legalità e giustizia (vedi Falcone e Borsellino) osasse disturbare la meritevole opera di appropriazione indebita delle pantegane di Stato e compagni di merenda associati a colpi di mazzette; come dire, di coloro che SANNO, HANNO, o POSSONO mangiarsi l’Italia e gli italiani, si complicherebbe non poco la vita.

P.S. E chi non fosse ancora convinto della catastrofe Italia, vada a studiarsi in sala parto: il rosatellum truffellum.

Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

Rispondi

Il suo indirizzo e-mail non verrà pubblicatoI campi obbligatori sono marcati *

*