Attenti ai somari in cattedra

Le cabine elettorali sembrano capaci di convertire i nazisti in nazareni, ma alla fine i tiranni finti democratici, oltre ad uccidere il popolo, finiscono per tiranneggiare persino se stessi.

di Franco Luceri | 16 aprile 2018

Ti ritrovi un somaro in cattedra, se affidi l’insegnamento di ingegneria navale ad un ingegnere aerospaziale, o viceversa. E per la stessa ragione, di somari, ti ritrovi a governare un esercito, se pensi di essere a capo di un popolo democratico, per il solo fatto di aver convertito una dittatura in democrazia.

Tutto lo scibile umano che serve per formare un popolo governabile tirannicamente, è monnezza assassina, se poi lo stesso popolo in quattro e quattr’otto si ritrova ĺibero di autogovernarsi.

Le cabine elettorali sembrano capaci di convertire i nazisti in nazareni, ma alla fine i tiranni finti democratici, oltre ad uccidere il popolo, finiscono per tiranneggiare persino se stessi.

Ora voi mi direte, come fai a dimostrare che un comunista è liberale e liberista finto anche se giura di essere volterriano doc? Semplice.

Sia il comunista finto che il liberale finto si contraddicono pure nel sonno, perché difendono o solo le ragioni dei lavoratori (anche se sfacciatamente sfaticati e parassiti) o solo quelle dei padroni (anche se autentici strozzini).

E non gliene frega una mazza  se migliaia di piccoli imprenditori vengono ridotti al fallimento o istigati al suicidio, se le multinazionali scappano, le banche falliscono e gli ex lavoratori ingrossano l’esercito dei poveri disoccupati.

Nei problemi di un popolo, politica giustizia e mercato non centrano per niente,  è sempre e solo sbagliata la cultura.

Da liberi si diventa democratici soltanto dopo mezzo secolo di istruzione al rispetto dei singoli e della collettività, altrimenti ci illudiamo tutti di pensare da democratici, ma di fatto ci comportiamo da anarchici e terroristi omicidi e suicidi.

Vedi Italia, siamo il miglior popolo del mondo, ma ridotti con le pezze in c*** come fossimo il peggiore, perché in fatto di cultura Democratica non abbiamo ancora comprato l’abecedario e manco la tavola pitagorica.

 

Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

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