Attacchi a Mattarella: la verità è il minimo

O il Corriere della Sera ha abboccato ad una polpetta avvelenata, o siamo di fronte ad una gravissima interferenza. In ogni caso, da parte di chi e perché?

di Nicola Cariglia | 6 Agosto 2018

Si possono fare varie ipotesi sul perché i giornali abbiano messo la mordacchia alla notizia, clamorosa, delle intrusioni nella politica italiana attraverso una serie di attacchi sui social network al nostro presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Secondo il Corriere della Sera, un vero attacco a suon di tweet sarebbe partito nella notte tra il 27 e il 28 maggio, quella del no opposto dal Presidente della Repubblica alla nomina di Paolo Savona al ministero dell’Economia. In pochi minuti sarebbero stati creati quattrocento nuovi profili e inviati migliaia di messaggi per chiedere il passo indietro del nostro Capo dello Stato. E molte firme dietro a quei messaggi sarebbero uguali a quelle riscontrate già nel Russiagate. La polizia postale, secondo il Corriere della Sera, ha accertato che l’attacco, i messaggi e la creazione degli account fasulli hanno una unica fonte e, dunque, una cabina di regia. Una regia con ogni probabilità all’estero, che agisce servendosi di account creati strumentalmente e, anche, usando profili twitter di persone del tutto ignare e di persone altre volte sollecitate da agenti russi sotto copertura ad intervenire in varie campagne condotte tramite la rete, a favore dei partiti populisti, dei sovranisti e degli antieuropei.

Che una notizia tanto rilevante abbia per ora avuto una eco “ovattata” non necessariamente deve indurre a pensare ad una stampa “complice”. Gli elementi resi noti dal Corriere della Sera non sono così dettagliati da offrire un quadro preciso. Ma la notizia è clamorosa: non si tratta di banali fake news, di cui è piena la rete. Non si tratta di campagne orchestrate da agenzie italiane ingaggiate e pagate da partiti ed esponenti politici in maniera sempre più massiccia e soffocante, che è facile intravedere nei messaggi pubblicati attraverso Facebook e Twitter. Si tratta di intrusione di un Paese estero nelle vicende politiche italiane. Oltretutto, le ha denunciate non un piccolo giornale di provincia ma Il Corriere della Sera che è ancora il primo giornale italiano. E se è plausibile la prudenza, altrettanto non sarebbe la rinuncia a seguire la vicenda e approfondirla, con propri giornalisti, da parte delle Testate concorrenti.

Insomma: ora che il sasso è stato lanciato, non è più possibile nascondere la mano. Perché o il Corriere della Sera ha abboccato ad una polpetta avvelenata, o siamo di fronte ad una gravissima interferenza. Ma anche nel primo caso ogni risvolto dovrebbe essere chiarito. Perché e chi, avrebbe messo il veleno nella polpetta?

Nicola Cariglia

 

 

Nicola Cariglia ha svolto un'intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana. Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell'Aeroporto di Firenze. Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

27 commenti

  1. Mattarella ha esercitato le sue prerogative di Presidente della Repubblica. Lo ha fatto bene e con coraggio. In un Paese a pavidità diffusa e aduso ad assoggettarsi alle maree montanti, non è poco. Piuttosto altri volevano che si piegasse ai loro voleri, sic et simpliciter, secondo quella visione totalitaria che intenderebbero imporre.

    • Certo che è curioso che l oggetto del contendere fosse Savona. Ottantenne lamalfiano tutto sommato moderato.
      Non oso immaginare se all’economia avessero proposito Marco Rizzo.
      Oggi più che mai (e non l’ avrei mai creduto) mi sento di sostenere, in Italia, i comunisti.
      Ovviamente quelli che si chiamano tali e ricordano, come Lenin, che il comunismo non è di sinistra. Ma dalla parte dei lavoratori e dei popoli.

      • Nessuna meraviglia, per quanto mi riguarda, che emergano simpatie fra populisti di varia estrazione. Tutti contro la democrazia liberale e parlamentare.

        • Il populismo è socialismo ed è il massimo della democrazia, come ho ricordato nei miei articoli rifavendomi ai testi di Michéa, De Benoist, Lash e andrebbe aggiunto Herzen, populista russo di fine 800 e già amico dei mazziniani risorgimentali italiani.
          Purtroppo non vedo politici populisti nel Parlamento italiano se non a parole.
          Cosa abbia di democratico il liberalismo davvero non so prioprio.
          Esso garantisce la libertà di ma non la libertà da.
          Ovvero garantisce la libertà di chi è ricco. Ma non ha nulla a che vedere con la democrazia e la necessità degli oppressi.
          Anche su questo sarebbe bene tornare al Mazzini criticonei confronti di Bentham
          Oltre che ovviamente al socialismo originario della Prima Internazionale.

          • Un socialista libertario

            No, Bagatin: il socialismo non è populismo, ma il suo opposto. Ripropongo un mio commento dello scorso giugno:
            “Bagatin afferma di sostenere i Comunisti di Rizzo e di essersi avvicinato alla Lega. Ci parla di “fascismo delle origini”, guarda con favore a Putin e a Maduro e si dichiara un conservatore. Queste idee richiamano una precisa linea di pensiero: quella rossobruna. Autoritarismo, dogmatismo, comunitarismo, assenza di dialettica (senza la quale non esiste marxismo!), una malintesa concezione del “sociale” che guarda direttamente alla RSI: tutti ingredienti tipici del pensiero rossobruno. E del resto i Comunisti di Rizzo, sono, per loro stessa ammissione, stalinisti (mi auguro che qualcuno non affermi che Stalin, dittatore feroce tanto quanto Hitler, fosse un comunista o tantomeno un marxista), Putin è un dittatore con uno spaventoso numero di vittime sulla coscienza, nazionalista e imperialista, Maduro è un altro dittatore che insieme a Chavez ha ridotto il suo paese alla fame, la Lega è un partito razzista e xenofobo. E allora diciamolo una volta per tutte: il socialismo “autoritario” e “nazionalitario” non è socialismo, ma il suo opposto: nazionalsocialismo.”

  2. marzio siracusa

    Appunto. Mattarella confonde bene il suo ruolo istituzionale con le sue affinità politiche, e del resto non è il primo da quando le maggioranze che reggono il governo non sono le stesse che hanno eletto il Quirinale.

  3. Se non si distingue tra ruoli istituzionali e ruoli politici e di partito, si abbraccia la visione totalitaria. Che Pensalibero coerentemente contrasta, a maggior ragione in presenza di governi come questo.

    • rodolfo polazzi

      lreggo solo oggi questo post, ma mi pare ugualmente giusto far presente che Il Foglio ha dato giusto rilievo a questa notizia, che anche a me sembra di notevole gravità. e mi sembraancorapiù interessante ciòche aggiunge Il Foglio, e cioè che la “centrale” dei fakes sia stata individuata a Milano. Insomma roba nostrana… e Si può anche essere molto curiosi, dal momento che a milano ha sede anche la Casaleggio & c.. Il Foiglio sottolinea anche la coincidenza che proprio quel giorno partì assieme alla sequela dei fakes anche la richiesta di “impeachment” del prode Giggino, che poi fu costretto a una clamorosa (quanto “segretata” retromarcia) di cui tuttavia non ebbe nemmeno la faccia di vergognarsi o scusarsi.

  4. marzio siracusa

    Mattarella non è il difensore estremo della democrazia, un’interpretazione che ha in sé il lezzo esalato dall’informazione. Mattarella è piuttosto l’ultimo rappresentante, messo su da Renzi il rinnovatore, di una politica di sagrestia morta e defunta, perché si sente arrivare da lontano l’odore del vero nuovo tutt’altro che pannelliano, la denuncia del Concordato, lo sfratto della Chiesa da Roma per ripulire la Chiesa e Roma, e il Tevere di Spadolini né più largo né più stretto, semplicemente il Tevere fiume romano. Ma chi si oppone a questo? Intanto chi da secoli e millenni si recita nemico del cristianesimo, che non sopporterebbe mai la Chiesa smettesse di credersi primadonna per continuare a trafficare sotto le sue sottane.

  5. Caro Danese,
    Non interessano qui i comportamenti dei magistrati se non come fonte di notizia. Che, se vera, come sostanzialmente pare, ha enorme rilievo politico. Certo, se non si ammette la differenza tra campagna a base di articoli firmati e campagna a base di account fssulli e di possibili ingerenze straniere. allora non c’è base di discussione.

  6. Cecco Sanese

    Non ho seguito molto i cimenti sul caso Mattarella-Savona . Quando però sento parlare di una unica regia mi domando ; ma quando furono attaccati, ed in modo ben più pesante, Leone o Cossiga non esisteva ugualmente una regia unica ? Che faceva capo a Scalfari e a qualche altro ” giornalistone ” ? E allora nessun magistrato trovo niente da ridire e nessuna indagine da fare. Riflettiamo un po’….il pensiero unico dominante e gli interessi particolari della grande finanza. Il popolo italiano,bene o male ha votato in un certo modo.Prendiamone atto ! Se poi mi si dice che ci sono stati troppi astenuti, colpa loro che non hanno sentito il “dovere” di votare . Magari non scheda bianca….rischio brogli !

  7. Essere uomo di arte e cultura, e ritrovarsi poi ad operare nell’ambito del Ministero di Cultura Popolare di Di Maio e Salvini. In nome di una vecchia e non rinnegata amicizia, tutta la mia solidarietà a Paolo Francia….

    • Paolo Francia

      Caro Nicola, mi spiace deluderti, ma essere artisti non vuol dire avere delle idee politiche preconcette per definizione, ancora un luogo comune il tuo. Ti deludo ancora di piu’, dicendoti che in tanti colleghi, proprio musicisti e di ottimo livello, hanno espresso il mio stesso voto, segno di uno scollamento totale tra la realtà dei fatti e una certa politica. Constato ancora con piu convinzione del momento del voto, che quella era l’unica opzione possibile, d’altronde le dichiarazioni deliranti di Tajani che vuol rilanciare Berlusconi, ormai ben oltre l’ammazza caffé, sulle macerie lasciate da Renzi nella tua parte politica, stendiamo un velo pietoso, anzi un sipario di spesso velluto.
      Tutta la mia solidarietà, perché non capire in quale direzione sta andando il mondo e quindi non capire come la gente cambi e decida alla luce di quello che accade, è affar tuo.

      • Come tu ed altri votino mi lascia francamente indifferente. L’arruolamento attivo nel Minculpop di Salvini e Di Maio mi sembra un sacrificio inutile per degli artisti. Ma so benissimo che è fenomeno non nuovo in ogni regime che si rispetti.

        • Paolo Francia

          allora Nicola, chiedi asilo politico alla Merkel o a Macron, hanno accolto terroristi di ogni sorta soprattutto in Francia, non avranno problemi ad accogliere un moderato della tua stazza! Gli dovrai spiegare che sei in un regime.

  8. Paolo Francia

    Certo, Nicola ormai appartenente al “Fronte Repubblicano”, ci ricorda il periodo buio nel quale stiamo vivendo, nostalgico di ricordi d’infanzia sul fascismo e comunismo che furono. Pure gli attacchi non sono mai stati cosi ridicoli, al pari di chi li riceve, questa notizia pare quella dei gavettoni di Ferragosto sui bagni di Tirrenia…..si vede che troppi films su veri attacchi a veri presidenti, con armi, uomini e munizioni, agitano nella calura i pensieri annebbiati.
    Ci dica semmai Nicola perché, ancora sottomessi ai cattolici, ci si debba ritrovare un ministro come Fontana, sicuramente imposto perché si sa, il trinariciuto guerriero “cattolico”, che sia destra, centro o sinistra, ci deve sempre essere come, come il coriandolo nei piatti indiani! Ma occuparsi di Mattarella e del complotto, almeno distrae Nicola dalla brutta dittatura nella quale si è trovato a vivere, in fondo un bel soggetto da Agatha Christie da leggere sotto l’ombrellone.

  9. Una lotta “politica” incanaglita e la tradizionale indifferenza del nostro popolo verso le interferenze straniere e i presìdi di una democrazia in realtà mai amata, perchè frutto della lotta di pochi e delle forze alleate nel secondo conflitto mondiale: in controluce questo si percepisce da alcuni commenti. Si fanno spallucce su una cosa seria perchè “in passato era peggio”. E, purtroppo, è vero il contrario: abbiamo avuto in passato giganti politici che hanno ricostruito il Paese. Al confronto, quelli di oggi sono “emoticon”, faccine buone per WhatsApp e Facebook. E quasi sempre, si sa, la politica è specchio del Paese.

  10. marzio siracusamsiracusa@

    Nicola, Nicola, da settant’anni gli States decidono quali maschere e fobie noi si debba indossare per crederci liberi e tu esigi di sapere se ad attaccare Mattarella è stato il Cremlino di Mosca o di Varese? Ma, mutatis mutandis, giochi sempre ai rossi trinariciuti e alle stelle e strisce liberatrici? Guarda che alla nostra generazione non restano poi tanti anni perché una salutare lavanda dall’otorino ci purghi dalle mille idiozie che in gioventù a scuola e in famiglia puppammo come oro colato, a destra, a sinistra e soprattutto al centro. Parli di grave interferenza che avrebbe condizionato Mattarella, ma dimentichi in quale impotenza noi viviamo da sempre, grazie anche ai Mattarella d’Italia, e come è possibile interferire su degli impotenti? Certo l’occidente libero palpita per la Crimea oppressa dai russi cattivi, e palpita anche per i poveri venezuelani ridotti alla fame dal golpista Maduro, quel comunistaccio che Trump non riesce a eliminare per liberare il Venezuela. Con Mattarella invece nessun problema, le nullità obbediscono e basta. Ma sempre da cattolici sereni e pieni di oculate e moderate passioni, sia chiaro!

    • È vero.
      Gli USA interferiscono in Italia dal 1945.
      Per loro stessa ammissione peraltro.
      Lo fanno in tutto quel mondo che potrebbe essere libero davvero
      L hanno fatto in Africa, fra tutte ricordiamo l appoggio al dittatore del Congo contro i rivoluzionari Simbas e i cubani del Che in loro appoggio.
      Interferiscono nell America Latina socialista che ha ritrovato una sua sovranità. Lo facevano ieri contro Allende e oggi contro Ortega e Maduro.
      Ho abbandonato ogni difesa amerikana e ogni forma di liberalismo quando ho aperto gli occhi su queste assurdità vergognose.
      Non sto con Putin ma non per le assurdità che su di lui dicono cert media, bensì perché ha una politica economica e sociale uguale all’ Occidente capitalista che segue le direttive del Fondo internazionale.
      Occorre poi socialismo nel mondo.
      Ovvero anticapitalismo.
      Tutto il resto sono discorsi che hanno il sapore di una vetusta guerra fredda che ha sempre danneggiato i popoli ed ai quali non interessa minimamente.

    • Maduro golpista e comunista ?
      Spero sia una battuta.
      Faccio notare che è stato rieletto a maggioranza per la seconda volta e quanto al comunista….le critiche che spesso gli muove il Partito Comunista del Venezuela, suo recente alleato, oltre che alcuni spoiler oppositori, è proprio la scarsa incisività in tal senso, ovvero il fatto che il Venezuela non sia diventato un Paese pienamente anticapitalista (purtroppo è ben lontano dall esserlo).

      • marzio siracusa

        Dico con ironia Maduro golpista e comunista. Il quale Maduro farà la fine di Chavez e di quanti da decenni vengono eliminati se troppo pericolosi per il politically correct dell’ordine mondiale. Purtroppo cara Bagatin il comunismo ha fallito nella lotta al capitalismo, occorre altro, ma è tremendamente complicato, ad esempio sfilare, arrotolare e buttare alla discarica gli effetti perversi dell’eucarestia nel cervello degli atei, e sarebbe solo l’inizio, e che inizio. L’uomo attuale va spento, ma come vedi sono costretto a metafore da due lire e i criminali del politically correct hanno buon gioco a spengermi.

  11. Ha stato Putin ?
    Mi sembra poco credibile, anche perché avrà cose ben più serie a cui pensare (e la sua politica interna è esattamente come quella dei Paesi liberal capitalisti, dalla Francia sino all’ Italia, ovvero di macelleria sociale, con aumenti dell Iva e aumento dell’età pensionabile, ma i grandi media non lo dicono perché dovrebbero ammettere che Putin è come Macron e tutti gli europeisti peggiori).
    Posto che comunque la gente ragiona con la sua testa e non saranno certamente 400 o milioni di tweet a influenzare le persone (la gran parte delle quali magari, per fortuna, non utilizza nemmeno i cosiddetti “social”).
    Il complottismo .. che assurdità in ogni ambito!

  12. Paolo Francia

    Roba da Hercule Poirot!

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