Aspettavamo i Tedeschi ed ecco invece i Francesi

di Carla Ceretelli | 2 agosto 2017

  1. A) Parenti serpenti come il nostro cuginetto.

Vive la grandeur et vive la france  et vive la Libye.

 

  1. B) Ragazze in camera!

 

  1. C)  À la recherche du temps perdu. Silvio e l’albero della libertà.

Bello ritrovare lo spirito del ’94.

 

Ora, in tutta franchezza eravamo abbastanza pronti a un eventuale scontrino con i teutonici crucchi, ma non con i dolcissimi e suadenti amici  francesi.

Chi si aspettava questo sgambetto dal delizioso Emmanuel, tanto bello da farsi perdonare la mammina  al suo fianco. Protezionista nazionalista sovranista che più non si può.

Pragmatico e  privo ideologie. Un ibrido fra Napoleone e De Gaulle.

Vero, avevamo detto e ripetuto di non amare  le ideologie, ormai categorie  obsolete,   ma una cosina di mezzo no?

I francesi non accettano  che qualcuno possa essere   superiore a loro. “Alzano costantemente gli occhi per accertarsene”, scriveva nel 1835 Alexis de Tocqueville. Chissà che il presidente, francese, nuovo,  con l’altra faccia del francese vecchio, non ci abbia dato una spinta. Visto da Parigi, meno male che l’Italia c’è.

 

Scelta statalista strategica e  temporanea, si dice.  D’altra parte in  Francia da destra e da sinistra l’interesse nazionale e statale è sempre anteposto alla solidarietà europea.

Il bell’Emmanuel ha preso per il naso tutti. La premier dame è scomparsa dalla circolazione, almeno così pare. Almeno così pare.

D’altra parte dopo la gaffe del suo pre predecessore, che ha alterato e cambiato l’ordine  e i rapporti dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo,  tenta di recuperare il terreno perduto.

Credevamo  che il Napo avesse oltre novantanni. Si scopre ora che invece  ne ha 40.

«Questa estate la Francia creerà degli hotspot in Libia» per esaminare la candidature dei richiedenti asilo. Dato che  noi incapaci naturalmente. Ma poi.. no! contrordine compagni.

Angelino ha dichiarato che erano “troppe iniziative” sulla Libia che non erano coordinate.

Ah e chi avrebbe dovuto collaborare al coordinamento, chi è il ministro degli esteri. Intanto il Giro, viceministro degli Affari Esteri è molto ottimista e dichiara che l’Italia in Libia è molto più accreditata della Francia. Non per nulla la Libia ha dato l’accesso alle  proprie acque territoriali, solo a noi. Per ora.

Ma oggi bisogna muoversi con velocità.. francamente Silvio e Matteo ci hanno provato se pure con modalità diverse. Ma farci beccare con il Conte in sella  ci pare francamente fuori luogo e fuori tempo. Carino gentile educato, ma nient’ecchiu. E certamente non veloce come avrebbe forse saputo essere il suo pre predecessore. Che errore madornale avere scelto una figura  così scialba, seppure  un omino tanto per bene, per carità.

Occorrono forze giovani e brillanti, oppure vecchie ma con un cervello ancora in essere, checchè se ne dica. O, meglio, occorre  un connubio intergenerazionale  vincente. Un completamento vicendevole  e reciproco  che arricchisca e raddoppi le forze,  anziche depauperarle.

‘Stiamo valutando l’uso di navi militari per bloccare gli scafisti”.

“Stanno valutando??? Dopo tre anni??? C’è poco da valutare : Blocco navale subito. Oppure finisce male…”. Dice Matteo due. Ma lo ha scritto su FB, dove tutto è permesso e comunque,  anche se iperbolico come sempre, come dargli torto stavolta.

Intanto il vecchio leone, sempre tollerante e senza rancori, prende atto che dopo sei anni la sinistra finalmente ha capito che questa è la strada giusta e andrà  avanti senza pregiudi.

Un consiglio  presidente? attento però non ti fidare.. chiarisci bene.

Ragazze in camera!

Come si diceva, chi ne ha facoltà decide pro domo sua,   ma chi fa il doppio gioco salvando la faccia da Giano bifronte  e mente sapendo di mentire è davvero immondo.

Si assiste alla solita pantomima in una camera che tutto pare fuorchè una sede istituzionale.  Assomiglia di più  a quella che  le signore di una volta  incitavano a raggiungere adelantemente, delle giovani. Ragazze  in camera! Nessun insulto specifico contro  la donna, per carità,  perchè nel’ emiciclo i Deputati della Repubblica  son tutti, o quasi,  signorine. Uomini donne e trans.

Scriverò un libro sulle ovvietà profuse da chi ci dovrebbe portar fuori dall’orrido..dal papa ai politici agli alti funzionari.

 

Bello ritrovare lo spirito del ’94

A tutti i personaggi che gli fanno visita, Berlusconi poggia idealmente la spada sulla spalla: «Preparati, tu sarai un mio candidato» . A ciascuno l’uomo mostra in gran segreto l’arma atomica che, secondo lui, dovrebbe permettergli di puntare nientemeno che al 30 per cento: un disegnino di albero, tutto verde su sfondo azzurro, fronzuto come una quercia ma in realtà un melo o un pero per via dei frutti penzolanti, e con tre enormi radici. È l’albero della libertà, come Berlusconi l’ha battezzato (o degli zoccoli, nella definizione più in voga). Le radici sono la libertà, appunto, la democrazia, i valori dell’Occidente.

Ma non ha potuto usare la quercia.. troppo usata…

Il fusto e i rami indicano i problemi da risolvere. I grossi pomi rappresentano le soluzioni.

Per ora Silvio ne ha individuate sei: meno tasse, meno Europa, meno Stato, più aiuti a chi è rimasto indietro, più giustizia per tutti e più sicurezza. Mancano ancora risposte su giovani e immigrazione, ma l’ex premier presto aggiungerà qualche altra mela.

NEWS

“Nessuno del MoVimento 5 Stelle ha mai fatto raccomandazioni per amici, amici degli amici o parenti” cinguetta la Virgin ridotta ormai a un paio di orecchie per lo stress, piccola, promettendo querele a Matteo. Ci  vien che ridere. Onestà onestà.

 

Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l'insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de' Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro "Accademia del Diletto" di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l'opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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