Annie Ernaux, quando l’autobiografia è storia di tutti

di Luigi Oliveto | 1 luglio 2018

Con i suoi scritti autobiografici, Annie Ernaux ci ha insegnato a leggere le vite dei singoli (e dunque anche la nostra) dentro la storia collettiva, nei contesti sociali, nei sentimenti della vita. La grande lezione della scrittrice francese – il saper combinare, appunto, storia ed esperienza individuale – ha molti argomenti e sempre mirati a capire la ‘verità’ dell’esistenza umana. C’è tutto questo anche nel libro che pubblicò nel 1987, dedicato alla figura di sua madre, ora uscito in italiano con il titolo “Una donna” (Edizioni L’Orma).

Il racconto muove dalla morte della mamma, malata di Alzheimer e ricoverata in una struttura sanitaria. Dalla camera di quella casa di riposo inizia l’elaborazione del lutto da parte della figlia e la ricostruzione di una memoria che, ancora una volta, è individuale e corale. Uno spaccato di Novecento si racconta proprio attraverso la vita della madre, le sue umili origini contadine, la sua emancipazione, le molte traversie. E al contempo si scava nel rapporto madre-figlia, segnato da continua conflittualità, da un eccesso di amore materno (l’altra figlia era prematuramente morta), da tormentati distacchi e riavvicinamenti.

Sorprendente, fin dall’incipit, la prosa della Ernaux; asciutta, misurata, eppure così partecipe. Diciamo coerente con le sue intenzioni, laddove avverte esplicitamente: “Spero di restare al di sotto della letteratura”. Leggi tutto: http://www.toscanalibri.it/it/scritti/annie-ernaux-quando-l-autobiografia-e-storia-di-tutti_2685.html

giornalista e scrittore. Ha pubblicato i saggi: La grazia del dubbio (1990), La festa difficile (2001; 2003; seconda edizione accresciuta), Il paesaggio senese nelle pagine della letteratura (2002), Siena d'Autore. Guida letteraria della città  e delle sue terre (2004). Suoi scritti sono compresi nei volumi collettanei: Musica senza schemi per una società nuova (1977), La poesia italiana negli anni Settanta (1980), Discorsi per il Tricolore (1999). Arricchiti con propri contributi critici, ha curato il libri: InCanti di Siena (1988), Di Siena, del Palio e d’altre storie. Biografia e bibliografia degli scritti di Arrigo Pecchili (1988), Dina Ferri. Quaderno del nulla (1999), la silloge poetica di Arrigo Pecchioli L’amata mia di pietra (2002), Di Siena la canzone. Canti della tradizione popolare senese (2004). Così come è curatore, insieme a Carlo Fini, del libro di Pecchioli Chi la sa non la insegna. Raccolta di proverbi e modi di dire senesi (1995), dell’intervista di Mario Luzi realizzata per il calendario – libro Le Crete e la Val d’Orcia. Un terra di celeste stella (2000), dei volumi Mi guarda Siena con testi di Mario Luzi e immagini fotografiche di Pepi Merisio (2002) e Toscana Mater (2004) con testi di Mario Luzi e foto degli Archivi Alinari. Suoi anche i testi della guida Castelnuovo Berardenga. Storia, arte, natura e tradizioni (2007) e dell’album Indy e Lib (la “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” adatta per i bambini delle scuole elementari) giunto alla terza edizione. Oliveto è anche autore/sceneggiatore del documentario televisivo La città raccontata (2004) e, per la parte dei testi, del documentario Palio (2006) pubblicato in dvd. Nel 2007 ha curato il libro Qui sostò l’eroe. Garibaldi in terra di Siena (2007, primamedia editore). Nel 2011 ha scritto Giosué Carducci.Una vita da poeta e nel 2012 Giovanni Pascoli. Il poeta delle cose (primamedia editore). Da oltre dieci anni tiene una rubrica (Aforismi del giorno dopo) sul Corriere di Siena. Nel 2006 la sua attività pubblicistica trova un significativo riconoscimento con la menzione speciale al Premio giornalistico “Paolo Frajese”. È direttore responsabile di Sienalibri.it, portale di cultura e promozione libraria.

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