ANDARE OLTRE L’IDENTITA’ LAICA LIBERALE E SOCIALISTA

Teodori sostiene che il recupero dell’identità è il primo passo da compiere. Temiamo che porre questo tema sia un modo per vanificare nuovamente ogni sforzo di rilancio della cultura laica liberale e socialista.

di Redazione Pensalibero.it | 16 febbraio 2009

Massimo Teodori, storico, politologo, già parlamentare radicale, ripropone in forma problematica, con un certo scetticismo e qualche diffidenza, l’annoso tema del destino dell’area laica, liberale e socialista. Non è una novità, meno che mai per noi. Ma ci sembra che il momento che stiamo vivendo ( leggi truffa, interferenze vaticane, affanno dell’illusione del bipartitismo) offrano al rilancio del tema una qualche giustificazione. Per questo dedichiamo l’apertura di Pensalibero alla posizione di Teodori ed alle sue argomentazioni. Limitandoci per il momento a due sole considerazioni.
La prima è che, secondo noi, occorre andare oltre l’identità. Teodori sostiene che il recupero dell’identità è il primo passo da compiere. Temiamo che porre questo tema sia un modo per vanificare nuovamente ogni sforzo di rilancio della cultura laica liberale e socialista. Un ancoraggio che impedisce proficue convergenze e trascina a fondo. Preferiamo una sana contaminazione con altre culture per dare vita ad una forza pragmatica e moderna nella quale i principi della laicità, del liberalismo e del riformismo sono necessariamente destinati a costituire l’ossatura. Altrimenti ci si ritrova a percorrere la strada delle divisioni che non finiscono mai, ovviamente nel nome dell’ortodossia. Con il solito spettacolo delle risse nelle quali si pretende di impartire reciprocamente lezioni di ortodossia laica, liberale, riformista. E nella lettera di Teodori, infatti, ci sembra di individuare (speriamo a torto) l’idea di separare le sorti dei liberaldemocratici (liberali e repubblicani) da quelle dei socialdemocratici e dei socialisti.
La seconda considerazione riguarda l’autonomia. Teodori la richiama con forza e non possiamo non essere d’accordo. Purchè non significhi auto-segregazione. Le alleanze sono necessarie. Dunque autonomia di proposta programmatica e di strategia politica: gioco a trecentosessanta gradi e non pregiudiziale alleanza con una sola forza politica, nella consapevolezza di essere noi a caratterizzare l’alleanza. Ogni riferimento alla storia del partito socialista ed al suo complesso di non sembrare sufficientemente a sinistra se non alleato con i comunisti o i post-comunisti è puramente voluto. (n. c. )

Massimo Teodori : Qualche riflessione per liberali, repubblicani, radicali, democratici, socialisti, laici…
Senza espressione politica autonoma, la cultura laica LD, che pure oggi annovera molte personalità di prim’ordine, non esiste. La legislazione approvata negli ultimi quindici anni ne fa testo. di Massimo Deodori

Ricevo sollecitazioni sia dalla “Rifondazione del Partito liberale” che dal “Forum per l’unità dei repubblicani” per esprimermi anche su eventuali liste liberaldemocratiche per le europee.

1 – Da tempo ritengo che la più grande sciagura per l’Italia sia stata la scomparsa di forze della variegata famiglia politica che comprende, nonostante le differenze, i liberaldemocratici, i liberali, i repubblicani, i democratici laici, i socialisti liberali e i radicali d’ogni colore (d’ora in poi LD).

2 – Ho l’impressione che i LD entrati nel PDL e nel PD siano annegati, Non parlo di vicende personali ma di quel che riguarda il peso politico. Le esperienze, anche migliori, da Valerio Zanone a Benedetto Della Vedova, risultano politicamente insignificanti. Non parliamo poi dei “convertiti” di destra e di sinistra che pretendono arbitrariamente di continuare a chiamarsi laici, liberali, repubblicani, radicali, socialisti, ecc.

3 – Per molto tempo sono stato favorevole a una riorganizzazione bipolare (al limite bipartitica) del sistema politico. Oggi penso che per la famiglia LD si sia trattato di un pessimo affare. Senza espressione politica autonoma, la cultura laica LD, che pure oggi annovera molte personalità di prim’ordine, non esiste. La legislazione approvata negli ultimi quindici anni ne fa testo.

4 – Non credo che abbia senso la rifondazione di partiti tipo liberale, repubblicano, socialista democratico o simili. L’unica cosa che vale la pena di tentare è una unica, potenzialmente grande forza, che comprenda tutta la famiglia LD. E’ il progetto che fu tentato senza successo dal Partito d’azione, poi negli anni Cinquanta dalla Terza forza mai nata, e quindi in tante altre maniere.

5 – Ma non ci sarà nulla che possa rappresentare tale forza LD se i tentativi che saranno fatti aggrappati a destra o a sinistra. Il punto dirimente è la ricostruzione dell’identità LD, e ciò comporta un’orgogliosa indipendenza e autonomia. Che non significa a un certo punto l’esclusione di compromessi politici da una parte o dall’altra: ma qualsiasi operazione “politicante” non può avvenire che dopo e non prima del recupero dell’identità, magari in splendido isolamento.

6 – Chi vuole dar vita a raggruppamenti che pregiudizialmente si schierano di qua o di là, è inevitabilmente destinato al vassallaggio che conduce al nulla politico.

7 – I radicali sarebbero i naturali co-protagonisti di una simile operazione. Ma finché c’è Pannella, qualsiasi tentativo è inutile. Da venticinque anni la strategia di Marco, anzi il suo chiodo fisso che persegue con una straordinaria energia, è la distruzione di qualsiasi forza politica laica. Perché l’unica cosa che deve rappresentare ed esprimere l’intero mondo laico LD è la sua persona con i prolungamenti dei suoi seguaci, dei suoi strumenti di espressione e delle sue pulsioni personali. Purtroppo, questa è la realtà.

8 – Tentativi di dare consistenza alla cosa LD hanno bisogno di risorse politiche, risorse culturali, risorse organizzative, e risorse di leadership.

9 – Lascio agli amici giudicare se tutte queste risorse esistono. Io ne vedo poche, al momento. Per quel che riguarda le leadership, mi pare che quelle che vedo muoversi non hanno grande respiro e ripetono vecchi moduli e vecchi insuccessi. Ma forse mi sbaglio.

10 – Non vorrei avere gettata acqua sulle fiammelle che si stanno accendendo. Per quel che mi riguarda non sono disponibile per imprese velleitarie e di piccolo cabotaggio. Per altro, sì.

Un commento

  1. Marzio Siracusa

    Ma anche a voler essere approssimativi fidanti nelle cose da fare che incollano diavolo e acqua santa, il problema dell’identità prima o poi rispunta. L’identità non è un dato libresco che si accantona o si rispolvera a piacere, e se l’identità non rispunta come esigenza politica vuol dire che siamo nel piccolo cabotaggio locale. M.S.

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