Al bivio dell’A1. Direttissima o Panoramica?

Un rapido calcolo sui minuti e una veloce analisi del flusso di traffico degli altri che imboccano la Variante di Valico e facciamo la scelta del cuore: evviva si va sulla vecchia Autosole. Ma non è proprio una passeggiata. Articolo di Fabrizio Binacchi per Pensalibero.it

di Fabrizio Binacchi | 24 ottobre 2016

Arrivi, da sud, allo svincolo A1 Autostrada del Sole di  Barberino del Mugello e ti sembra di planare in una grande cava di lavori,  in un grande infinito cantiere. Ovunque deviazioni e ruspe,  capanni ed escavatori, cartelli minacciosi di attenzone e rischio ma anche confortanti del tipo “attenzione uomini in strada”.  A volte stile videogame

Eccoci, ci siamo arrivati: è l’anticamera della grande scelta, è il chilometro in cui devi imboccare o la destra o la sinistra, quasi fosse la scelta della tua vita. I grandi cartelli sospesi hanno un ché di fantasioso e di luna park: Direttissima o Panoramica?

Devi decidere in pochi, secondi perché camion e pullman sbuffano sul lunotto dell’auto e ti sembrano dentro. Eh, nel dilemma: mi faccio la Direttissima ovvero la Variante di Valico tutto tunnel 110 all’ora con tutor costante, o mi rifaccio la Panoramica, ovvero la vecchia cara inossidabile autostrada del Sole  che si inerpica fino lassù, a Roncobilaccio? Quanti ricordi!

Un rapido calcolo sui minuti e una veloce analisi del flusso di traffico degli altri che imboccano la Direttissima e facciamo la scelta storica: evviva si va sulla vecchia Autosole, evviva si fa la Panoramica, annunciata dal cartello.

Sembriamo in pochi. Un camioncino davanti a noi. Una macchina che si vede dallo specchietto retrovisore in fondo. Un club. Dopo poche centinaia di metri, con stupore, si nota una immissione dall’altro ramo: evidentemente ci sono già lavori e una parte del flusso della Direttissima arriva sulla Panoramica. Mi sì, dai un po’ di collaborazione tra autostrada vecchia e autostrada nuova ci vuole.

Questa unione di fatto autostradale va avanti sino all’area di servizio Aglio, ovviamente tutti in fila indiana, tutti a guardarci dove andremo a finire in direzione nord, salendo, proprio sulla carreggiata che per 50 anni è stata la trafficata intasata direzione sud.

E là, zona Aglio, le due corsie si dividono: i direttissimi vanno nella montagna ad affrontare i lunghi tunnel e noi panoramici proseguiamo per il vecchio tracciato, come definito, facendoci prendere anche da un po’ di nostalgia. Ma non ne abbiamo il tempo.

Cinquecento metri e siamo già in un altro cantiere, dopo due chilometri abbiamo già una nuova deviazione, improvvisamente siamo nella nuvola che avvolge la galleria di Valico, la Citerna.

Più che una Panoramica è un videogioco. Scavalliamo il Valico, sempre in pochi, ma non troppo, ed ecco la prima discesa verso l’area di servizio, e uscita annessa, di Roncobilaccio. Ci fermiamo. Un deserto.

Il gestore dell’impianto carburante ti guarda come se fossi arrivato su Marte con l’occhio che dice: questo ha sbagliato al bivio. I ristoranti e i bar delle aree di servizio hanno perso traffico e affari dal 60 all’ 80 per cento.

In Paese, a Roncobilaccio, frazione di Castiglione del Pepoli, c’erano tre ristoranti che vivevano alla grande, un po’ per richiamo turistico e un po’ come rifugio per le code, ed ora lavoricchiano per ricordi o per il personale delle società che lavorano in zona. Ti provoca una certa emozione vedere che è quasi deserto un punto, un chilometro quadrato di Italia, nel quale sino all’anno scorso passava quasi tutta l’Italia. E’ la Variante bellezza.

Completate bene la Variante, ma mantenete bene anche la Panoramica e che sia all’altezza del cartello che l’annuncia. Se la riempite di deviazioni, cantieri, restringimenti e barriere più che Panoramica dovreste annunciarla percorso a ostacoli. Magari può pure servire come esercitazione.

Fabrizio Binacchi
(Con Voce di Mantova)

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l'Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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