AHI SERVA ITALIA DI DOLORE OSTELLO/ NAVE SENZA NOCCHIERE IN GRAN TEMPESTA/ NON DONNA DI PROVINCE MA BORDELLO! Dante, Purgatorio, VI, 76-78

L’Italia è entrata nel terzo millennio ancora coi pruriti e le ipocrisie del suo finto moralismo bacchettone. Di Nicola Cariglia

di Nicola Cariglia | 26 ottobre 2009

Sono in grado di anticipare la prossima campagna elettorale che verterà tutta attorno ad un tema, in barba alle specificità delle regioni delle quali saranno rinnovati i vertici istituzionali.
Centro-destra all’assalto, intravedendo la possibilità di espugnare molte delle posizioni tenute dal centro-sinistra: “ a Berlusconi, giovani o meno giovani piacciono le donne”.
Centro-sinistra in difesa, al riparo della supposta propria superiorità morale: “quello contro Marrazzo era un complotto. Ad ogni buon conto noi lo abbiamo fatto fuori non ripresentandolo”.
Sono disgustato ancora una volta per la violenza usata ad una vita privata e mai ci farò il callo. All’amico e collega Piero Marrazzo rinnovo tutta la mia amicizia ed il mio affetto.
E sono tra coloro che non sono minimamente coinvolti nella continua rissa dei pupi. Piuttosto vorremmo capire le intenzioni dei pupari, e ciò che vediamo ci da altri motivi per restare distanti e non omologhi a questa politica.
Una politica che appare sempre più finta, animata da controfigure che si scontrano e dividono sul futile ma che niente hanno da dire sui problemi veri, sulla “ciccia”, che resta appannaggio dei tre agglomerati economici, industriali e finanziari, che veramente contano in Italia.
Sono loro a dettare l’agenda del Paese, non solo quella politica , attraverso il sistema mediatico che si trova, spartito si, ma interamente nelle loro mani.
Per questo tutta la miseria del gossip nazionale mi appare ancora più deprimente. L’Italia è entrata nel terzo millennio ancora coi pruriti e le ipocrisie del suo finto moralismo bacchettone.
Ai tempi di Tangentopoli ed in mille altre occasioni si è usata come propellente per deviare il corso delle cose la feroce eccitazione della marmaglia alimentata da scandali veri e presunti. A questa marmaglia (di cui vari esemplari occupano posizioni di rilievo nei giornali, nei partiti, nelle istituzioni ) non pareva vero che il chiasso contro i “grandi colpevoli” coprisse il pur debole bisbiglio della propria coscienza.
Oggi che siamo entrati nell’epoca del bipolarismo e della pochade, si proiettano esclusivamente nel campo avversario quelli che moralismo e falsità fanno avvertire come vizi: salvo restare smarriti e negare con mille contorcimenti quando ci si accorge che nessuno è al di sopra delle umane debolezze. Tutto pur di non guardare dentro se stessi.
E così, due secoli dopo, si misura ancora l’attualità di Giacomo Leopardi: “Gl’italiani non hanno costumi; essi hanno delle usanze” ( Zibaldone).

Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un'intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana. Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell'Aeroporto di Firenze. Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

32 commenti

  1. Giampaolo Mercanzin

    Bene: Marrazzo ha consentito una franca, dotta ed approfondita discussione. Alla fine però bisognerà pur convenire che la verità in tasca non ce l’ha nessuno e che la libertà va usata nei termini convenzionali.
    La libertà assoluta ha portato alle più grandi tragedie: proprio quelle che tutti ritengono da evitare. Siamo quindi arrivati alla libertà di rubare, di uccidere, di distruggere. In nome di non so quale ragione umana. Lo chiederemo alle cavie del prof. Guillome se le pazzie (che sono deviazioni o no?) degli uomini sono riconducibili a questo malinteso senso di libertà.

  2. Caro Marzio,
    mi spiace ma la pensiamo in modo differente.
    Avrei voluto continuare il dibattito, se a qualcuno puo’ servire, se tu rispondessi in modo chiaro alle questioni che pongo, senza evasioni di campo, ma semplicemente sul perché in Italia la morale cattolica continui a mietere vittime, quando i malfattori sono altrove, quando si continua ad insegnare alle nuove generazioni nello stesso modo, producendo gente infelice e continuando a negare certe verità.

  3. Marzio Siracusa

    Paolo, cosa vuoi che ti dica? Se pensi che a parlare di Dante e Beatrice mi intrattenga nel vecchiume superato, allora stattene nella discoteca omo-etero e goditela. Il fatto è che la modernità ci ha talmente ubriacati da farci credere che esista, che abbia statuto storico e invece è tutt’altro che così. Se vivi felice in una società che non ti opprime è perché per lei sei un indifferenziato. Contento tu. E poi trova altri argomenti, questa storia di scorticare ovunque la morale cattolica fa pena e sa davvero di cattolico sospetto. Personalmente non ho mai fatto nemmeno la prima comunione e ti puoi immaginare quanto la morale cattolica subdolamente mi condizioni. Il problema è quello che rifiuti di ammettere, che il rapporto erotico, qualunque rapporto erotico fa acqua, e più funziona nella meccanica genitale più fa acqua perché la continuità del corpo è spezzata da quel dì, forse prima dell’uomo di Similau, era spezzata molto prima del cristianesimo che si impose anche per ripristinare quella continuità fallendo invece clamorosamente. La malattia è molto più antica della morale cattolica che tu invece sventoli sempre come la causa di tutti i mali. Il cristianesimo è colpevole d’un fallimento, non d’aver tentato. Io ho chiuso, ora chiudi tu e abbozziamola di fare i canarini.

  4. Francesco Mazzeo I SOCIALISTI PER LE LIBERTA'

    Caro Nicola sono profondamente d’accordo con quanto hai scritto, in questi passaggi si evidenzia quanto le nostre idee sulla sostanza delle cose siano uguali. Il concetto che abbiamo della liberta’ e’ assoluto e riguarda anche chi vive nella nostra societa’ e non solo la nostra persona, come avviene in questa sinistra oscurantista per gli altri e riformista per la propria persona. E’ da questi punti che dovrebbe partire una vera analisi politica, isolare soggetti che hanno fatto e fanno ancora tanto male al nostro Paese con la politica dell’opportunismo e dell’opportunita’. Il partito costringe alle dimissioni Piero Marrazzo, ma non chiede le dimissioni a Bassolino. Io personalmente ho inviato la mia solidarieta’ a
    Marrazzo e approfitto delle colonne di Pensalibero per rinnovarle. Avrei preferito che non si fosse dimesso per far emergere con forza il “fatto strano” non di quello che ha fatto Marrazzo, ma di quello che hanno fatto altri. Non mi piacciono partiti che si comportano cosi’.

  5. Francesco Mazzeo I SOCIALISTI PER LE LIBERTA'
  6. Caro Marzio, sono in totale disaccordo con te, la tua visione sul rapporto uomo-donna, l’omoerotismo, tutta una serie di luoghi comuni che mi suonano esattamente come i discorsi dei vecchi ” Non é piu’ come un tempo”….e allora? Hai scoperto che l’acqua é calda! Come dici anche te, l’omosessualità é sempre esistita nella storia dell’umanità, se ai tempi dei greci era non solo tollerata ma auspicata, diciamo che era la norma visto che questa parola piace, oggi se in tanta parte del mondo si sono fatti passi da giganti, in tante altre come in diversi paesi africani, o arabi, senza dimenticare la Cina, questa naturale predisposizione dell’uomo é combattuta come il peggiore e piu’ efferato dei crimini!
    L’amore, certo che anch’esso cambia e evolve perché é l’Uomo che evolve….una volta ci si sposava “per la vita”, certo chi viveva tanto arrivava a 65 anni, oggi arrivare ai 100 é quasi banale, i bambini che nascono nel 2009 o nel 2010 avranno una possibilità quasi certa di superare la barriera dei 100 anni, e quel che cambia, in salute nettamente migliore di quanto non accada oggi in cui certo si vive piu’ a lungo ma spesso al caro prezzo di una qualità di vita deplorevole.
    Mi dispiace che tu non creda all’amore, io ci ho sempre creduto nonostante le batoste che mi sono preso, nonostante col tempo mi si voglia fra credere che sia una specie di “babbo Natale” che esiste solo nella fantasia.
    Là sbagli di grosso, i sentimenti sono gli stessi, solo si adeguano al vascello “Terra” che avanza nel tempo e nello spazio, oggi ci si incontra in modi diversi, la donna per sua fortuna non é piu’ quella dei romanzi di Flaubert, non resta piu’ a soffrire decenni perché un giorno ha giurato “Si” davanti ad un altare.
    Ma perché dovete sempre vedere la sofferenza dietro ad ogni cosa come espiazione di qualche male o peccato? Quando vi spoglierete di dosso i dettami della Chiesa che ci vuole sofferenti e peccatori? Bada bene, non rinnegare la spiritualità o un sentimento religioso, ma questa cappa del bene e del male che la religione inculca dalla piu’ tenera infanzia su temi come la sessualità e l’amore che dovrebbero essere fonte di gioa , di leggerezza, di bellezza del vivere! Quando ascolti la Binetti dire “Certo, se si fosse trattato SOLO di una legge per impedire che agli omosessuali sia fatto del male l’avrei votata”- cioé dico io, si, sono esseri di categoria C ma non devono essere pestati per strada-“ma si intravedevano nella legge SPIRAGLI che avrebbero condotto a una qualche legalità delle unioni omosesssuali”…ebbene, di fronte a tali dichiarazioni, te non inorridisci? Continui a parlarmi di Dante e Beatrice?!?
    Nell’epoca dell’offerta, non ti sembra poi assolutamente riduttivo e misero che si proponga a due persone, etero o omosex, la sola possibilità del matrimonio che comporta tutta una serie di costi, di tempi eccessivamente lunghi e che fa piacere sempre di piu’ solo ai genitori che agli sposi? Non credi che anche per voi eterosessuali in Italia si dovrebbe poter offrire ALMENO un’altra possibilità di unione?!? Il giorno che io ho stipulato il PaCS col mio compagno, al tribunale d’istanza dove si va per queste pratiche c’erano altre due coppie eterosessuali, che per ragioni economiche o logistiche preferivano questa forma di unione al matrimonio, non ti sembra un progresso?
    A te non interessa la mia vita di coppia, ma ad un politico dovrebbe interessare il modo nel quale le persone sono in relazione tra di loro. Invece i politici italiani, che tra parlamentari già possono usufruire di certi benefici anche tra persone dello stesso sesso, lo legano al popolo, lo negano agli altri!
    Spiegami perché in Italia quello che ho costruito qui non debba poterlo realizzare! Come me lo spieghi, con Dante, col Petrarca o col Carducci?
    E’ solo arretratezza, niente altro…e l’educazione sessuale fatta a scuola, invece dell’insegnamento della religione (solo cattolica) che infarcisce il cervello delle nuove generazioni a perpetrare gli stessi errori, eviterebbe agli innumerevoli “Marrazzo” di avere una doppia vita.

  7. Marzio Siracusa

    Paolo, sono i termini stessi a farci alzare le antenne. La mia “storia” con lei o con lui, “faccio sesso” con lei o con lui, non sono che espressioni che esono dal portono dell’amore per rientrarvi dalla finestra. Quindi dal portone e dalla finestra d’una parola vuota. Tu non puoi evitare questa considerazione: la diffusione dell’omoerotismo cade esattamente nella crisi epocale senza precedenti tra sfera maschile e femminile, e la diffusione dell’omoerotismo non ne è la causa ma la conseguenza. Allora? Io dovrei ricavare da ciò una conquista di nuovi orizzonti? No, io ricavo da ciò risposte diverse all’essere vittime, chi va in convento, chi saltella da un lei a un lui, chi va a mignotte ecc. ma perché dovrei codificare questa condizione disperata camuffandola nella scoperta d’un diritto alla libertà che ognuno si fabbrica a suo piacimento? Certo in un contesto fecale dei rapporti uomo-donna tu hai buon gioco a capovolgere la questione e a trasformare la sconfitta storica dell’eros in conquista di diritti nuovi e nuove gratificazioni che camuffano quella conquista e la sua crisi. Ben comprendi che anche il vecchio adagio per cui l’omoerotismo è sempre esistito e esiste anche tra gli animali, non sposta d’un’acca la questione di oggi, che è la crisi se non addirittura la messa in pensione dell’eros e dell’amore in tutte le sue forme, la semplificazione dell’eros come omeostasi dei genitali da ottenersi presto e bene. Un pensionamento tragico e direi terminale, ingannati, e su questo insisto, dal surplus energetico in cui le necessità svolazzano perché non hanno peso e non danno orientamento. E poi un’ultima considerazione: le società europee che lodi perché le vedi libere e emancipate sono società senza vettore che non sia il mercato e l’eccitazione e la soddisfazione di qualsiasi stimolo che esso esige. Sono le società dell’individualismo indifferenziato, ma tu ti credi libero perché indifferenziato? Le società che lodi sono in cerca di sale e nonostante la paccottiglia massmediale quel sale lo abbiamo noi perché ancora dubitiamo che questa sia la nostra vera storia. Proprio per i diritti riconosciuti alla tua diversità dovresti avere orrore delle società che funzionano.

  8. Evidentemente, Marzio, non abbiamo la stessa visione di cosa si intenda per amore.
    L’amore é una spinta irrazionale, un ‘energia che si produce tra due persone e che le lega a volte per un’intera esistenza, altre per brevi percorsi.
    L’amore ha poi una valenza ben piu’ larga di quella che si crea tra due persone, perché anche l’amicizia, o una passione sono comunque forme di amore. Anche l’affetto é una forma d’amore, o la sua naturale trasformazione.
    Certo non é una costante per tutti gli esseri umani, non tutti hanno la stessa capacità di amare e neppure di trovare una persona con la quale condividere gran parte della propria esistenza.
    Cosa credi, che a Theran i ragazzi non si innamorino tra di loro? Credi che non esistano storie anche là? Certo che esistono, la mia storia non potrei viverla come la sto vivendo qui, ma forse neppure te potresti vivere la storia che hai o quelle che hai avuto allo stesso modo, e allora? Che discorsi mi vieni a fare?!?
    Non credi, senza andare a fare paragoni con dittature e tirannie, che i gay italiani dovrebbero avere gli stessi diritti di quelli francesi, o olandesi, o tedeschi o spagnoli, o inglesi?
    L’italietta non arriva neppure ad approvare una legge contro le aggressioni omofobe, ed io posso avere gli stessi diritti di due persone sposate! L’amore, non é solo vinavil, é anche un patto tra persone adulte, e te lo sai benissimo, si chiama matrimonio, un contratto, e finché la legge non sarà uguale per tutti i cittadini, l’Iran ce l’hai in casa.
    Io no.

  9. Marzio Siracusa

    Caro Paolo, tu affermi né più né meno come me, e se io dimostro poco tu dimostri ancora meno di me. Ma cosa significa questa parola amore usata come etichetta e lasciapassare? A me non interessa minimamente che tu stia con un lui, una lei o un lai, a me interessa che la parola amore non diventi sinonimo di vinavil universale con cui tutto s’incolla. Figurati, quasi sempre alla fine della vita ci si accorge di non aver amato ma aver avuto solo affetti e simpatie e tu per dieci anni con lui scommetti sull’universo amore omo? Via, e poi lo dici a Puccio, quel che conta è il contesto, quindi la cultura e il giudizio altrui. Questo amore così grande perché non vai a viverlo a Teheran? Non è una provocazione, ma ti metto in guardia dal non credere che la parola amore sia la garanzia dell’amore. E per questo t’ho sfidato col viaggio dantesco guidato da Beatrice che Dante non possedette mai. E non dirmi che per un uomo la donna perduta e l’uomo perduto equivalgono lo stesso dolore e la stessa ribellione e lo stesso rischio della morte perché diresti un falso e ben lo sai poiché ti sento onesto. M.S.

  10. La norma, Cartoni, dipende dal contesto in cui si vive. La norma, per esempio, per quel che mi riguarda, significa che due persone dello stesso sesso che si amano e che desiderano costruire qualcosa assieme qui dove vivo possono farlo, é normale, é naturale, é la norma qui in Francia e nel resto dell’Europa, tranne in Italia dove lei vive e dove evidentemente non é nè una norma, né un’eccezione, visto che non esistono leggi a riguardo.
    Ora si da il caso che il Marrazzo non avesse la passione di prostitute femmine eterosessuali, ma di transessuli, che se forse lei non é a conoscenza, sono uomini, cioé maschi, che decidono di cambiare il proprio aspetto esterno per adeguarlo a quello mentale, e che possono mantenere i genitali maschili pur avendo il corpo femminile, o se sono operati, anche cambiare il sesso.
    Ora lei dice che l’omosessualià non c’entra, e che il parlarne é patetico, io credo che c’entri eccome e che il parlarne sia assolutamente pertinente e sensato.

  11. puccio cartoni

    “chi ha diritto e titoli per decidere cosa sia normale e cosa no?!”…beh ,normale viene da norma, o regola ,e significa il presentarsi comunemente di un fatto o fenomeno .Prima che nel campo sociale o morale ,il termine ha un valore statistico inconfutabile :non una persona decide,ma la realtà delle cose. Fortunatamente gli aborti non sono la norma.
    Quanto alla miseria della situazione in oggetto ,non mi pare ci sia da aggiungere niente. Salvo osservare che una prova (filmato)non può essere messo sullo stesso piano di un chiacchiericcio ,di una supposizione . Ed il fatto che spesso si vogliano equiparare nella reprimenda ,che si ragioni in termini di “anche tu ,però..” dimostra solo che la vita politica nel nostro Paese è semplicemente un tifo da stadio .Il dramma attuale è che anche dei carabinieri ,sia pure mele marce , siano contaminati dal clima imperante ( che non è di moralità bigotta ,ma semplicemente amorale ). Divertirsi con il discorso dell’omosessualità (che qui c’entra come il cavolo a merenda )per trovare una bandiera di comodo in questo caos è piuttosto misero.

  12. Caro Marzio, mi scomodi un po’ tutti, da Dante a Shakespeare….ma se io capisco, o posso sforzarmi di farlo, l’amore tra un uomo e una donna, te poni il tuo sentimento al di sopra di qualsiasi altro, ebbene sei in errore, perché non si tratta di effimera attrazione estetica, ma di amore al pari del tuo, amore per un corpo, amore per il sentimento che lo anima, amore né migliore, né peggiore, né differente, solo e semplicemente amore.
    Se non capisci che questo sentimento é legittimo ed esiste anche se non rivolto a persone di sesso opposto al nostro, beh, allora sei completamente fuori strada.
    Certo, se tale amore, come in Italia, viene considerato non alla stregua del tuo, se non esistono unioni legali come quella che ho potuto stipulare in Francia con l’uomo che amo ormai da quasi 10 anni, beh…é ovvio che la tua posizione é quella che spadroneggia in Italia. Non scomodare la filosofia e la letteratura, ma guarda bene intorno a te….

  13. Marzio Siracusa

    Chiara, la risposta mi sembra semplice. L’amore che esplica più energia e forza vince anche se non se ne deve ricavare il diritto a sopprimere altri amori. Le cose cambieranno quando un nuovo Dante ci porterà nell’oltretomba chiamato dall’amore carnale o spirituale per un uomo. Ma questo non accadrà mai, perché parlo d’un itinerario di conoscenza attraverso l’amore per una donna, non di infatuazioni estetica per il ragazzetto di turno, si chiamasse l’infatuato Leonardo o Shakespeare. L’itinerario di conoscenza attraverso l’amore esige per ovvia bipolarità che il rapporto avvenga tra uomo e donna reali. Perché tra un uomo e una donna la tensione conoscitiva è molto più potente che tra un uomo e un uomo o tra donna e donna, a meno che, ma non lo credo, tu non voglia resuscitare la spiritualità estetica “in articulo mortis”. Per quanto ci possa esaltare, e si sorrida maldestramente dell’etero ignorante, la tensione nel rapporto omoerotico è di seconda mano, posticcia e per durare destinata alla fraternità o al sororismo. Addirittura nell’inevitabile indebolirsi del sentimento che coinvolge qualsiasi amore il rapporto omoerotico può anche essere meglio gestito proprio perché la sua tensione conoscitiva è limitata. Aver blindato il rapporto omoerotico nella presunta indimostrabilità della sua debolezza conoscitiva non serve granché. Certo parlare di itinerario di conoscenza attraverso l’amore fa sorridere sia per l’odore di spiritualità stantia dell’affermazione dal momento che tutta la conoscenza ritenuta utile è in appalto alle tecnoscienze, sia perché il surplus energetico in cui siamo immersi fa credere risibile l’energia dell’amore, di cui si apprezza piuttosto la forza se non addirittura la violenza. Ma i punti per fare leva ci sono, e non ce li dà alcun dio ma l’intelligenza di qualche grande, basta smettere di nasconderli. È ovvio che la tensione dell’eros dantesco è inimitabile per noi mortali, ma è altrettanto ovvio che essa esiste ed è un punto su cui far leva, da cui scaturiscono inevitabili gerarchie. Fuori da questo sta il pantano, il “de reditu” e la sconfitta, la morte per la morte e non per la vita. Quando il surplus energetico non ci azzerava, l’omoerotismo poteva anche essere bagaglio di originalità, di stile e gusto, ma stiamo alle porte coi sassi e credo che gli spazi ormai siano esigui. Se poi inchiodi le tue convinzioni pur che siano al nichilismo, beh, allora ti dico che io sono un ateo feroce ma non un nichilista. M.S.

  14. Ah, Paolo, quanto mi sei mancato!! Era da molto tempo che non mi divertivo tanto a leggere una discussione come questa…come la pensi io in merito a certi argomenti è noto, e non mi ripeterò, però devo dire che non vedo questa lobby di potere omosessuale proprio per i motivi citati da Paolo, e continuo a chiedere sempre, senza mai ottenere risposta: chi ha diritto e titoli per decidere cosa sia normale e cosa no?! Chi può stabilire quale amore sia sublime e quale da infamare?! Detto questo, complimenti a Marzio per l’ironia, ma permettetemi di sentirmi più vicina a Paolo.

  15. Mi sembra che si stiano confondendo un po’ troppi argomenti, la prostituzione, lo sfruttamento, la pedofilia, i diritti ai gay, i gusti sessuali….
    Quello che intendevo dire era semplicemente che se la sessualità in tutti i suoi molteplici aspetti fosse vista con altri occhi, non potrebbe essere piu’ usata come arma contro le persone, come mezzo di ricatto sul lavoro, come fonte di discriminazione che consente prevaricazioni ingiuste e odiose.
    Pensare di eliminare in qualche sorta la prostituzione, mi pare ovvio, é una cosa stupida perché fa parte della natura umana, e il fatto di volerla reprimere o il far finta di non vederela assoultamente ipocrita!
    Ma rientra nella mentalità sessuofoba, ne é il frutto diretto! Per questa ragione, credo che i quartieri a luci rosse che esistono in Germania, in Svizzera, nei Paesi Bassi e nel nord Europa, siano solo segno di civilità.
    Chi fa questo lavoro non é costretto a patire il gelo e il rischio di una strada, le malattie legate all’attività sessuale ridotte al minimo perché chi esercita viene controllato, e i clienti sono a loro volta tutelati.
    Certo, dal mio punto di vista mi pare assurdo dover pagare per poter fare sesso, ma forse esistono situazioni nelle quali non ci sono altre soluzioni, forse il fatto stesso del pagare é fonte di fantasia sessuale.
    Quanto alla presunta lobby omosex, posso solo dire che finché in tante parti del mondo i gay saranno condannati a morte, impiccati in pubblico nelle piazze, imprigionati per anni o costretti ai lavori forzati, é necessario che essa esista e che si rafforzi, come i gay pride che sono nati proprio negli Stati Uniti quando la polizia scese nei quartieri gay di New York, nella Cristopher Street, facendo irruzione in tutti i bar e luoghi di ritrovo, arrestando e pestando centinaia di persone omosessuali. A questo riguardo consiglierei la visione del film “MILK”, con Sean Penn, che descrive questi eventi in modo magistrale, ed é forse grazie al sacrifico di questo tale Harvey Milk che fu barbaramente assassinato che si é cominciato negli anni ’70 a parlare di diritti dei gay. Diritti che per i gay italiani sono INESISTENTI.
    Quanto ai transessuali, caro Mercanzin, provi lei a darmi una risposta, visto che sono solo alcuni eterosessuali maschi ad esserne attratti.
    Quello che trovo incredibile é che ancora ci sia una confusione cosi grande sugli omosessauli, su chi dovrebbe fare il maschio, chi la femmina….l’amore omosessuale é l’amore fisico e spirituale tra due maschi, o tra due femmine, o forse regna ancora il modello ormai fuori moda del “Vizietto”, ma là ancora…é un’altra sfumatura dello stesso gruppo d’appartenenza, che per esempio mi é completamente estranea e indifferente.
    La spiegazione dell’attrazione di un maschio eterosessuale verso un transessuale, se quest’ultimo non ha subito ancora operazione definitiva del cambio di sesso, la vedo come una latente omosessualità inespressa. Il soggetto cerca una figura estremamente femminile e prorompente (lo stereotipo della donna oggetto, quasi caricaturale e over-size), per poi attendere il vero oggetto del desiderio, l’organo sessuale maschile, che da una parte la donna non puo’ fornirgli e che mette in pace la propria coscienza, visto che tutto cio’ che appare é estremamente e ostentatamente femminile.
    Questo almeno il mio punto di vista, legato al piacere sottile del pagare, forse per alcune persone fonte di piacere ulteriore.
    Complimenti a Marzio per la sua autoironia, non so se sia inventata questa storia, ma in ogni caso per i brufoli esistono scaffali interi di prodotti nelle farmacie e decine di dermatologi pronti a risolvere il suo problema, e basta poi mettersi un po’ in valore, fare un po’ di sport e avere fiducia in se stessi per poter essere ancora sul campo di battaglia.

  16. Marzio Siracusa

    La pretesa di applicare la democrazia alla natura è un vecchio ossimoro contro cui a turno crollano repubbliche e dittature.

  17. Giampaolo Mercanzin

    Caro Paolo, mi fa piacere che ogni tanto intervieni anche su pensalibero.
    Da tempo non ti leggevo.
    Spero che in Francia tu abbia realizzato il tuo sogno che non fa male a nessuno. Però consentimi, come tu difendi il tuo stato, lascia a me la libertà di difendere il mio, che non ha bisogno di nessuna lobby per essere praticato, né va in piazza a vantarsi.
    Io non contesto la differenza. Contesto la prevaricazione, che deriva dal comportamento nei secoli dei ceti nobili o borghesi, i quali non avevano alcun ritegno né alcuna morale: solo la possibilità e la copertura dei poteri forti, che erano loro espressioni. Se i Marrazzo o i Sircana vanno a trans, ma lo stesso chi va a puttane, sono solo prevaricatori che con i soldi comprano un essere umano, spesso bisognoso, come lo dimostra la provenienza di molti di costoro, che provengono da paesi poveri o dittatoriali.
    La cultura socialista (non di sinistra che fa solo confusione di tipo pannelliano) è, o almeno era, libertaria e tollerante , non libertina! Quindi non si intromette nei gusti sessuali, ma ovviamente è attenta alle deviazioni che portano alle vie del sesso dove purtroppo l’abuso è la regola. Ripeto: molto spesso gli adescamenti per gusti sessuali si rivolgono a minori. Inutile dire quali sono i risultati e le conseguenze. Ciao

  18. Marzio Siracusa

    Caro Paolo, per modestia ti incarti ancora nelle civetterie di dieci anni fa, ma se ieri eri minoranza oggi sei maggioranza e devi andarne fiero. Invece il vero diverso sono io perché sono normale, e guarda un po’ che orrore mi tocca confessarti, che aggettivo intollerabile m’è scappato, normale, via via, non scherziamo. Infatti la verità è che da decenni tengo il biscotto in naftalina, pieno di complessi e brufoli non ho alcun sfogo, sogno amplessi multipli ma alle donne faccio schifo, e allora mi adiro di continuo e divento un tic ambulante. Ma il peggio è quando capito a Norimberga, invece degli eros center sogno altri raduni, e me ne vergogno ma non lo confesso a nessuno d’essere un diverso. Di quelli veri. Hai ragione, la mancanza di attività sessuale in me si sta sublimando come perversione anale, quindi fascista e sadica, strappo le penne ai piccioni, baffi al gatto, spiaccico le formiche e vorrei tanto che fossero uomini. Col biscotto in naftalina mi devo pur compensare. Ma non ho speranza alcuna, i brufoli li nascondo sotto la crema, però come il viennese sentenziava soffro già di ricordi isterici, per esempio quando vedo le foto di Norimberga mi viene automatico di sbraitare in alemanno. È brutta la verità di noi stessi e non mi resta che invidiarti, tu sempre in fregola, tu libero finalmente e io pieno di brufoli. Però, che mondo ingiusto! M.S.

  19. Guarda Marzio, il pensiero che esprimi é pensiero di tanti, dei piu’, per questo la mia risposta va al concetto e non a chi la esprime, non c’é niente di personale, tanto piu’ che siamo nel mondo virtuale.
    Il seguito della vicenda non fa che rafforzare la mia tesi, il Marrazzo, pecorella smarrita, lascia casa per rifugiarsi in un istituto religioso, ovviamente cattolico, per ritrovare se stesso.
    Amen.

  20. Marzio Siracusa

    Caro Paolo di Francia, perché alludi e non ti rivolgi a me per nome? Sei di larghe vedute no? Certo più delle mie. Comunque è bello il tuo sforzo di pensare, è bello e lodevole. M.S.

  21. i commenti sul caso Marrazzo, il parlare di devianze, di mettere sotto osservazione….la dicono lunga sulla strada da fare nell’Italia perbenista e ipocrita.
    Diffido da sempre di coloro che hanno un’attività sessuale ridotta o inesistente, perché tale mancanza si scatena altrove, per esempio sul lavoro dove tali persone sfogano la loro frustrazione avvelenando la vita agli altri.
    Credo che una buona attività sessuale, oltre che benefica se fatta riducendo i rischi e tra persone adulte e consenzienti, renda le persone piu’ simpatiche e in grado di comprendere maggiormente gli altri in tutti i settori della vita.
    A leggere certi commenti pare di essere ancora nell’Italia di fine anni 30, eppure di tempo ne é passato da allora!
    Questa scarsa informazione sull’ argomento poi dovrebbe far tacere, per esempio sulla transessualità!
    A fronte di soggetti transessuali ai quali la società non offre altre vie d’uscita alla prostituzione, ve ne sono altri che conducono una vita lavorativa e nella società assolutamente integra.
    Sui gusti sessuali del Marrazzo, riguardano solo lui, e in nessun caso dovrebbero rendere vana una sua buona azione politica.
    Mi reco spesso per vicinanza geografica a Norimberga o a Stoccarda e vedo orde di italiani, là per congressi o per altri motivi lavorativi, accalcarsi la sera nelle vie a luci rosse….evidentemente cercano cosa il proprio Paese gli nega, e li guardo con un po’ di compassione, non per cosa fanno, ma per cosa non possono fare da loro, a meno di farlo per strada con tutti i rischi sanitari e logistici che cio’ comporta.
    Sono anche convinto che come per tantissimi altri temi, la sessualità sia differente per ciascuno di noi, anche nell’ambito dei gruppi maggiori, cioé gli eterosessuali, gli omosessuali, i bisex, e i transessuali.
    Capire che esistano comportamente estranei ai nostri, ma che al pari dei nostri, devono poter essere accettati, sarebbe un segno di grande maturità e intelligenza.
    Le spiegazioni del “perché” forse sarebbe meglio lasciarle agli specialisti.

  22. nicola cariglia

    Caro Marzio,
    il tuo è un bellissimo, severo e rigoroso, documentato commento. E non ho da obbiettare granchè.
    Ribadisco la mia amicizia e solidarietà a Piero. E concordo con la tua conclusione: la solitudine di Marrazzo di fronte alle proprie scelte. Spero, credo e vorrei essere sicuro che saprà superare le difficoltà.
    Ma il mio totale dissenso (non da te) verte su due punti. In primo luogo: quanta sproporzione tra ciò che ha fatto e le conseguenze! Carriera politica finita ( passi, chi se ne frega!) e vita fatta a pezzi con sadica crudeltà. E’ il solito l’ipocrita perbenismo imperante in un Paese dove milioni di liberi docenti del politically correct professano instancabilmente la loro grande apertura mentale.
    In secondo luogo la consueta tentazione di scaricare sugli altri ciò che ci rifiutiamo di riconoscere in noi stessi e, politicamente, il doppiopesismo a seconda che il “reo” sia della propria o dell’altrui parte.
    La citazione di Leopardi riguarda questi aspetti, cioè “gli Italiani”.

  23. Nicola Cariglia
  24. Marzio Siracusa

    Caro Nicola,
    chiamare in causa Leopardi per difendere Marrazzo mi sembra improprio. Leopardi patì l’astinenza per assenza d’amore, Marrazzo ha sguazzato coi genitali d’ogni provenienza per eccitarsi a rincorrere altri genitali. Ma la domanda è: il fenomeno molto rilevante di uomini che frequentano viados e trans nel tempo in cui l’universo femminile non è certo restio a concedersi sessualmente, tale fenomeno può essere circoscritto ai diritti insindacabili delle private libertà, o connota qualcosa che sarebbe giusto tenere sotto osservazione? Qua faccio appello al giudizio delle donne non ubriacate dal delirio di scambiare la propria emancipazione per conquista dell’ “erezione”, e sono certo che il giudizio delle donne sui frequentatori di “viados”, sul turismo sessuale ecc. è molto negativo perché è giudizio antropologico e non etico. Perché se l’altra metà del cielo giudica il comportamento sessuale degli uomini si entra d’obbligo nella sfera antropologica e si esce da quella etica per la quale soltanto valgono i giochetti della separazione tra pubblico e privato, del relativismo e del ricorso al solito “scagli la prima pietra chi non ha queste umane debolezze”. Il giudizio delle donne sull’eros maschile deviato ci garantisce anche sul recupero della distinzione irrinunciabile tra la figura storica del libertino e l’uomo contemporaneo ossessionato dai genitali. Marrazzo e i suoi milioni di epigoni sono mentalmente incollati alle parti basse ventiquattro ore su ventiquattro, lo sono quando la mattina salutano i figli, quando sul lavoro firmano un’ordinanza e mentre seguono il funerale dell’amico appena scomparso, o nelle riunioni o durante le battute di corridoio. Che l’incubo dei genitali diventasse un’ossessione di massa era nelle previsioni delle tecniche di mercato, molto meno che si cercasse di inquadrarla e giustificarla come libertinismo allargato. I veri libertini, che non furono Sade o Restif de la Bretonne o gli abati assatanati inseguiti dal cinema, liberarono l’intelligenza coi genitali e questi con quella, ma i Marrazzo no. Per voler legittimare la ricerca d’un piacere sempre più intenso si dimentica che l’uomo mentalmente incollato ventiquattro ore su ventiquattro ai genitali è semplicemente un malato, destinato a aizzare in crescendo la propria alterazione sensoriale fino alla mutilazione di ogni lessico e alfabeto di riconoscimento dell’altro, fino alla riduzione dell’altro a un oggetto, e non occorre che ricordi come la criminologia abbia ben studiato l’itinerario che dal don Giovanni porta all’assassino stupratore. Pur di non giudicare dobbiamo fingere di non saperlo? E la volontà di non giudicare nasce dalla libertà o dalla viltà? Siamo in un contesto dove non si può invocare l’umana debolezza e il funesto “ chi…scagli la prima pietra”, siamo in un contesto antropologico che il nazareno e i suoi finti detrattori non prevedevano, siamo in uno spazio in cui etica e politica fanno acqua e ricorrervi è sbagliato. Perciò in tutta franchezza anche la tua solidarietà con Marrazzo mi sembra un’invocazione non libertina ma libertaria, che si colloca molto lontano dalla garanzia delle personali libertà che hanno bisogno di forma più che di sdegno. Perché Marrazzo da solo s’è infilato nel lugubre portone della via Tasso di se stesso, da solo ha imboccato la sua cella e il problema è solo suo e dello psicoterapeuta. Questo ci dicono gli occhi schifati delle donne. M.S.

  25. Il commento del Caruso mi pare ricco di spunti interessanti, e sicuramente c’é del vero in quello che dice.
    Per quanto riguarda il Mercanzin…beh, ci risparmi i suoi manuali di anatomia e resti nella sua beata ignoranza sull’argomento.

  26. Pietro Caruso

    Il regno dell’ipocrisia

    L’Italia è uno dei regni nei quali l’ipocrisia è pervicace. Indistruttibile. La prova provata, secondo me, è che i costumi sessuali degli italiani sono fra i più disinvolti del mondo, ma la facciata dell’ipocrisia ammanta la maggior parte dei rapporti matrimoniali. Solo che il moralismo in Italia è una componente che serve anche a fare carriera: in qualsiasi ambiente incluso quello politico. Nella vicenda occorsa a Piero Marrazzo emergono, però, altri particolari inquietanti che a me risultano noti da tempo per intuito e sensibilità più che attraverso l’ostentazione di fatti concreti. Nel merito: non giudico le frequentazioni sessuali di Piero Marrazzo. Non mi esaltano, non mi bastano comunque per decidere il mio giudizio su Marrazzo politico e soprattutto amministratore regionale. I conflitti con se stesso, del resto, con questa vicenda sono esplosi.
    Sono piuttosto sconcertato dal gruppo di carabinieri che sarebbe stato coinvolto nella vicenda. La mia percezione è che, in genere, i carabinieri siano dotati di un eccellente intelligence che agisce con larga autonomia e non sempre su mandato di questo o di quel giudice. E’ talmente imponente il loro meccanismo di controlli che è possibile che già da tempo qualcuno avesse intercettato il “gusto”, la “preferenza” sessuale di Marrazzo e l’avesso tradotto poi in un dato sensibile. Questo io credo da anni stia avvenendo in Italia, seguendo uno stile che è tipicamente dei servizi segreti di Usa e d’Istraele come la storia politica di questi due Paesi ha insegnato. Altre grandi nazioni hanno metodi ancora più spicci…non costruiscono neppure “dossier” sulla vita sessuale degli avversari. Sì, avete capito, penso che Marrazzo sia caduto in una trappola elaborata da qualche burattinaio neppure tanto stupido a vedere l’esito. Il reato forse non c’è, ma la vittima c”è, ed è eccellente.
    E Marrazzo? Se è stato accecato dalle proprie passioni, miserie, tendenze, gusti…non sta a noi giudicarlo. Politicamente, invece, la sua scarsa prudenza va del tutto bocciata. Ma come? Sono mesi che in Italia si discute sulla discutibile condotta privata del Premier e chi ha alte cariche: ministri, sottosegretari, governatori, sindaci, presidenti delle province non si sentono in pericolo?
    Il teorema di certi settori della destra è chiaro: chi è senza peccato scagli la prima pietra. E in via preventiva lanciamo noi tante pietre che qualcuno vi cadrà sotto lapidato. Chi ha osato infangare il nome del Premier subirà la “decimazione”. Naturalmente, per fortuna, la maggior parte dei servizi e delle forze dell’ordine sono davvero neutrali in Italia, ma certi lamenti, certe irritazioni non passano inosservati. Dunque tutti coloro che fanno politica sono avvertiti: se hanno scheletri nell’armadio, almeno non ci vadano a letto. Perché nel caso il Paese degli ipocriti, dei citrulli e della masnada può essere risvegliato da un momento all’altro e aizzato sotto la forma dell’opinione pubblica. Ecco il motivo per cui all’ipotesi del “Paese Normale” ci possono credere soltanto coloro che cercano di normalizzare ciò che è difficile da normalizzare. Un Paese laico separa privato da pubblico. Non siamo noi. L’unico Paese veramente “laico” e geloso dei suoi segreti rimane il Vaticano. Lì quando si vuole non fare trapelare un segreto, quasi sempre ci si riesce. Da noi il fotografo degli scandali da costruire, ad ogni tornata elettorale, è nell’agenda di chiunque. Naturalmente soprattutto per chi bazzica i sempre poco olezzanti “ambienti romani”.

  27. Gino Di Maro

    Ciao Nicola,
    come Ti ho detto telefonicamente sono impegnatissimo per l’immigrazione e seguo pochissimo la politica.
    Mi dici una cosa:
    c’è un’imputazione o un’indagine a carico di Marrazzo?
    Grazie
    Tuo GINO

  28. Alessandra Campagnano

    Nel privato ognuno risponde alla sua coscienza, basta che non sfrutti in modo improprio i benefit della sua posizione e sia consapevole di ciò che vuol dire ricoprire qualunque carica. Tuttavia anche questa vicenda dimostra che siamo il paese della doppia morale ossia dell’amoralità diffusa. In altri paesi europei è più difficile ricattare un politico per i suoi comportamenti personali, perché l’etica pubblica non si identifica con la morale sessuale. Come cittadina mi domando: ma fino a quando il vuoto delle proposte sarà – inutilmente – coperto da foto, video, chiacchiere, insomma dal nulla? Il guaio è che – come anche questa brutta storia dimostra – il degrado scende sempre più giù, sempre più giù coinvolgendo livelli sempre più bassi della nostra Amministrazione pubblica.

  29. Giampaolo Mercanzin

    Chiarimento: il mondo è popolato da uomini e donne, divisi sessualmente in maschi e femmine, come tutte le altre speci superiori.
    Chi ha prodotto in natura uomini e donne sono maschi e femmine, dotati di glande e vagina.
    I gusti sessuali sono cosa diversa e possono essere frutto di provenienza diversa: la peggiore delle quali è il vizio.
    Ecco io combatto il VIZIO, che è prevaricazione del più forte sul più debole, non la “malattia” e che spesso porta alla pedofilia ed ad abusare dell’infanzia.
    A proposito: nella cultura GAY et similia, chi fa il maschio e chi la femmina? Finora nella fenomenologia e nella letteratura non si è capito, Manco nei gay-pride.
    Io, con tutta la comprensione resto MASCHIO e non ho alcuna intenzione di depravarmi. Ne di scandalizzarmi, purché questa “diversità” non venga costantemente ostentata.

  30. Questa vicenda, come altre legate al soggetto della vita privata, mi risulta ripugnante.
    Ma l’Italia tutta é responsabile di questi comportamenti visto che la regola in vigore é ancora e sempre quella del “si fa, ma non si dice”, e soprattutto quella di attribuire al sesso in generale un valore negativo, cosa di cui la chiesa é la maggiore responsabile e con essa i politici, di destra, centro o sinistra, che loro malgrado sono inzuppati in questo modo di vivere e ragionare!
    La non approvazione di una legge contro le agressioni omofobe e il fatto che un politico debba sentirsi obbligato a dimettersi per i propri gusti sessuali sono le due facce di una stessa medaglia. Certo, il problema sussiste se il politico ha o meno approfittato di denaro pubblico, o di privilegi inerenti la sua funzione per attendere i propri obbiettivi in campo privato.
    Altrimenti, queste dimissioni sono il segno di un qualcosa di grave e profondamente radicato che si riassume in poche parole. Il sesso é peccato, va fatto solo con la persona con la quale si é sposati, i gay non hanno alcun diritto, i transessuali non esistono.
    In un altro paese, per un epsiodio simile, nessuno si sarebbe sognato di ricattare, nessuno di lasciare libero il campo per una questione cosi semplice. Esisterebbero leggi che tutelano gli omosessuali, che rispettano i transessuali e nei quali il sesso non é un crimine. Di questo sono responsabili gli italiani tutti.

  31. Maria Rita Monaco

    Funesta previsione ma purtroppo ben radicata nella triste realtà della nostra politica. Sprofondiamo sempre più nel gossip perchè non siamo più in grado di ascoltare le esigenze dei cittadini che non hanno bisogno di pupi e pupari (bellissima quest’immagine di Cariglia che rende con due parole lo squallore e l’arroganza di chi non sa più mettersi in discussione) ma avrebbero bisogno di uomini innamorati della politica, nel senso alto della parola. Capisco che chi ricopre alte cariche abbia più doveri ma continuo a pensare che ognuno nella vita privata abbia il diritto di avere comportamenti che preferisce, senza per questo essere messo in croce. Un dubbio:il gossip ha preso il sopravvento perchè i politici che abbaimo non sono più in grado di avere proprie ide, coraggio di portarle avanti e dignità mentale?

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