Africa: l’obesità, l’altra faccia di sviluppo e malnutrizione

di Redazione Pensalibero.it | 12 novembre 2017

Nel 1995, poche settimane prima della prevista apertura in Sudafrica del primo ristorante McDonald’s di tutta l’ Africasub-sahariana, una controversa decisione da parte di una corte di giustizia locale privò per qualche tempo la multinazionale americana del diritto di usare il suo stesso nome per i punti vendita che intendeva inaugurare a breve nel Paese.

La decisione dei giudici era motivata dal fatto che, sebbene la compagnia avesse registrato il marchio presso le  competenti autorità sudafricane già nel ‘68, il mancato utilizzo del nome per quasi trent’anni (causato dalle sanzioni economiche comminate al Sudafrica durante il periodo dell’apartheid) aveva fatto decadere ogni diritto su di esso. Così che la proprietà intellettuale del marchio spettava a un venditore di hamburger di Durban che con esso aveva operato fin dagli Anni Settanta.

La sentenza venne poi ribaltata in secondo grado, aprendo le porte all’arrivo della prima catena di fastfood occidentale nel Continente Nero.

Un mercato in crescita
Oggi, più di vent’anni dopo, la presenza dei marchi globali della ristorazione in Africa è sempre più capillare. La sola catena Kfc, di proprietà della Yum!, conta ormai più di mille ristoranti in tutto il continente, con nuovi punti vendita aperti costantemente, sia nelle capitali che sempre più spesso anche nei centri rurali.

Questa rapida crescita è in sé il sintomo di un fenomeno incontestabilmente positivo: molta più gente mangia presso le catene di fast food occidentali semplicemente perché molta più gente può permetterselo. Ma la lista di lati negativi del fenomeno, spesso interamente endogeni al contesto africano, ha finito per preoccupare anche vari ministri della Sanità locali.

Il nuovo ceto medio africano infatti vede il mangiare presso i fast food come una sorta di status symbol: mangiare pollo fritto era un’attività riservata ai giorni di festa; e sempre più gente può permettersi di festeggiare quotidianamente il miglioramento della propria condizione economica.

La strategia di mercato delle compagnie gioca molto su quest’aspetto, per dirla con le parole di  Ashok Mohinani, direttore dell’azienda in franchising che controlla tutti i punti vendita Kfc in Ghana: “L’obiettivo è quello di trasformare il mangiare presso uno dei nostri ristoranti in un’attività giornaliera.” Leggi tutto: http://www.affarinternazionali.it/2017/11/africa-obesita-faccia-malnutrizione/

 

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