Affinati fa l’appello di “Tutti i nomi del mondo”

di Luigi Oliveto | 11 febbraio 2018

Eraldo Affinati è insegnante e scrittore, e le due attività rispondono in lui a un’unica vocazione pedagogica. Lo testimonia anche l’ultimo suo libro intitolato “Tutti i nomi del mondo”. Laddove i nomi, alla maniera di un appello scolastico, sono quelli di alcune persone incontrate lungo la vita dal protagonista (non a caso un insegnante) che lo hanno segnato particolarmente. Egli sente di dover fare questo appello, pur consapevole dei rischi cui verranno sottoposti i sentimenti, i pensieri, le acquisite visioni del mondo. Tant’è che sarà necessaria la presenza di qualcuno che possa sostenerlo, tutelarlo: Ottavio, un ex alunno pluriripetente che parla solo in romanesco e che ha un’idea, una sua verità sulla vita, molto prammatica e spesso discutibile (“A professo’, io da solo nun te ce lasso. Ottavietto tuo te resta appiccicato addosso. Te faccio da guardia der corpo. Me ne sto qua dentro a’a parentesi, nun te preoccupà. ’Nzieme a te attraversamo l’arfabbeto”.) Il singolare registro di classe contiene ventisei nomi, tanti quante sono le lettere dell’alfabeto. Vecchi amici ormai fuori dai radar della vita, i nonni evocati con struggente tenerezza, ragazzi di periferia smargiassi e fragili, giovani profughi con impresso negli occhi la fame e le guerre da cui sono sfuggiti (come gli studenti della Penny Wirton, la scuola gratuita di italiano per immigrati che Affinati ha fondato a Roma insieme alla moglie Anna Luce Lenzi). Leggi tutto: http://www.toscanalibri.it/it/scritti/affinati-fa-l-appello-di-tutti-i-nomi-del-mondo_2641.html

 

giornalista e scrittore. Ha pubblicato i saggi: La grazia del dubbio (1990), La festa difficile (2001; 2003; seconda edizione accresciuta), Il paesaggio senese nelle pagine della letteratura (2002), Siena d'Autore. Guida letteraria della città  e delle sue terre (2004). Suoi scritti sono compresi nei volumi collettanei: Musica senza schemi per una società nuova (1977), La poesia italiana negli anni Settanta (1980), Discorsi per il Tricolore (1999). Arricchiti con propri contributi critici, ha curato il libri: InCanti di Siena (1988), Di Siena, del Palio e d’altre storie. Biografia e bibliografia degli scritti di Arrigo Pecchili (1988), Dina Ferri. Quaderno del nulla (1999), la silloge poetica di Arrigo Pecchioli L’amata mia di pietra (2002), Di Siena la canzone. Canti della tradizione popolare senese (2004). Così come è curatore, insieme a Carlo Fini, del libro di Pecchioli Chi la sa non la insegna. Raccolta di proverbi e modi di dire senesi (1995), dell’intervista di Mario Luzi realizzata per il calendario – libro Le Crete e la Val d’Orcia. Un terra di celeste stella (2000), dei volumi Mi guarda Siena con testi di Mario Luzi e immagini fotografiche di Pepi Merisio (2002) e Toscana Mater (2004) con testi di Mario Luzi e foto degli Archivi Alinari. Suoi anche i testi della guida Castelnuovo Berardenga. Storia, arte, natura e tradizioni (2007) e dell’album Indy e Lib (la “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” adatta per i bambini delle scuole elementari) giunto alla terza edizione. Oliveto è anche autore/sceneggiatore del documentario televisivo La città raccontata (2004) e, per la parte dei testi, del documentario Palio (2006) pubblicato in dvd. Nel 2007 ha curato il libro Qui sostò l’eroe. Garibaldi in terra di Siena (2007, primamedia editore). Nel 2011 ha scritto Giosué Carducci.Una vita da poeta e nel 2012 Giovanni Pascoli. Il poeta delle cose (primamedia editore). Da oltre dieci anni tiene una rubrica (Aforismi del giorno dopo) sul Corriere di Siena. Nel 2006 la sua attività pubblicistica trova un significativo riconoscimento con la menzione speciale al Premio giornalistico “Paolo Frajese”. È direttore responsabile di Sienalibri.it, portale di cultura e promozione libraria.

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