A Berlusconi, Berlusconi e mezzo

di Nicola Cariglia | 10 marzo 2013

Come si fa a rincorrere Grillo dopo avere “schifato” Berlusconi per la “rivoluzione liberale” tradita? Eppure è questo il canovaccio dello psicodramma che tiene il cartellone da quando si è votato.

silvio-berlusconiPoiché la mamma dei cretini si ostina a non prendere le sue brave “precauzioni” e resta sempre incinta, sono sicuro che qualcuno salterà su, se mi leggerà, a lanciarmi l’accusa di berlusconismo. Bruciante nelle intenzioni, ma che non mi turba più di tanto e, comunque, respingo al mittente ancor prima di riceverla.

Il fatto è che l’ipocrisia, le piccole furbizie e la mancanza di coraggio, che sono i principali ingredienti della politica nostrana, rischiano ancora una volta di fare saltare il banco. Non è una grande consolazione che le agenzie di rating che ci declassano siano sputtanate. Siamo nel bel mezzo di una crisi buia dovuta a molti fattori. Il PIL cala, l’occupazione anche, e non si vede via di uscita. In tutto questo marasma ci tocca assistere a una serie di contorcimenti che fanno risaltare ancora di più la scarsa serietà e la mancanza di senso dello Stato dei protagonisti della politica italiana. Il tempo non può essere considerato variabile indipendente nello stato in cui siamo. Al PD è toccato in sorte di perdere le elezioni ma essere assieme agli alleati la coalizione più votata. Ha il dovere di proporsi per un governo che avrà i compiti e la durata che le circostanze consentiranno.

Bersani, che è tuttora il candidato Premier, ha chiesto a Grillo e a Cinque Stelle di appoggiarlo. Era suo diritto, ma ha picchiato la classica musata. Nel famoso “Paese normale” dove tutti aspirano a vivere si passerebbe a chiedere l’appoggio all’altro schieramento che potrebbe consentire di superare il voto di fiducia, cioè il PDL di Berlusconi. Ma una simile eventualità fa torcere le budella a Bersani, agli schizzinosi del PD ed ai rancorosi e nostalgici esponenti di una variopinta intellighenzia. Quella che non ne ha mai imbroccata una, ma che non resta mai a secco di inchiostro se deve mettere la firma sotto un appello pur che sia e pur che assicuri 24 ore di notorietà.

Bersani ed i suoi fanno manfrina: assieme a Berlusconi hanno sostenuto il governo Monti per più di un anno. Gli intellettuali firmaioli ci credono davvero. Credono cioè che sostenere l’accordo PD-Grillo possa garantire loro ruolo e prebende che, del resto, sono nella tradizione del rapporto cultura-potere in Italia.

Agli uni e agli altri dobbiamo dire con chiarezza che il loro non è un comportamento serio. Non è’ necessario rinfacciare ai dirigenti del PD che rincorrono i grillini le cose che dicevano a proposito della concezione di Cinque Stelle sulla democrazia. Basta e avanza lo spettacolo di questi giorni: idee confuse sul fascismo, idee balzane in politica estera, soprattutto riguardo a Israele e Stati Uniti, propositi demenziali in campo sociale e pensionistico. Ci sono assonanze preoccupanti tra le parole e gli atteggiamenti di Grillo e quelli di personaggi come Hitler e Mussolini. E’ pur vero che le tragedie quando accadono una seconda volta si ripetono in farsa, ma a maggior ragione risulta incomprensibile tutto questo credito improvviso nei riguardi di Grillo. Tanto da rincorrerlo (o fare finta) anche dopo averci poco dignitosamente sbattuto il naso.

Nella migliore delle ipotesi è un atteggiamento strumentale che punta a nuove elezioni da tenersi senza modificare la legge elettorale (che sarebbe lo scopo di un governo di durata limitatissima). Nella peggiore di disponibilità a qualsiasi compromesso pur di raggiungere il potere.

In ogni caso è la prova di quanto gli interessi di parte vengano anteposti a quelli di tutti noi.

Nicola Cariglia ha svolto un'intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana. Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell'Aeroporto di Firenze. Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

11 commenti

  1. Alberto Lopez

    L’unico modo per smentire il M5S e sgonfiarne la bolla sarebbe che Pd e Pdl, almeno una volta, agissero insieme con competenza e senso di responsabilità nell’interesse degli italiani. Provando che fare politica è altra cosa. Ma le azioni che stanno portando avanti vanno in tutt’altra direzione, purtroppo, odierna manifestazione dei parlamentari pidiellini inclusa. Ma del resto, non saremmo arrivati a questo punto.

  2. Per un motivo molto semplice, Angelo: Renzi ha detto che scenderebbe in campo , cioè punterebbe alla presidenza del consiglio, solo dopo nuove primarie. Forse non tutti tengono conto che qui si discute di come arrivare a nuove elezioni, non di altro.

    • Angelo Giubileo

      d’accordissimo sul fatto che debba discutersi solo di come arrivare a nuove elezioni

  3. Angelo Giubileo

    Caro Nicola,
    credo che sul Corriere di oggi Antonio Polito sintetizzi bene il punto nodale della questione. Il Pd avrebbe davanti a sè tre scelte possibili: 1) con Bersani, cercare un accordo con i grillini (anche indipendentemente da Grillo) 2) con Renzi, sfidare Grillo sul suo stesso terreno in vista di elezioni ravvicinate 3) aprire un dialogo con il Pdl per un progetto di salvezza nazionale. Per inciso, il Corriere si schiera a favore di questa terza via.
    Caro Pensalibero, perchè escludere la seconda via di Renzi? Magari, anche dopo avere anche proposto e approvato una nuova legge elettorale maggioritaria a doppio turno alla francese? …

  4. Piero Calamandrei defunto nel 1956 diceva: CHIAMARE I DEPUTATI E I SENATORI RAPPRESENTANTI DEL POPOLO NON VUOL PIU’ DIRE OGGI QUELLO CHE VOLEVA DIRE IN ALTRI TEMPI. SI DOVREBBERO CHIAMARE IMPIEGATI DEL LORO PARTITO. Allora quanto ancora ci metteremo/metteranno per capire?

  5. Giampaolo Mercanzin

    Ma, per sintetizzare caro Nicola, mi sembra che in Italia non sia ancora caduta la CORTINA DI FERRO. Il PD di Bersani continua come e più di prima a perpetrare la regola che “col nemico di classe non si parla”. Anzi, più sono in difficoltà nella (ri)presa del POTERE, più si incattiviscono. Tanto che i loro “supporters” stanno mettendo in serio pericolo le GARANZIE COSTITUZIONALI. che ormai sono in balia di costituzionalisti improvvisati come tutte le amenuità chje ci vengono propinate, non tanto dagli “studenti serali”, citati da Berlusconi, ma dai figli di Curcio e Negri, abituati a pensare al 7+ o peggio al 27 garantito.
    Senza competenza naturalmente, ma soprattutto senza, fantasia ed idee concrete che sono rimaste ai legislatori degfli anni ’60 (un po come le “canzonette”)!

  6. Marzio Siracusa

    Ritengo molto ragionevoli le considerazioni di Sgarbi e De Bortolis, un parlamento destinato a durare pochi mesi non può eleggere un Presidente in carica per sette anni. Nonostante l’errore capitale del novembre 2011 nell’accogliere lo “spread” come convitato di pietra della democrazia italiana, occorre convincere Napolitano per spirito di servizio a farsi rieleggere da questo Parlamento con maggioranza Pdl- PD, ferme restando le sue dimissioni a breve. Quindi Napolitano dovrebbe ridare l’incarico a Monti per un Monti bis col compito esclusivo e immediato di varare una nuova legge elettorale e governare le questioni correnti, poi dimissioni di Monti e nuove elezioni con nuovo Parlamento che dopo le dimissioni di Napolitano e un nuovo governo eleggerà un nuovo Presidente. Non vedo altra soluzione, nel frattempo Pd e Pdl potranno regolare i conti, mandando in soffitta Bersani, Renzi e Berlusconi, che mi sembra la condizione per sgonfiare il grillismo.

  7. La Germania per ben due volte,in assenza di una maggioranza ha visto socialdemocratici e cdu etc,formare governi di legislatura ,che hanno molto ben governato privilegiando gli interessi del Paese.Assito ad uno spettacolo indegno di una nazione matura,dove si continuano ad esibire “muscoli”,flaccidi e si sfoglia la margheritina Berlusconi sì,Berlusconi no.Governo con personalità di alto profilo che convochi TUTTI,Grillini compresi.Tanto non ci stanno,e stiano pure all’opposizione.Governo per una legislatura costituente che affronti tutti i nodi.finanziamento pubblico,lavoro ai giovani,meno tasse,grandi opere,legge elettorale,che metta mano alla Costituzione ed abolisca TUTTE le Province e potrei continuare.C’è tanto di quel da fare!!!!!!!!!!!!.Questi 1000 eletti si preoccupino più che di se stessi dei 60 milioni di cittadini di questo Paese.NON SE NE ESCE DIVERSAMENTE.
    In 9 anni,il sottoscritto consigliere d’opposizione ha sempre pensato all’interesse dei suoi concittadini.Non c’è un solo atto del quale abbia a vergognarmi.E questa ,mi si consenta è cultura RIFORMISTA con la R maiuscola.

  8. Angelo Giubileo

    A me sembra che il piano B del Pd (posto che ci sia davvero!http://www.lastampa.it/2013/03/09/italia/speciali/elezioni-politiche-2013/i-democratici-preparano-il-piano-b-alleati-con-monti-al-voto-anticipato-YcOeStmjVPbuXksViM9X3N/pagina.html) sia l’unica valida soluzione possibile. Ma, conoscendo il Pci-Pds-Ds-Pd, credo che sarebbe comunque prudente andare a nuove elezioni con una nuova legge elettorale che garantisca la governabilità, magari una legge elettorale a doppio turno alla francese. Al punto in cui siamo, credo che questa proposta possa avere buone chance di successo, in quanto frutto di un accordo con altre forze politiche, e in ogni caso si tratta di uno schema di legge elettorale già proposto inutilmente dal Pd per un decennio e più. Potrebbe essere quindi questa, la volta buona …

  9. Adalberto Scarlino

    Nel piccolo, potrei essere accusato di…bersanismo. E risponderei – nel mio piccolo – come il direttore. Penso che il PD dovrebbe fare quello che, peraltro, gli ha già suggerito il nostro sindaco Renzi : non rincorrere, ma sfidare ( sia grillini, sia berlusconiani ). E per sfidare, dovrebbe presentare e proporre non tanto gli otto punti grigi, quanto piuttosto l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti ( o anche il rimborso spese a piè di lista, ma chiaro, definito e sostenuto come priorità ), l’abolizione delle province ( ricordate ? ) e magari degli statuti speciali delle regioni , la riforma della legge elettorale , il rigetto dei tunnel TAV da sostituire con progetti sostenibili dal punto di vista dei costi e dell’ambiente. Questa, almeno, sarebbe una bella sfida: su quattro punti che valgono il doppio di otto !

    • ….e l’accusa di bersanismo rivolta a Scarlino sarebbe infondata come quella di berlusconismo rivolta a me. E condivido sia i quattro punti di Scarlino (che però nella situazione data mi sembrano un …vasto programma) sia il metodo. Proposta rivolta a tutti e poi…. chi ci sta ci sta.

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