|
Monday, July 26, 2010
“LA MEMORIA DEI PESCI” TERZO ROMANZO DI PIPPO RUSSO
In una Firenze sempre più calda, ma non per questo spopolata di lettori, è stato presentato un libro fresco di stampa.
Sotto la tenda della libreria Edison si è parlato, con l'autore Pippo Russo, del suo terzo romanzo La memoria dei pesci.
Un libro difficilmente etichettabile anche perché è tante cose, alcune evidenti, altre da scoprire una pagina dopo l'altra.
Una scrittura secca e veloce quella di Pippo Russo arricchita da una sottile ironia
Un libro sulle nuove tecnologie, ma anche un libro sulla difficoltà/incapacità di colloquiare; un libro sull'amore e sulla difficoltà di amare.
Un libro sulla memoria e sulla capacità che abbiamo di ricordare, un libro sulla necessità di raccogliere e conservare la nostra memoria, per poi scoprire, quando riapriamo gli archivi, che non è più quella che ci aspettavamo.
Un libro con donne solari e positive anche nei loro difetti; un libro che racconta la
crescita di una generazione, quella dei quarantenni.
Un libro su una Firenze particolare, di certe periferie mai trattate in un libro, di luoghi e locali che i fiorentini, anche di adozione, conoscono e amano frequentare.
Un libro per conoscere e conoscersi.
Brando, il protagonista, è all'inizio un Peter Pan sognatore , geniale nella sua invenzione che però sarebbe destinata ad essere chiusa in un cassetto, se non fosse per le capacità organizzative dei suoi soci.
Brando ha un pregio/difetto, afferma Pippo Russo, le donne che lo conoscono e lo hanno frequentato, continuano a volergli bene anche quando le loro storie sono finite. A volte queste storie, complice la rete, le chat la vita virtuale che a volte si sostituisce a quella reale, anche non sono mai cominciate o iniziate unilateralmente; ma è proprio partendo da una di queste storie che Brando inizierà un processo di crescita e autocoscienza che lo porterà, a tratti accompagnato quasi per mano dall'autore, a tratti lasciato solo, quasi un abbandono, ad una seria maturazione.
Un libro da leggere e far leggere.
Maria Rita Monaco
|