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EDITORIALE

Monday, May 24, 2010

GRANDE RAPINA ATTO SECONDO

Cariglia
Attenti a non sottovalutare quanto è accaduto con l’approvazione del cosiddetto “federalismo demaniale”.
Il provvedimento, infatti, non ha valore solo per quelle che potranno essere le conseguenze (negative) che ne scaturiranno: beni fino ad oggi salvaguardati, spiagge, laghi, terreni, immobili, lasciati alle blande e spesso improvvisate cure delle regioni e degli Enti locali.
Ancora più importante è per il valore simbolico che riveste: la degna conclusione di un ciclo nefasto che, al suo concludersi, riporta in primo piano protagonisti, manovre, aspettative, spoliazioni e assalti alla diligenza che ne caratterizzarono l’inizio.
Come ormai è dimostrato, la cosiddetta “seconda repubblica” fu la trovata dietro la quale si celò la più colossale rapina di tutti i tempi perpetrata ai danni dello stato e del popolo italiano.
Con la scusa di combattere la corruzione ( che, come si è visto, non superava quella di oggi per quantità e qualità ) venne creato il vuoto del potere politico. Le Procure della repubblica maggiormente politicizzate, i giornali e le televisioni di proprietà di editori spregiudicati nell’uso dei media per i propri affari, ambienti finanziari e forse anche istituzionali stranieri, partiti politici storicamente perdenti o esclusi dal potere ( PDS, MSI ) e la neonata Lega Nord, agendo in tacito o esplicito accordo, riuscirono ad assestare il colpo di grazia ad un establishment già logorato da mezzo secolo di esercizio ininterrotto del potere. In pratica lo spazzarono via con l’uso spregiudicato del terrore mediatico e giudiziario. Il vuoto che si determinò fu il terreno ideale per portare a termine la grande rapina delle aziende di Stato che furono trasferite ai beneficiari a prezzi stracciati al pari delle concessioni per la telefonia ed altri servizi fino ad allora gestiti dalla mano pubblica.
Le analogie con l’oggi sono impressionanti: la crisi economica e finanziaria come motivazione di nuove svendite, la sensazione di una seconda tangentopoli che risveglia sentimenti di ripulsa verso la politica, il permanere di un capitalismo più incline ad adagiarsi sui favori del potere che a battere le vie del rischio di impresa.
Così, la “seconda repubblica” al suo crepuscolo si appresta a sgombrare il campo nel medesimo segno di arrembaggio ai beni pubblici che ne aveva contraddistinto la nascita.
Il sigillo apposto a tutta l’operazione dal ministro leghista Calderoli e da Antonio Di Pietro che a braccetto si sono presentati alla stampa ad illustrarne le mirabilia e l’imbarazzata astensione del PD, sono tutti sintomi del sequel che si va a recitare.
Già alcuni governatori del nord si sono lanciati a magnificare le grandi prospettive che si aprono grazie ai beni trasferiti dallo Stato per le casse di Regioni, Province e Comuni che, a loro volta, li passeranno ai soliti noti.
Missione compiuta. La “seconda repubblica” può andare in pensione.

Nicola Cariglia

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5/31/2010 - 10:58

Paolo - Francia.
La crisi...per questa classe di politici, una vera manna, perché grazie ad essa tutto é loro permesso e ne rivela la vera natura, permettendo loro di fare scempio di tutto, sapendo che grazie alla crisi (di cui essi stessi sono anche responsabili), possono realizzare il loro vero programma di governo.
Azzerare la cultura (gli si ritorcerà contro, perché i poveri rozzi idioti non capiscono quanto essa apporta per il turismo e per l'immagine stessa dell'Italia che stanno impunemente distruggendo) e appiattire la vita della gente, impedendo l'adeguamento dell'Italia al resto dell'Europa per i diritti civili negati e calpestati, mascherando questo rifiuto come una esigenza di risparmio, quando invece é solo un bieco disegno politico. In Europa, grazie ad un movimento razzista, clerico-populista e omofobo, l'Italia sta bruciando tutte le proprie risorse.
La grande rapina non si fermerà a due atti, raschieranno il portafogli della gente e manterranno i loro privilegi, approfittando vigliaccamente della situazione per soffocare la laicità, i diritti e la cultura.

5/31/2010 - 10:31

Francesco Mazzeo I Socialisti per le Liberta' -
E' Molto difficile trovare in qualsiasi manovra degli ultimi anni, qualcosa di favorevole al Paese e ai cittadini, Un esempio su tutti l'ingresso nella moneta unica, che ha visto per prima cosa la lievitazione di imposte e tariffe raddoppiate e stipendi fermi. I grandi patrimoni hanno raddoppiato il proprio valore e i lavoratori si son trovati con un potere di acquisto dimezzato. Il federalismo demaniale contiene in se il doppio inganno, da una parte trasferisce beni secondari in modo da aggravare per la loro gestione la situazione finanziaria degli enti periferici e dall'altra toglie allo Stato beni impoverendolo. In un momento in cui si cerca di ripianare i bilanci dei comuni con le multe da autovelox e da semafori truccati che federalismo possiamo aspettarci?
E' TUTTO DA RIFARE, SPERIAMO NON CON QUESTI POLTICI.

5/24/2010 - 19:40

puccio cartoni - firenze
D' Alfonso dice bene : "gli irresponsabili ed i disonesti se ne fregano del fatto che il Demanio sia centrale o locale" . Ed è pure vero che si controlla meglio da vicino ,ma....ma il voto non è più elezione, ed il cittadino non ha più mezzi di controllo ,ma solo possibilità di schieramento ,o di astensione. Quel " so che me la posso prendere"...è il punto debole di tutto il discorso ,purtroppo . O sei con me ,o contro di me...e da vicino la "pressione" è molto più efficace ! Ahi noi !...anche per i milanesi...

5/24/2010 - 19:29

Nicola Cariglia - Firenze
Caro Franco,
evidentemente ci sono molte Italie. Tu vivi in una regione (la Lombardia) ed in un Comune (Milano) nei quali il fiato della gente sul collo degli amministratori funziona. Beato te!
Altri hanno dovuto constatare il totale fallimento dell'istituto regionale.
Ma a parte queste differenze, a preoccuparmi è lo spirito che ha accompagnato questo "federalismo demaniale". Ho sentito solo dichiarazioni che ponevano l'accento sulle opportunità di business da parte degli amministratori regionali e locali. E per questo temo la seconda grande rapina di questa seconda repubblica al crepuscolo. A favore dei soliti noti. Un caro saluto nella speranza di poter constatare di essermi sbagliato.

5/24/2010 - 18:52

franco d'alfonso - milano
Non sono d'accordo.
Non capisco per quale motivo dovrei avere più fiducia in una Amministrazione centrale per la gestione delle spiaggie di Locri o Clodia Sottomarina rispetto a quella locale . Un ladro o un debosciato è tale ovunque sia, una amministrazione è corrotta o non lo è.
Nessun tocco magico , ma almeno per i danni fatti al litorale od al greto del fiume so che me la posso prendere con il sindaco od il presidente della Regione , più facile che con Napolitano o Berlusconi , no ?
E poi : le concessioni delle spiaggie , per esempio : se devo mandare i soldi a Roma ladrona , che mi frega stare dietro ai pagamenti , da parte di miei elettori e sostenitori economici ? Se invece dall'incasso della tassa di concessione, che so, dei Bagni Piero a Forte dei Marmi , ho bisogno per il mio bilancio locale, vuoi vedere che mi faccio pagare pure dal ct della nazionale di calcio Lippi ?
Non è vero che i beni demaniali sono solo nelle "ricche" regioni del Nord, per esempio la Campania è la terza o la quarta per possibile disponibilità di questo "lotto" di beni.
L'incasso per la vendita dei beni demaniali trasferibili alle Regione ( elenco chiuso) in caso di alienazione deve obbligatoriamente essere destinato alla riduzione del debito pubblico ( 75 % "nazionale" , 25% "locale" ) ed inoltre i valori in gioco non sono enormi : se non vengono "gestiti" meglio , l'operazione è neutra.
E comunque , può andare peggio di adesso , con il 60 % dei beni demaniali della Calabria, rigidamente "centrali" , occupati abusicamente con costruzioni abusive, attività più o meno legali e tanto uso privato ?
Chiaro che il federalismo è responsabilità : gli irresponsabili ed i disonesti se ne frgano del fatto che il Demanio sia centrale o locale,

5/24/2010 - 17:50

Gian Franco Orsini - Firenze
Tutto vero, purtroppo! Nel periodo in cui si sono venduti i beni appartenenti alle PARTECIPAZIONI STATALI , dopo il 1992, almeno il debito pubblico doveva diminuire,invece, nonostante le vendite delle aziende statali, il debito publico continuò ad aumentare fino a raggiungere il 124% del PIL. Attualmente si è cominciato col dire che si doveva attuare il federalismo fiscale......e i cittadini hanno appreso che, per cominciare ad attuare il federalismo fiscale, lo stato doveva iniziare con l'essere più povero, con il trasferimento dei beni demaniali alle regioni più ricche ( come è noto i beni demaniali si trovano principalmente nel centro-nord). Fino a poco tempo fa, nel guardare la montagna del nostro debito pubblico ci si consolava dicendo: " il debito è alto ma tanti sono i beni dello stato per cui il debito pubblico è ampiamente garantito non solo dai cittadini, ma massimamente dai beni dello stato". Adesso tutto questo non è più vero. Ora, non so, ma fino agli anni '80 in Francia sulle spiagge non esistevano gli stabilimenti balneari gestiti dai privati ed il modesto servizio di spiaggia esistente era fornito dai VV.FF. e questo, così diceva la gente, per volere di De Gaulle, che aveva voluto che le spiagge dovevano rimanere di proprietà del popolo francese.

5/24/2010 - 17:43

Beppe Alviani - Lucca
Ecco un bel cavallo di battaglia per le disperse truppe dei laici: vigilare e denunciare, nel nome del buon governo tutte le ruberie che si preparano. Un occhio per ognuno dei comuni italiani, per le regioni e per le province.

5/24/2010 - 17:41

Beppe Alviani - Lucca

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