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Monday, November 06, 2006
Patina da scarpe
Il diavolo veste Prada, apologo leggero sul frenetico universo della moda che vive di esteriorità e allontana dagli affetti, è la dimostrazione più plastica di come un cast indovinato e qualche buona idea non bastino a fare un bel film. Neanche se gli attori hanno lo spessore di una Maryl Streep o di uno Stanley Tucci e l'intento, dichiarato sin dal titolo, è quello di denunciare la variopinta vacuità di un mondo che si nutre di se stesso. Peccato che la patinata inespressività contro cui si scaglia sia anche la cifra stilistica che lo contraddistingue, e che la scialba confezione da videoclip – ulteriormente appesantita da un pessimo doppiaggio - lo renda pericolosamente simile alle statue di cera che mette platealmente alla berlina.
Televisivo e concitato, l'ultimo lavoro di David Frankel è uno spottone hollywoodiano leccato e roboante, a cui la sceneggiatura di Aline Brosh McKenna (da un bestseller della giovane Lauren Weisberger) conferisce un certo didascalismo stereotipato non privo di risibili inverosimiglianze (come quando la giovane Andy riesce a rintracciare nientemeno che un manoscritto inedito di Harry Potter), di situazioni tagliate con l'accetta o di passaggi appena accennati, benché il messaggio (esemplificato dalla bella scena in cui Andy getta l'ipertecnologico telefonino nelle acque di una fontana) risulti sostanzialmente condivisibile. Quantunque l'interpretazione di Maryl Streep si dimostri intensa e convincente e l'istrionismo brillante e controllato di Stanley Tucci caratterizzi con efficacia l'umanità loquace e simpaticamente professorale di Nigel, la vicenda non sferza come vorrebbe e non si discosta dalla mediocrità di uno sfarzoso fumetto accompagnato da una musica martellante e scandito da un ritmo videoludico e telefonato. A partire dai cliché espressivi di un'Anne Hathaway impacciata, goffamente giovanilistica, artificiosa e fasulla quanto la maschera che deve interpretare, o dal macchiettismo tutto occhiacci di un'Emily Blunt caricata e sopra le righe.
"La moda - ebbe a dire Oscar Wilde - è ciò che uno indossa. Ciò che è fuori moda è ciò che indossano gli altri". E riuscì, con una frase, laddove il film di Frankel ha fallito.
Giulio Laroni
Fonte: L'Avanti!
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11/24/2006 - 22:14
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| Marco Lavezzi - Pavia |
Caro Laroni.
Mia colpa.. massima! Se mi indica, cortesemente, le unversità nelle quali insegna storia del cinema, i giornali e le grandi testate che la ospitano, cercherò di farmi una cultura degna del suo (?) nome, e le manderò così una recensione ben fatta, come lei (!?!) ritiene essere la sua
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11/24/2006 - 01:11
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| Giulio Laroni - Pensalibero |
Marco Lavezzi (?) si chiede se "Giulio Laroni sarebbe capace di fare un film migliore." Giulio Laroni si chiede se Lavezzi sia in grado di scrivere una recensione non migliore, ma almeno decente del film in questione. Qualora Lavezzi ritenga di esserne capace, me la invii all'indirizzo g.laroni@pensalibero.it e, se risponderà a tali requisiti, ci impegneremo a pubblicarla. Se, viceversa, Lavezzi si limita a fare uno sterile ed ozioso esercizio di retorica pretendendo di dare lezioni di cinema ad uno storico del cinema (quale sono, fino a prova contraria), il consiglio è di lasciare ad ognuno il proprio ambito. Lavezzi, dunque, si accontenti di fare la parte del pubblico. Lasciando a me quella del critico.
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11/21/2006 - 18:23
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| Claudio L. - Arcidosso |
Torno a scrivere: sono andato finalmente a vederlo , questo film... mooolto molto carino!
Caro Laroni la prego, dalla sua alta esperienza: ogni qualvolta un film non la aggrada, lo commenti, così vado a vederlo sapendo di andare a vedere un bel film...
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11/20/2006 - 00:37
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| Marco Lavezzi - Pavia |
Forse Giulio Laroni sarebbe capace di fare un film migliore?
Sarei curioso di conoscerne la filmografica, o quantomeno i trattati cinematografici da lui scritti, o quantomeno le credenziali..
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11/15/2006 - 19:58
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| oscar - Nord-Italia |
Bella la tua recensione de "Il diavolo veste prada": metti alla berlina la commediola americana! Io non l'ho visto, ma non sopporto proprio il genere: dunque, non posso che ammirare la classe con cui lo smonti.
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11/14/2006 - 19:29
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| Fra Girolamo Savonarola - Firenze |
E tricch'e ballacche!
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11/14/2006 - 11:32
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| Claudio L. - Arcidosso (GR) |
Concordo con Simone..
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11/12/2006 - 19:44
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| Simone - Roma |
Ha trattato un film leggero come fosse un colossal. Lei non sai cogliere l'essenza del cinema rissalato e rilassante.
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11/7/2006 - 12:10
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| Claudio L. - Arcidosso (GR) |
Leggere un resoconto tale.. invita ad andare a vedere il film! Anche perchè sarà un film, nulla di più.. questo articolo invece sembra quasi una salita sulla cattedra, dove attraverso linguaggi desueti e comunque fin troppo ricercati, si cerca di dare la propria verità.. stasera penso proprio che andrò a vedere il film!!!!
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