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Monday, June 19, 2006
Il sole si spenge sull'Italia
Non sto per parlare dei soliti, noiosi, ripetitivi servizi televisivi di questi giorni sul meteo, sulle temperature che si alzano e sui consigli che bambini e anziani devono seguire per salvarsi dal gran caldo. La questione è ben più seria. Carlo Rubbia, Nobel per la Fisica nel 1984, ha ideato un impianto per l’energia solare veramente innovativo, in grado di ridurre i costi per una risorsa che in futuro sarà sempre più necessaria. Le fonti energetiche fossili sono destinate ad esaurirsi e ad aumentare di prezzo ( basti pensare al prezzo del petrolio che dalla media di 56,70 dollari al barile nel 2005, ha superato oggi i 70 dollari ). Le alternative sono rappresentate dal nucleare, ancora troppo rischioso per le scorie radioattive che produce; dall’eolico, che però dà un contributo limitato, così come l’energia solare tradizionale e fotovoltaica, perché ciò che producono non si può accumulare. Infatti l’energia fotovoltaica non si produce di notte o quando il tempo è nuvoloso.
E’proprio la possibilità di accumulare questa energia la musa ispiratrice del progetto di Rubbia. Il suo sistema si basa su quanto accadde a Siracusa nel 212 a.c., quando Archimede utilizzò degli specchi per concentrare i raggi del Sole sulle navi romane che assediavano la sua città. Tutto questo oggi si traduce in una serie di specchi parabolici che concentrano il calore del Sole in una rete di tubi contenenti una miscela di sali, che si riscalda fino a 550 gradi. Il vapore che si genera va ad azionare una turbina che genera energia elettrica.
Questa centrale solare stava per essere realizzata proprio a Siracusa, ad un costo coperto quasi interamente da privati. Ma l’Italia ha detto no e ha bocciato il progetto. Così Rubbia si è rivolto all’estero ed ora in Spagna stanno già nascendo una ventina di queste centrali solari. Siamo di fronte all’ennesimo caso di fuga di cervelli dall’Italia.
C’è da dire, comunque, che il nostro Paese non ignora la ricerca in questo campo. Sono previsti, infatti, incentivi statali per cittadini e imprenditori che investono sul solare e una tassa destinata a sostenere le fonti rinnovabili, ma che in realtà finisce per finanziare fonti assimilate come il carbone. Nel 2004, infatti, oltre 1300 milioni di euro sono andati alle “assimilate” e soltanto 900 alle fonti rinnovabili.
Insomma, siamo il “Paese del Sole”, ma per adesso solo perché ci permette di abbronzarci.
Stefano Casati
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6/27/2006 - 12:47
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| malabrocca - lombardia |
La notizia non èdi oggi ma di quasi un anno fà.
C'è da chiedesi perchè il governo dell' amico del petroliere Bush non ha fatto nulla per portarla al centro del dibattito, e perchè l' opposizione non se ne sia occupata.
La risposta alla prima domanda, è implicita nella domanda stessa.
Per la seconda è un poco più difficile, almeno per me, riuscire a capire come una coalizione che comprende il partito degli ambientalisti per antonomasia, non abbia recepito e fatto suo il progetto Rubbia, per mè è difficile.
Io che non sono un ambientalista radicale, al tempo appresi la notizia con soddisfazione, anche se già mi preoccupava che nell'articolo si ventilava , già allora, la possibilità che Rubbia avrebbe dovuto espatriare per poter realizzare il suo progetto.
Nonostante il passato governo abbia falcidiato i finanziamenti per la ricerca, un italiano trova delle soluzioni e che si fà, si fa finta di nulla, a destra e a sinistra.
Che sia la destra ad eludere certe spettative non mi sorprende, la sinistra mi fà inca..... come un orso.
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6/20/2006 - 15:28
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| sergio dubini - Mestre (Ve) |
C'è da chiedersi perché. Per favorire chi? La carriera politica di ecologisti, ambientalisti. legambiente e quant'altro nasce tra le fila del dissenso e/o opportunismo di soggetti capaci di raccontare alla gente che poi finisce per seguirli, fandonie colossali che nulla hanno di scientifico ad esclusivo danno del paese. Su questo sono necessarie indagini, denunce e la massima divulgazione. Al contrario, il silenzio totale o quasi copre i quesiti che la gente sentirebbe di porre ai responsabili. Si vuole tagliar fuori il paese dal progresso ed affossarlo nella continua dipendenza dalle fonti energetiche estere? Chi pagherà tutto questo?
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