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Ci muove un sentimento di profondo disagio. Il disagio di chi si rende conto che tutta un'area liberale e laica, legata ai valori che sottendono la civiltà liberal-decmocratica e a quelli altrettanto importanti di equità sociale ("meriti e bisogni"), non trova più una efficace rappresentazione nei due "poli" né sulle questioni interne, né sulle questioni internazionali. Tanto meno ci sembra che i meccanismi di selezione delle classi dirigenti sia locali che nazionali siano tali da soddisfare le grandi problematiche aperte dalla crisi dei partiti e dalla non compiuta riforma del sistema istituzionale.
La fase costituente europea giunta ad un tornante cruciale, la recente crisi euro-atlantica e le questioni poste dal processo di globalizzazione rendono ancor più evidente tale inadeguatezza.
Che un paese, fra i più industrializzati del mondo, possa affrontare una congiuntura storica di tale difficoltà rinunciando alla politica e alla responsabilità della politica per cercare una legittimazioneesterna nella Chiesa o in altre istituzioni che hanno ocupato i vuoti della politica, siano la magistratura o i sindacati, ci sembra non tanto risolvere quanto aggravare la crisi della politica e la fuga dalla realtà dei problemi.
Intendiamo partire da qui per iniziare un confronto aperto a tutti coloro che ssentono questo disagio e intendono portare un contributo di idee e di proposte per affrontare il futuro.
Perché ora
Una iniziativa politica in questo momento ha significato per le probabili opportunità che si presenteranno a breve:
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a livello nazionale per le conseguenze su entrambi gli schieramenti delle lacerazioni provocate dalla politica internazionale e, sul piano interno, dai conflitti dentro le coalizioni, tentativi di creare un grande centro, ecc. ecc. |
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a livello locale per l'aprirsi di un lungo ciclo elettorale (elezioni comunali e provinciali nel 2004, elezioni regionali ed europee nel 2005, elezioni politiche nel 2006). |
Per cogliere tali opportunità è indispensabile predisporre per tempo lo strumento.
Di scarsissima efficacia sarebbe l'ingresso, sia pure organizzato, in una delle formazioni esistenti: la mancanza di dibattito nei partiti maggiori, gli interessi consolidati di una ristretta oligarchia nei partiti minori, impedirebbero qualsiasi margine di manovra. È quindi preferibile una iniziativa autonoma caratterizzata da un progetto ambizioso, sia pure solo a livello locale
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