Nencini, dopo transizione Monti rivoluzione buonesenso segretario, incontro “Per amore Italia” diventerà annuale
‘Dopo il governo Monti, dovranno essere i cittadini con il loro voto a decidere chi vogliono alla guida dell’Italia. Dalla supplenza dei tecnocrati alla rivoluzione del buonsenso”. Per il segretario del Psi, Riccardo Nencini, quindi l’obiettivo e’ individuare una missione per i riformisti del centrosinistra, un progetto comune con cui presentarsi agli italiani nel 2013. L’incontro dal titolo ‘Per amore dell’Italia’ aveva appunto lo scopo di compiere un primo passo per mettere a punto una piattaforma di contenuti. ”E’ il primo incontro nazionale – ha spiegato Nencini – al quale partecipano forze destinate a governare dopo le prossime politiche: per la prima volta si riuniscono e discutono di programmi assieme e inizia in maniera concretissima il confronto”. Per Nencini occorre ”portare a conclusione il lavoro di Monti quanto a tagli agli sprechi, riforma della spesa pubblica, accresciuta credibilita’ internazionale dell’Italia, e puntare con piu’ decisione sullo sviluppo”. Nencini ha anche annunciato che la convention diventera’ un appuntamento annuale permanente, ”una sorta di Aspen italiana: a Firenze, patria della creativita’ e del saper fare, laboratorio politico del socialismo liberale da Salvemini a Rosselli e del cattolicesimo democratico, dalle leghe bianche al La Pira internazionalista”. (ANSA).







Caro Nencini, mi auguro lei abbia l’occasione di leggermi; è un’opinione dalla periferia e nemmeno socialista ma, come potrebbe confermarLe il direttore Cariglia, massimamente aperto ai connubi tra persone oneste ed intelligenti; e Lei sa che non sono molte. Sono il segretario politico di un’associazione (l’ASSODALILA di San Severo) con una cinquantina di iscritti in poco più di un mese e da “forestiero” e quindi uno che, per ora, conta poco o nulla. Lei in chiusura del suo articolo-appello cita tre grandi del pensiero e della fede: Salvemini, Rosselli ed il grande e quasi santo Giorgio La Pira. I quali però, ne sono convinto, nulla avrebbero voluto a che spartire con un individueo come Monti e chi l’ha mandato e la schiera di quegli arruffoni -e arraffoni- dei suoi colleghi PROFESSORI. Purtroppo loro ci stanno chiedendo, praticamente, di non rompere le uova e, contemporaneamente, di fare la frittata. Come? Io dico, da ignorante: Meglio rompere le uova – e se necessario anche il resto- fare la frittata e poi vedere di ridare becchime alle galline per far produrre altre uova. Che ne dice? Grazie; cordialità, PdA