16 lug 2012

IMU, una goccia nel mare del debito pubblico

Il gettito equivale a un punto di PIL, ma la vera ricchezza da tassare è altrove

La ricchezza degli italiani è stimata in 8.925 miliardi,.all’incirca cinque volte il debito pubblico dell’Italia. Dunque, sarebbe bastato mettere una “piccola patrimoniale progressiva”

Le tasse bisogna imporle a chi può pagarle. Il fatto che le  fondazioni bancarie siano  esenti, mentre il “povero ricoverato” alla casa di riposo paga l’Imu come seconda casa, è uno scandalo senza precedenti. Il governo Monti ha commesso un grave errore reintroducendo la tassa sulla prima casa. Il pagamento dell’Imu ha portato uno scompiglio nelle famiglie per diverse ragioni; la prima di queste è che un gran numero d’italiani non ha i soldi per pagarla. Il risultato dell’imposizione dell’Imu ha costretto le famiglie a chiedere prestiti in giro per adempiere all’obbligo di versare entro il 18 giugno; chi non riscuote credito, non è riuscito a pagarla. Ed è da queste situazioni che nascono i problemi con Equitalia. Non tutti sono evasori, quelli che non pagano; molte famiglie e imprese, non riescono… Riguardo all’impossibilità di pagare, il presidente della Confcommercio Carlo Sangalli ha denunciato il fenomeno in un pubblico convegno, organizzato nell’ambito dell’Assemblea Nazionale
L’aspetto più sconsolante della questione Imu, che ha gettato scompiglio, con lunghe code di cittadini ai Caf e agli sportelli delle banche e che si è fatto tanto casino per nulla; è solo un puro atto dimostrativo, per far vedere alla cosiddetta Europa, che abbiamo fatto qualcosa. L’introito dell’Imu equivale -grosso modo- ad un punto di Pil (16 miliardi). Bastano venti quattro ore e che il famoso spread passa da 4 a 5 punti e ci siamo mangiata l’Imu; ma ci rendiamo conto? Trattasi di una somma irrisoria, rispetto al nostro vero problema che (lo ricordiamo è il debito pubblico) che ammonta a 1950 miliardi. A  Napoli parlerebbero di “una fumata d tabacco” per sottolineare la risibilità dell’operazione Imu. Per dirla con il grande Totò, il gettito dell’Imu sono “quisquilie, pinzillacchere”, con il risultato di colpire il risparmio delle famiglie e di minare seriamente il mercato edilizio, già in difficoltà per mancanza di mutui e conseguente invenduto. La prospettiva di pagare sempre più tasse sulla casa è un disincentivo ad investire, anche per i piccoli risparmiatori che acquistano una casa per crearsi una rendita integrativa. L’accanimento sul “bene casa” rischia di far venir meno anche il mercato degli affitti, alimentando l’attuale tendenza tesa a vendere i propri beni; un andamento che deprime il mercato.
I “soliti imbecilli ben pensanti” affermano che in tutti i Paesi si paga la tassa sulla casa. Sarà anche così, ma da questo novero di Nazioni bisognerebbe incominciare ad escludere i Paesi in crisi, quali l’Italia, la Grecia, il Portogallo, l’Irlanda e la Spagna, ribadendo il principio che bisogna far pagare a chi può pagare.
Il problema del nostro Paese è che manca la volontà politica. Non bisogna essere economisti per capire che non si vuole andare a prendere i soldi dove ci sono. La ricchezza degli italiani è stimata in 8.925 miliardi,.all’incirca cinque volte il debito pubblico dell’Italia. Dunque, sarebbe bastato mettere una “piccola patrimoniale progressiva” a partire da chi ha un patrimonio che parte da un minimo 1/2 milioni di consistenza, lasciando in pace milioni di giovani coppie che pagano il mutuo (quindi la casa e della banca e non degli sposini) e i pensionati; coloro che hanno lavorato tutta una vita e che anno dopo anno, si vedono erodere la capacità di spesa della loro pensione.

Caro Monti,
con tutta la stima che abbiamo per te, avrai fatto bene tutti gli altri atti di governo,  con l’Imu hai fatto una gran cazzata. Per non parlare dell’incoerenza di Berlusconi, che durante la sua era ha inneggiato continuamente all’abolizione dell’Ici: poi costretto a scegliere fra la coerenza e la necessità di sopravvivere politicamente, fa votare il suo gruppo politico a favore dell’introduzione dell’Imu. Un inutile sacrifico… Una goccia, nel mare del debito pubblico che è di 1950 miliardi.

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