25 giu 2012

Quando l’umanità è barattata con la gogna mediatica

Chi ha sbagliato deve pagare. Non c’è alcuna ombra di dubbio. Ma sarebbe cosa ancor più grave, e non smetterò mai di gridarlo, se ci si dimenticasse dell’umanità. 

“Voi avete bisogno di gente come me. Vi serve la gente come me, così potete puntare il vostro dito del cazzo e dire – Quello è un uomo cattivo – Beh? E dopo come vi sentite, buoni?
Voi non siete buoni. Sapete solo nascondervi, solo dire bugie. Coraggio, augurate la buona notte al cattivo”.
Questo è il monologo di una delle scene finali di un film che ha fatto la storia di Hollywood, “Scarface”, ed il protagonista autore del monologo è Tony Montana, interpretato magistralmente da Al Pacino.
E’ il monologo che avrei voluto sentir dire dalle bocche di Penati e di Lusi, e di tutti gli accusati e processati della storia della politica italiana. Ci sono stati, in Italia, persone perseguitate da processi mediatici i quali hanno contribuito ad etichettarli come “criminali” ancor prima di un regolare processo ed ancor prima della sentenza di colpevolezza dei giudici. Assurdo. Già, legalmente parlando è impossibile: un uomo resta innocente fino a prova contraria. Ma vallo a spiegare alla gente che guarda la televisione. I media, i giornali e internet, purtroppo, emanano la sentenza ancor prima dei giudici, ed anche se ufficialmente restano solo dei meri accusati, sostanzialmente la loro persona ha ormai perso tutto: sono criminali per i cittadini italiani e per l’intero resto del Mondo: sono ufficialmente colpevoli. La sentenza del giudice, quand’anche arriverà, non potrà mai togliere tutte le infamie e le etichette che sono state affibbiate, negli anni (e anni, e anni) da parte del popolo. Cos’è una sentenza di non colpevolezza dopo l’aver vissuto per anni al buio, cercando di rimanere nascosti per non farsi notare dal popolo inferocito, vergognandosi e umiliando se stessi? nulla. Come sarai ricordato? come un criminale. Enzo Tortora, Rino Formica, Ottaviano Del Turco, Bettino Craxi, sono stati dei ladri per il popolo. Eppure, nessuno sa che la Corte Europea dei diritti dell’uomo diede ragione a Craxi. Quasi nessuno sà dell’innocenza di Del Turco e di Rino Formica, il quale per ben diciassette anni passò come un corrotto per la questione dei “Nastri d’oro”. Già, tutti ricordano bene gli insulti e i processi mediatici, ma ben pochi ricordano le sentenze di innocenza pubblicate dopo anni dai giornali, logicamente con molta meno enfasi. Tutti noi abbiamo puntato il dito contro Schettino, processandolo in diretta mediatica, sparando pene che andavano dall’ergastolo alla pena di morte, ma pochi di noi hanno provato a mettersi nei panni del comandante di una nave da crociera che si è trovato in una situazione dove avrebbe potuto scegliere tra la vita certa o la morte quasi sicura. Avrebbe dovuto scegliere la seconda, è ovvio. Lui è un comandante, è stato preparato anche per queste situazioni. Ma noi cosa avremmo fatto al suo posto? tutti eroi di guerra? tutti Achille contro Ettore? beh, beati noi che siamo puri. Un popolo di eroi. Gli stessi eroi che sputavano sui cadaveri dei fascisti a Piazzale Loreto e quegli stessi eroi che solo due anni prima restavano incantati dai discorsi di quel “cadavere” affacciato dal balcone di Palazzo Venezia.
L’Ansa ci informa che dopo l’intervento durato circa mezz’ora, dell’ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi, in un’Aula attentissima e stranamente silente, nessuno gli stringe la mano o gli rivolge la parola.
Non avevamo dubbi. Ecco il popolo degli eroi che ritorna puntuale. Una nuova gogna, una nuova testa da far saltare in una pubblica piazza. Come dare della carne da macello in pasto ad una vasca di piranhas.
Purtroppo la realtà è più triste di quanto i fatti riescano a descrivere; la politica è una cosa seria, è vero. E’ fondamentale. Per quanto il vento dell’antipolitica tenti oggi di infangarla, la politica è necessaria per mandare avanti un Paese. Politica come unione e fratellanza, come relazionarsi col prossimo e come gestione della cosa pubblica. Della res publica. Ma chi sbaglia in politica, chi commette illeciti alle spalle dei propri elettori, chi ruba, chi froda, che commette un qualsiasi errore che va a gravare sulla propria persona nei confronti della comunità, commette un fatto gravissimo. Se ha sbagliato deve pagare. Non c’è alcuna ombra di dubbio. Ma sarebbe cosa ancor più grave, e non smetterò mai di gridarlo, se ci si dimenticasse dell’umanità. L’umanità. Un principio e un valore che non può essere confrontato o barattato. Dovrebbe essere al di sopra di tutto, anche della cosa pubblica e della forma di Stato. Al di sopra di cittadini, di ogni bene. Se non vi è umanità, non vi è società. E qualunque sia la colpa commessa, non può mai essere tale da arginare il confine con l’umanità, perchè tale confine non esiste. L’umanità è illimitata. Ogni società ha una propria forma di giustizia. Delle proprie leggi e un proprio codice penale, il quale è in grado di poter disciplinare ogni fattispecie di illecito esistente. Date retta a me. Quando questo Paese riuscirà a liberarsi dai processi mediatici, sarà finalmente un Paese migliore. Un Paese più… umano.

2 commenti per “Quando l’umanità è barattata con la gogna mediatica”

  1. Un caro abbraccio Giampaolo

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