17 giu 2012

Profumo di sito

I tecnici con Profumo  vogliono abolire il rito dei tabelloni, cancellare un’altra consuetudine, un’altra delle tradizioni scolastiche, introducendo le pagelle “online”. 

“Voti sul sito? Non ci penso nemmeno!

Tabelloni nell’atrio e preside sulla porta, disponibile per alunni e genitori.

Perché l’aspetto umano è quello che conta.”

Bravo il professor Michele D’Elia, preside del liceo scientifico Vittorio Veneto di Milano. Ha fatto bene a rispondere così ad una delle ultime “innovazioni” del ministro della pubblica istruzione

( anzi dell’istruzione, università, ricerca , secondo la dizione dalla berlusconiana Gelmini

 “innovata” ), il ministro Profumo, del governo dei cosiddetti tecnici.

Vi ricordate la scuola il giorno della pubblicazione degli scrutini? Tutti insieme in attesa; tutti

a leggere, con gioia o con delusione, i risultati; a commentarli , a discuterli, a telefonare a casa,

a protestare , anche ; a inveire, perché no ?

NO, appunto; non più!

I tecnici con Profumo  vogliono abolire il rito dei tabelloni, cancellare un’altra consuetudine,

un’altra delle tradizioni scolastiche, introducendo le pagelle “online”. Ognuno , dal suo P.C.,

“cliccherà” e saprà. Da solo . Solo l’alunno , soli i genitori , soli i voti nell’atrio della scuola . Deserto; anzi, virtuale ( si dice così, vero ? ). La pagella elettronica potrà essere consultata

con un paio di clic. Non ci saranno , per carità, i voti dei rimandati, dei bocciati, dei non ammessi .

 Quelli no, perché , ormai da qualche anno  – per delicatezza e privacy ! – a questi

alunni le valutazioni vengono comunicate in via riservata , per lettera o telegramma.

Altro aspetto contraddittorio, addirittura ridicolo, della scuola delle riforme ( ma se la smettessero di riformare e di progettare e tornassero a sostenere l’essenziale, l’insegnare ?!) , come se

 durante tutto l’anno i voti non fossero – giustamente – detti e spiegati a tutti gli studenti !

Pagella elettronica, dunque , vuole il ministro Profumo del governo Passera.

Gli ha risposto bene anche la psicologa e scrittrice  Silvia Vegetti Finzi :  questa riforma ( riforma? )

non fa bene né agli alunni, né alla scuola, ha osservato. Andare a vedere i voti finali a scuola – ha detto -  è sempre stato un avvenimento. La privatizzazione di questo momento lascia tutti più soli; perché viene a mancare l’aggregazione e si favorisce la brutta tendenza ad una comunicazione senza presenza fisica, senza presenza umana. Molto migliore la condivisione. Meglio – aggiungiamo -  per le caratteristiche e il ruolo che dovrebbe avere la scuola, l’affissione dei tabelloni. Perché è un errore – errore grave – svuotare l’edificio scolastico, devitalizzarlo,  di quei piccoli-grandi momenti che lo rendono istituzione.

Avevo appena finito di sottoscrivere e condividere le parole del preside D’Elia e della srittrice Vegetti Finzi, le cui critiche, insieme alle più modeste mie, propongo ai lettori di Pensalibero,

che il ministro Profumo del governo Passera me ne fa arrivare un’altra : quest’anno le buste

con i testi delle prove d’esame non verranno consegnate dai Carabinieri. Ci sarà il “plico telematico”. Si cancella , così, un altro rito,un’altra tradizione: quella del primo  ( per quasi tutti ),

breve ma significativo incontro tra i cittadini studenti e i loro concittadini in divisa, rappresentanti

dello Stato per l’appunto agli esami detti di Stato.

La scuola deve passare dalla carta al digitale? Vivremo – vivranno, i nostri giovani – di ebook, di

web ( si dice così ? ). Le nuove tecnologie potranno collaborare con la didattica ? Dovranno ?!

E i media ( si scrive e si dice media, dal latino; non midia, dallo stupido anglo provinciale ) consentiranno un’integrazione o provocheranno una soppressione? Ed è un bene o un errore

cancellare momenti e rapporti umani, riti e tradizioni?

Sono portato a credere – a sostenere, a proporre – che la via di mezzo sia la migliore. Anzi, quella da praticare anche da parte della Scuola. La via di mezzo, però, prevede la gradualità, la razionalità, la prudenza, l’attenzione ai tanti aspetti della didattica ( devo chiamarla tradizionale? ).

Esclude – la via di mezzo – l’affarismo ( quanti falchi affaristi volano già da anni  sulle aule scolastiche ! ), il fanatismo ; e anche il feticismo tecnologico.

Dia retta, onorevole ministro Profumo del governo Passera-Monti ! Al prossimo clic ascolti qualche dubbio della ragione. Della ragione umana.

1 commento per “Profumo di sito”

  1. Marzio Siracusa

    Dici cose sante Adalberto, più che sante e con ammirevole passione. Ma chiuso il cattocomunismo i cattolici hanno scoperto la necessità di funzionare e per il cattolico che avvelena sempre la realtà cosa funziona meglio d’un clic telematico? D’altra parte nell’ufficio del sindaco a Palazzo Vecchio si sta allevando un esemplare di questa nuova genia. Il cattolico vede nella diffusione del clic telematico la realizzazione del suo antico sogno, disossare la realtà, vietare qualsiasi slancio e entusiasmo che non gli appartenga, e pensare che funzionare e andare al sodo siano la stessa cosa, oltre all’ipocrita volontà di non umiliafre i ciuchi di fronte ai quadri di fine anno. Come dire che si vuol passare dalla sbornia piagnona cattocomunista alla mistica dell’individuo spogliato di tutto e creduto libero perché oppresso solo da se stesso, e se tutti sono oppressi solo da se stessi si può ben recitare che tutti siano uguali. Un agostinismo d’accatto. Ma il cattolico è disposto a tutto pur di inseguire un po’ di spiritualità dozzinale. E se invece ritornassimo al vero, sano anticlericalismo senza i compromessi degli atei devoti?

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